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L'integrazione politica nell'Unione Europea

Il processo di integrazione politica procede molto lentamente. In questo ambito l'atto simbolicamente più significativo è stato l'introduzione, nel 1975, del suffragio universale per l'elezione del Parlamento europeo. Il primo Parlamento eletto direttamente dai cittadini si è insediato con le elezioni del giugno 1979.
Nel 2000 è stata varata la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in cui sono elencati i diritti e le libertà fondamentali riconosciuti a tutti i cittadini dell'Unione.

Non ha avuto invece successo l'iniziativa volta a introdurre una Costituzione europea. L'impegnativo documento, firmato dagli organi comunitari a Roma nel 2004, ha subito la bocciatura decretata dai referendum popolari in Francia e nei Paesi Bassi e il progetto è stato accantonato.

Il 13 ottobre 2007, dopo una lunga pausa di riflessione e complesse trattative, il vertice UE di Lisbona ha infine trovato un'intesa sul testo di un nuovo Trattato sostitutivo della Costituzione.

Entrato in vigore dopo due ulteriori anni serviti per le ratifiche da parte dei Paesi membri, il Trattato di Lisbona consente all'Unione europea di disporre di un quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini.

L'Europa ne risulta più democratica e trasparente, in grado di offrire ai cittadini maggiori possibilità di far sentire la propria voce, più efficiente, dotata di istituzioni più moderne e adeguate e con una maggiore capacità di intervenire nei settori di massima priorità, portatrice di diritti e valori, di libertà, solidarietà e sicurezza, integrando tra l'altro la Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo, in grado infine di proporsi come protagonista sulla scena internazionale.

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