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Forme di Stato

Significato = rapporto tra chi governa (e quindi stabilisce le regole) e chi è governato (deve sottostare a quelle regole).

1. Stato assoluto = il re imponeva la propria autorità su tutto il regno. Dettava le leggi ma lui non doveva rispettarle. Il cittadino non veniva chiamato così ma veniva considerato suddito e non aveva ne libertà ne diritti. Questa situazione portò i sudditi a ribellarsi e a far scoppiare la rivoluzione francese nel 1789. Durante la rivoluzione fu approvata la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e per la prima volta si affermarono i diritti definiti inviolabili (uguaglianza, fratellanza e libertà). La rivoluzione francese portò alla creazione dello Stato Liberale.
2. Feudalesimo = prima dello Stato Assoluto ci fu l’Età Medievale. La sovranità era divisa tra i feudatari (signori di un territorio detto FEUDO), le città e gli ordini religiosi. Il re esisteva ma il suo potere era debole.

3. Stato liberale = è una forma di stato fondata sul principio che la libertà personale è il bene più importante per l’uomo. Una delle caratteristiche dello Stato Liberale è la Costituzione = insieme di norme dove vengono indicati i diritti e le libertà e anche quali limiti aveva il potere del re. Anche il re doveva rispettare la Costituzione. Ciò significa che lo Stato Liberale è uno stato di diritto = chi governa viene messo sotto il controllo della legge.
Nello stato liberali vi è la separazione dei poteri. Ciò significa che i poteri fondamentali dello Stato vengono divisi e affidati a organi diversi in modo che si controllano a vicenda. I poteri cono i seguenti:
-potere legislativo è affidato al Parlamento;
-potere esecutivo è il potere di dare esecuzione alle norme e viene affidato al governo;
-potere giudiziario è il potere di condannare i colpevoli dei reati e risolvere le liti tra i cittadini ed è affidato alla Magistratura.
Con lo stato liberale il suddito diventa cittadino e gli vengono riconosciuti i diritti che prima non aveva. Il diritto di voto però era riservato solo ai maschi, con un alto reddito e in grado di leggere e scrivere. Quindi lo stato liberale era governato solo da poche persone: le più ricche.
I compiti dello stato liberale erano: mantenere l’ordine, amministrare la giustizia e difendere il territorio. L’aspetto negativo dello stato liberale era che non interveniva per aiutare le classi sociali più deboli.
I motivi dello stato liberalo sono:
1. Il diritto di voto era riservato solo a pochi. Ciò portò alle rivendicazioni politiche
2. Le classi sociali più deboli erano costrette a lavorare tanto, in condizioni pessime e venivano pagate poco. Questo portò alle rivendicazioni politiche.
Tutto ciò portò alla nascita dei primi sindacati e ai primi scioperi.
Dopo la prima guerra mondiale lo stato liberale non resse a questa situazione e crollò.
4. Stato socialista = è la conseguenza della crisi dello Stato liberale in alcuni stati. In Russia la rivoluzione liberale ha portato alla nascita di questo tipo di stato. E’ basato sulla proprietà collettiva: le terre e le fabbriche venivano tolte ai proprietari e gestite dallo stato. L’obbiettivo era quello di creare una società che eliminasse le disuguaglianze. Secondo questo stato poteva essere raggiunta l’uguaglianza solo se rendevano tutte uguali e ciò poteva accadere solamente togliendo a loro le proprietà. Questa forma di stato poneva quindi forti limiti alla libertà e ciò portò al loro crollo.
5. Stato totalitario = Questa forma di stato si formò per il crollo degli degli stati liberali in Italia, in Germania e in Spagna. Lo stato totalitario è una dittatura con a capo un unico uomo. Con la dittatura venivano abolite le libertà di pensiero e di stampa. La dittatura portò allo sterminio degli ebrei(olocausto).
