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La tutela dell’ambiente

Il diritto dell'ambiente è un area del diritto che si occupa di codificare e definire le leggi e le norme e i regolamenti che sono disposti a tutela dell'ambiente.
Il diritto ambientale è la categoria generale che comprende riferimenti normativi per la tutela e la prevenzione dell'inquinamento di sottocategorie più specifiche come il suolo, l'acqua, l'aria, i rumori, l'urbanistica, il paesaggio, i boschi, le foreste, ogni ambiente rurale, ogni ambiente circostante, ecc.
In Italia fino alla riforma costituzionale approvata con la legge cost n° 3 del 18 ottobre 2001 “modifiche al titolo 5 della Costituzione” la Costituzione non conteneva alcuna formulazione relativa all’ambiente.

Gli articoli della Costituzione che parlano dell’ambiente sono:
. Articolo 2 diritti dell’uomo nelle formazioni sociali.
. Articolo 9 tutela del paesaggio.

. Articolo 32 salute come diritto soggettivo e della collettività.

Il diritto dell’ambiente è una formula sintetica per indicare una pluralità di situazioni diversamente tutelabili. Non esiste un diritto all’ambiente direttamente azionabile da un soggetto davanti al giudice ma diverse situazioni soggettive diversamente tutelabili come ad esempio il diritto alla salute, a un ambiente salubre all’accesso dalle informazioni ambientali.
Quando un soggetto subisce un lesione, il soggetto ricorre al giudice amministrativo, perciò che concerne il danno ambientale pero’ occorre una procedura diversa dato che la tutela dell’ambiente è un interesse diffuso e non appartiene a un singolo soggetto.
Per poter ottenere un risarcimento al danno ambientale deve esserci un ente portatore dell’interesse ambientale che presenta le caratteristiche di salvaguardi dell’ambiente ed avere un legame con quel territorio. Appurato il possesso dell’ente di suddette caratteristiche ed è autorizzato a presentarsi dinnanzi dal giudice.
L’ambiente essendo un valore costituzionale diviene parte essenziale della cultura di un dato ambito sociale.
Con la riforma del Titolo 5° della Costituzione vi è stata la modifica all’art 117 che ha attribuito allo Stato le competenze legislative in materia ambientale esso investe più materie ed i principi fondamentali appartengono allo Stato. Le regioni esercitano il loro potere sull’ambiente ma solo negli ambiti di loro competenza (governo territorio, salute, ecc) usando altri ambiti di controllo e non direttamente.

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare noto con l'acronimo MATTM, è una parte del Governo Italiano preposto all'attuazione della politica ambientale esso è un ministero molto giovane, infatti fù istituito il 1 agosto 1986 dal Governo Craxi II scorporandolo dal Ministero di Beni Culturali.

Il Ministero dell'Ambiente ha funzioni in materia di ambiente ecosistema, tutela del patrimonio marino, atmosferico, ambientale e sulla valutazione di impatto ambientale (VIA), valutazione ambientale strategica (VAS) e l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC). Ha competenze in materia di tutela del suolo dalla desertificazione e anche del patrimonio idrogeologico. Coordina e sovraintende alle funzioni del cosiddetto Codice dell'ambiente, ossia il Decreto Legislativo 3 aprile 2005 n° 152.
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio è stato riorganizzato con DPR 3 agosto 2009 n° 140 relativo al Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Il Ministero è articolato in Uffici di diretta collaborazione del Ministro e da 5 Direzioni Generali, coordinate dal Segretario Generale.
Il Segretariato Generale si estrude in 5 Uffici di livello dirigenziale non generale e inoltre costituisce Centro di responsabilità amministrativa.

Direzioni Generali sono:
. DG degli Affari Generali e del Personale
. DG per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche
. DG per la Protezione della Natura e del Mare
. DG per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l'Energia
. DG per le Valutazioni Ambientali

Sin dal 1999 le dirette dipendenze del ministero ci sono state le Agenzie per l’Ambiente e i servizi Tecnici (APAT) che hanno incorporato l’Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente (ANPA) che era divisa in 19 agenzie (una per ogni Regione che assumevano nomi diversi in Campania ARPAC Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Campania) e 2 provinciali (Trento e Bolzano).

Successivamente il 6 agosto del 2008 è stata istituita l'ISPRA acronimo di Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale un ente di ricerca italiano nato nel 2008 dall'accorpamento di 3 enti controllati dal Ministero dell'Ambiente:
- l'APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e i Servizi Tecnici)
- l'ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare)
- l'INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica)
al fine di razionalizzare l'attività svolta dai suddetti tre organismi per assicurare maggiore efficacia alla protezione ambientale anche nell'ottica del contenimento della spesa pubblica.

Per le aziende e le pubbliche amministrazioni è importante ottenere la certificazione ISO 14000 che identifica una serie di standard internazionali relativi alla gestione ambientale delle organizzazioni, la sigla: ISO 14001 identifica uno dei vari standard, che fissa i requisiti di un “sistema di gestione ambientale” di una qualsiasi organizzazione. Lo standard ISO 14001 è uno standard certificabile. Certificarsi secondo la ISO 14001 non è obbligatorio ma è frutto della scelta volontaria dell'azienda organizzazione che decide di stabilire attuare o migliorare un proprio sistema di gestione ambientale. Inoltre importante notare come la certificazione ISO 14001 non attesti una particolare prestazione ambientale ne’ tantomeno dimostri un particolarmente basso impatto ma piuttosto stia a dimostrare che l'organizzazione certificata ha un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attivita’ e ne ricerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile. Sono state rilasciate in Italia 13.448 certificazioni ISO 14001 nell'ambito dell'accreditamento nazionale dati riferiti al 30 giugno 2009 di cui 520 relative non ad aziende ma a pubbliche amministrazioni (esempio comuni, province, aree protette, comunità montane, autorità portuali ed altre amministrazioni dello stato, locali o nazionali, ecc).

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