L'Architettura romana

La disintegrazione del mondo politico ellenistico va interpretata alla luce del crescente potere di Roma, su cui hanno influenza la città greca ed etrusca, due civiltà diverse tra loro. L’architettura etrusca proviene dall’Italia centro-settentrionale dal IX-VIII a.C. al II-I a.C. gli etruschi erano un popolo di guerra e lo sappiamo perché avevano città cinte da mura. L’arte etrusca viene influenzata da quella greca ma in senso formalistico, dall’esterno, non ha un substrato, perché alla fine l’arte etrusca non riesce a liberarsi di quel lato “quotidiano” che la rende meno raffinata. Gli architetti romani attribuirono nuova importanza alla parete, svilupparono l’uso dell’arco e furono maestri nella definizione di spazi interni. Svilupparono l’uso del getto di calcestruzzo nella realizzazione delle volte, calcestruzzo che viene poi ricoperto da mosaici, ecc. utilizzavano:

o Opus incertum (rivestimento di pietrame di piccola pezzatura irregolarmente disposto)
o Opus reticulatum (blocchetti quadrati disposti diagonalmente)
o Opus testaceum (rivestimento in mattoni o tegole)
Il tipico tempio romano è diverso da quello greco, anche perché è molto collegato alla politica, e ha un fronte principale immediatamente riconoscibile, ad esempio prendiamo la Maison Carrèe a Nimes, in Francia, I a.C. sorge su un alto podio, interrotto nel fronte d’ingresso da una scalinata affiancata da bassi muri laterali. Le colonne non formano un colonnato ma si fondono sui lati lunghi e sul retro, con le pareti della cella, pseudoperiptero, quindi sono colonne decorative. Per Catone l’arte distrae l’uomo, l’attenzione all’arte è dovuta a intenti finalistici, diventa una messa in scena della supremazia di Roma, strumento di potere. Quando gli Etruschi furono cacciati, inizia la repubblica, Roma diviene città-stato e piano piano si afferma sull’intero bacino del Mediterraneo. (Date simboliche: 202 a.C. II guerra punica, 146 a.C. Sacco di Cartagine). Il modello di vita romano ha trovato immediata espressione in due particolari tipi edilizi: le terme e l’anfiteatro. Le terme non consistevano solo in una successione di ambienti per i bagni freddi, caldi e di sudore, ma includevano anche biblioteche, musei, locali di ristoro, giardini.. abbiamo le Terme di Caracalla e le Terme di Diocleziano Dal punto di vista architettonico l’anfiteatro è uno sviluppo dei teatri greci. Un teatro sopravvissuto è quello di Marcello, voluto da Cesare ma dedicato da Augusto nel 13-11 a.C. alla memoria del nipote. Dalla forma semicircolare, si sviluppa su tre ordini in successione, dorico al piano terreno, ionico, più leggero, in quello superiore e probabilmente corinzio per il piano più alto, oggi perduto. Essendo un teatro romano le colonne sono decorative, l’arco è portante. Poi abbiamo il Colosseo, del 75-80 .C. opera di Vespasiano, chiamato in origine anfiteatro flavio, accoglieva fino a 50.000 spettatori. Anche qui c’è una sovrapposizione di ordini, tema che verrà ripreso nel Rinascimento da Alberti e Sangallo. Le planimetrie di molte città romane, che riprendevano quelle dei castra, gli insediamenti militari da cui si erano sviluppate, erano impostate su un pianto ortogonale, due strade rettilinee, cardi e decumani, che si incrociano tra loro, e presso l’intersezione si trovava il foto, in genere colonnato, intorno a cui c’erano i principali edifici pubblici. Il foto sostituiva l’agorà greca. Una particolarità dei fori è la presenza di archi di trionfo commemorativi, che ne contrassegnavano le estremità orientale e occidentale. Ad esempio nel Foro di Traiano (ad un solo fornice) troviamo la Colonna Traiana, del 113 d.C. che rappresenta la battaglia di Traiano contro i Daci. Nel foro infatti ci sono attrezzature non funzionali, ma che evocano simboli. Ora sulla colonna c’è la statua di un santo, San Giovanni, simbolo di come la Chiesa cristiana si riappropria dell’eredità romana ponendo un elemento cristiano su un elemento pagano. Nel foro di Roma abbiamo l’arco di Tito, di marmo pentelico. Qui compare il primo esempio sicuramente datato nella città di Roma di capitello composito. Poi abbiamo l’Arco di Costantino (a tre fornici) che può essere considerato un vero e proprio museo di scultura romana, per la sua ricchezza. Abbiamo vari esempi di ville urbane a Roma, come la Domus Aurea costruita da Nerone nel 64-68 d.C. dopo l’incendio del 64 in cui andò distrutto almeno un terzo di Roma, realizzata in poco tempo poiché in calcestruzzo, impostata su un ottagono di base. Il punto d’arrivo dell’architettura romana è il Pantheon, voluto da Adriano nel 118-128 d.C. come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future. È inscrivibile in una sfera perfetta grazie alle proporzioni equilibrate. Il pronao è costituito da 8 colonne in facciata, All'interno, due file di quattro colonne dividono lo spazio in tre navate: quella centrale più ampia conduce alla grande porta di accesso della cella, mentre le due laterali terminano su ampie nicchie che dovevano ospitare le statue di Augusto e di Agrippa. Originariamente era in una quota rialzata rispetto al terreno, poi con le successive sedimentazioni si è livellato. All'esterno, la cupola è nascosta inferiormente da una sopraelevazione del muro della rotonda, ed è quindi articolata in sette anelli sovrapposti.
Del complesso urbanistico ci è pervenuto quello sotto Traiano, il nuovo quartiere commerciale con 150 botteghe, uffici e un grande mercato coperto, noto come Mercati Traianei. Il cristianesimo era diventato una religione d’importanza tale che nel 313 d.C. venne legalizzato nell’Impero. Suscitando il risentimento dei ricchi aristocratici pagani, Costantino trasferì la residenza imperiale nella città greca che costituiva la cerniera tra l’Europa e l’Asia e che da lui prese il nome, Costantinopoli, l’attuale Istanbul. Trasferì poi anche la capitale stessa, consacrandola quale <<nuova Roma>>. Ricordiamo di Costantino l’arco, e il mausoleo costruito da sua figlia Costanza: edificio che ci conduce alle soglie dell’architettura paleocristiana, Chiesa di S.Costanza del 324 d.C. una struttura circolare a cupola, con 6 finestre superiormente concluse ad arco che formano una fascia luminosa intorno al tamburo.

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