Italia fascista = dopo la prima guerra mondiale lo stato liberale italiano entrò in crisi. i soldati da ritorno dal fronte si trovarono senza occupazione perché la industrie si erano convertite alla produzione di armi e non tutte riuscirono a tornare alla produzione di beni. Questo portò alla chiusura delle ditte e alla perdita dei posti di lavoro. Ci fu una grave crisi economica. Ci furono anche le prime rivolte popolari e scioperi. Benito Mussolini approfittò della situazione promettendo di riportare ordine nel paese con la forza. Fondò il movimento fascista e le squadre d’azione fasciste incominciarono con la violenza a porre ordine tra la popolazione. La monarchia (re Vittorio Emanuele III), affidò a Mussolini l’incarico di formare il nuovo governo e affidò a lui il compito di riportare ordine. Mussolini ne approfittò e creò una dittatura totalitaria: tutti i partiti e le associazioni diverse da quella fascista vennero eliminate, la stampa venne sottoposta a controllo, non ci fu più la libertà di pensiero e tutti gli antifascisti vennero incarcerati. Mussolini emanò le leggi razziali che prevedevano la persecuzione degli ebrei.
A scuola i giovani venivano educati a essere fedeli al regime. Gli insegnanti per poter lavorare dovevano prestare giuramento al regime. Vi era un unico libro di testo. I ragazzi venivano suddivisi in classi: i bambini tra i 6 e gli 8 venivano chiamati Figli della Lupa, dagli 8 ai 14 Balilla, ecc. anche lo sport veniva controllato. I giovani dovevano crescere forti e robusti pronti a combattere. La donna non veniva considerata. L’unico ruolo che aveva era quello di procreare perché la popolazione fascista doveva crescere per garantire all’Italia manodopera e un esercito. Per questa ragione Mussolini inventò la tassa sul celibato. Anche la radio e la tv venivano controllate. Le trasmissioni che venivano mandate in onda erano solo di propaganda fascista.
Il fascismo finì il 25 aprile 1945 quando gli alleati(americani e inglesi) liberarono l’Italia dai Tedeschi.
6. Democrazia = dopo la seconda guerra mondiale nel 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli alleati (inglesi e americani) che avevano già occupato l’Italia meridionale. Nel nord dell’Italia si era formata la repubblica di Salò formata da tedeschi. A capo vi era Mussolini. Nel 1945 il 25 aprile gli alleati e i partigiani liberarono l’Italia dal fascismo. Il 2 giugno 1946 gli italiani con un referendum votarono la repubblica anziché la monarchia. Nella stessa data gli italiani votarono anche per la creazione dell’assemblea costituente. Un’assemblea che aveva il compito di creare la Costituzione. Con queste due votazioni per la prima volta votarono tutti i cittadini(suffragio universale). L’assemblea costituente era formata dai rappresentanti di tutti i partiti antifascisti(democrazia cristiana, partito socialista, partito socialista). L’assemblea costituente nominò capo dello stato Enrico De Nicola e affidò a 75 dei propri membri il compito di scrivere la costituzione. L’obbiettivo della commissione era di fare dell’Italia una democrazia che garantisse libertà e uguaglianza. Il 22 dicembre 1947 l’assemblea approvò la costituzione e il 27 dicembre il capo dello stato la firmò. Entrò in vigore l’1 gennaio 1948.

Caratteristiche comuni negli Stati democratici
1. Esistenza di una Costituzione
2. Rispetto delle libertà civili e politiche
3. Divisione dei poteri
4. L'autorità sovrana è sottoposta alla legge
5. Suffragio universale = diritto di voto esteso a tutti i cittadini
6. Lo Stato persegue fini sociali
7. Pluralismo = tutti i cittadini possono formare associazioni sindacali, politiche, sportive, culturali e religiose.

8. Partiti politici = insiemi di persone che hanno le stesse idee sullo Stato e sulla società
9. Stato sociale = intervento a favore di scuole, ospedali, previdenza.

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