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Le chiese romaniche


Nelle chiese romaniche si trovano spesso pilastri, chiamati a croce. La navata principale è formata da campate (è lo spazio che si forma tra quattro pilastri), larghe e profonde circa il doppio di quelle laterali, in questo modo si forma un alternarsi di pilastri a croce grandi in corrispondenza delle campate centrali mentre sono pilastri più piccoli, o colonne, per quelle delle navatelle (sono le navate più piccole laterali).
Le navatelle sono sempre coperte da volte, mentre le navate principali possono essere sorrette da capriate che permettono di avere una grande luce senza interruzioni di pilastri o altri elementi strutturali.
Sopra le navate minori si trovano i matronei, che originariamente erano riservati solo alle donne, affacciano sulla navata principale e si aprono con bifore o con archi.
Il presbiterio, invece, è dove si trova l’altare ed è sopraelevato e sovrasta la cripta che contiene i resti del santo a cui è dedicata la chiesa.
Ha poco illuminazione per rendere l’ambiente più intimo e mistico, vengono usate piccole
finestre strombate in modo da far entrare poca luce.
Talvolta sopra all’intersezione del transetto e della navata c’è il tiburio (un vano ottagonale) che poggia su trombe e con sopra un tetto formato da edicole più piccole.
Gli interni sono decorati solo parzialmente e spesso hanno la muratura a vista. All'esterno la pietra oppure i mattoni sono lasciati a vista con decorazioni semplici come bassorilievi.
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