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Successione testamentaria

Quando una persona è chiamata a succedere per ereditare, ma questa non può (già morta) o non vuole (rinuncia), si deve procedere alla delazione dell’eredità, in base a tre criteri successivi, ognuno dei quali esclude l’altro:
• SOSTITUZIONE: al chiamato può subentrare la persona indicata eventualmente dal testatore come sostituto;

• RAPPRESENTAZIONE: al chiamato può subentrare un suo discendente legittimo o naturale, a condizione che il chiamato stesso sia un figlio, un fratello o una sorella del defunto.

• ACCRESCIMENTO: la quota spettante al chiamato all’eredità viene ripartita in parti uguali tra gli altri coeredi.

Con la sostituzione fedecommissoria, il testatore impone all’erede di conservare, in tutto o in parte, i beni ricevuti a causa di morte per attribuirli, dopo la sua morte, ad una o più persone determinate.


La successione testamentaria

TESTAMENTO: atto con il quale una persona dispone in tutto o in parte la destinazione del proprio patrimonio dopo la sua morte.
È un atto strettamente personale e a causa di morte ed è sempre revocabile: il testatore può annullare, modificare o sostituire in qualunque momento le sue disposizioni precedenti.

Sono vietati alcuni testamenti quali:
• Testamenti reciproci: testamenti fatti a condizione di essere indicato come beneficiario, a propria volta, nel testamento dell’erede o del legatario.

• Testamenti collettivi: due o più persone fanno testamento con un unico atto a vantaggio di un terzo, oppure a vantaggio l’una dell’altra.

• Patti successori: una persona si impegna a inserire nel proprio testamento alcune disposizioni a favore di un’altra persona.

Il testamento è un atto solenne e richiede una forma determinata. Il testamento può quindi essere:
• OLOGRAFO: deve essere interamente scritto, datato e sottoscritto dal testatore, non richiede formalità o terminologie particolari.

• PUBBLICO: viene redatto e letto da un notaio alla presenza di 2 testimoni e sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio (deve contenere luogo, data, ora).
• SEGRETO: viene sottoscritto dal testatore (eventualmente sigillato) e consegnato al notaio alla presenza di 2 testimoni.

Dopo l’apertura della successione, il testamento olografo e il testamento segreto devono essere presentati ad un notaio per la pubblicazione.

Il contenuto tipico del testamento consiste nell’indicazione delle persone che sono chiamate a succedere al testatore nei rapporti patrimoniali di cui era titolare.

La successione a causa di morte può essere a titolo universale o a titolo particolare.
EREDE: successore a titolo universale, perché subentra nell’intero patrimonio del defunto oppure in una sua quota o frazione.
Deve accettare l’eredità ed è responsabile per i debiti ereditari.

LEGATARIO: successore a titolo particolare, in quanto subentra soltanto nella titolarità di alcuni beni o alcuni diritti patrimoniali.
Acquista automaticamente il legato a suo favore e non è responsabile per i debiti ereditari.

Un LEGATO può essere:
• DI SPECIE: riguarda un diritto o un bene determinato.
Il beneficiario acquista immediatamente la titolarità del diritto o la proprietà dei beni.

• DI GENERE: riguarda una data quantità di beni.
Il beneficiario acquista soltanto un diritto di credito.

Normalmente, legatario è un terzo, ma può essere anche uno degli eredi, mentre obbligati ad eseguire il lascito testamentario sono tutti gli eredi.
Un testamento può presentare alcuni vizi che possono renderlo invalido: la disciplina dell’invalidità del testamento mira però a conservare le disposizioni di ultima volontà di una persona.

MODO: prestazione che viene imposta al beneficiario di un contratto a titolo gratuito e che limita l’attribuzione patrimoniale a suo favore. (costituisce un vero e proprio obbligo)

La revoca del testamento può essere:
• Espressa: contenuta in un nuovo testamento o in un atto pubblico;
• Tacita: risulta da un testamento successivo che contiene alcune disposizioni testamentarie incompatibili con quelle precedenti.


NULLITÀ DEL TESTAMENTO
Un testamento è nullo soltanto nel caso di vizi di forma particolarmente gravi quali:

• Mancanza della firma (del testatore e/o del notaio);
• Non scritto di pugno dal testatore;
• Testamento reciproco;
• Patti successori.


La nullità del testamento può essere fatta valere da chiunque ed è imprescrittibile, ma è sanabile dopo la morte del testatore con la conferma da parte dell’obbligato, delle disposizioni testamentarie nulle.

ANNULLABILITÀ DEL TESTAMENTO
Un testamento è annullabile nel caso di:
• Mancanza della data;
• Incapacità d’agire del testatore;
• Errore, violenza, dolo.

L’annullabilità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è prescrittibile, in quanto deve essere proposta entro 5 anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie invalide.

La successione necessaria

Allo scopo di tutelare i familiari più stretti e di evitare che una persona possa disporre per donazione o per testamento di tutti i suoi beni a favore di estranei, senza lasciare nulla alle persone legate a lui da stretti vincoli familiari, si applicano le norme della successione necessaria, dove si sostituisce ad un’eventuale volontà contraria espressa dal defunto nel testamento come atto di ultima disposizione.
Le disposizioni in materia di successione necessaria sono norme inderogabili.
La legge infatti riconosce necessariamente una quota del patrimonio ereditario (QUOTA DI LEGITTIMA) ai familiari più stretti (legittimari).
- Se non ci sono legittimari, il patrimonio di una persona è interamente disponibile da parte del suo titolare.

- Se vi sono uno o più legittimari, il patrimonio viene diviso idealmente in due parti: una parte disponibile, di cui il titolare può disporre ed una parte indisponibile, che è riservata dalla legge ai legittimari.

Le categorie di legittimari comprendono:
• Il coniuge;
• I figli;
• Gli ascendenti legittimi, che concorrono con il coniuge ma sono esclusi dalla successione necessaria se vi sono dei figli del de cuius.

LESIONE DELLA LEGITTIMA: si verifica quando vi sono uno o più legittimari, ed il defunto dispone con donazioni oltre l’ammontare della quota disponibile.

Per stabilire se è stata “intaccata” la legittima, è necessario determinare il valore della quota indisponibile: occorre cioè sommare al valore del patrimonio netto del defunto il valore delle eventuali donazioni compiute in vita dal de cuius (RIUNIONE FITTIZIA).
La somma tra cioè che è stato lasciato dal defunto e ciò che è stato donato in vita, rappresenta il patrimonio ereditario sul quale si calcola la quota di riserva.

Quando il defunto ha compiuto delle donazioni a favore di un legittimario, questi atti si considerano come un’anticipazione della quota di legittima e quindi il legittimario deve sottrarre dalla quota che gli spetta quanto ha già ricevuto.

Se vi è stata una lesione della legittima, i successori necessari possono ottenere la reintegrazione con l’azione di riduzione, che viene effettuata nel seguente modo:
1. Si riducono in modo percentuale tutte le disposizioni testamentarie a titolo universale e particolare;
2. Se la riduzione integrale delle disposizioni testamentarie non è sufficiente, si riducono le donazioni effettuate in vita dal defunto.

Gli atti che vengono ridotti per effetto dell’azioni di riduzione sono giuridicamente inefficaci: i beneficiari di tali atti dovranno restituire all’avente diritto i beni ricevuti (o un equivalente in denaro).

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