Il trattato di Maastricht e l’UEM

Il trattato di Maastricht è stato ideato nel 1992 e ha sottolineato la necessità di creare una effettiva Unione Economica e Monetaria (UEM) e una moneta che circolasse nei paesi europei aderenti come un vero e proprio mezzo ordinario di pagamento.
È quindi iniziato un processo di convergenza delle politiche economiche e monetarie degli Stati membri della CE sfociato il 1 gennaio 1999 nell’adozione di una moneta unica (euro) e nella istituzione della Banca Centrale Europea.
Il trattato ha previsto che il processo di integrazione si svolgesse in 3 fasi:
- la fase 1, che ha avuto inizio il 1 luglio 1990 e si è conclusa nel 1993;
- la fase 2, partita il 1 gennaio 1994 e prolungata fino al 31 dicembre 1998;
- la fase 3, che ha avuto inizio il 1 gennaio 1999.

Per quanto riguarda l’unione monetaria, dopo la totale liberalizzazione dei movimenti di capitali tra gli Stati membri, si è assistito ad una forzata convergenza della politica monetaria adottata dai singoli paesi.

Nel corso della seconda fase, questo maggior coordinamento ha riguardato i criteri di convergenza previsti dal Trattato di Maastricht.
Sulla base di questi criteri, sono stati individuati i paesi in grado di partecipare alla terza fase dell’unione monetaria.
In definitiva, il 1 marzo 2002 l’euro è divenuta l’unica moneta circolante in Europa.

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