Storia ed importanza delle Costituzioni

La costituzione è l'atto normativo fondamentale che definisce la natura, la forma, la struttura, l'attività e le regole fondanti di un'organizzazione.
La Costituzione degli Stati Uniti d'America è considerata la più antiche costituzioni nazionali scritte tuttora vigenti. Venne completata il 17 settembre 1787, con la sua adozione da parte della Convenzione costituzionale di Filadelfia. Entrò in vigore nel 1789, ed è servita da modello per numerose costituzioni entrate in vigore in altri paesi. Essa fonda il diritto federale statunitense.
Il meccanismo di controllo giudiziario sulla validità delle leggi non era estraneo all'esperienza inglese, ed era pratica diffusa anche nelle colonie. Quel meccanismo è alla base del principio di superiorità della costituzione, principio che ha superato i limiti geografici del common law ed informa oggi gran parte degli ordinamenti che si sono dotati di una costituzione scritta e che riconoscono a tale testo un ruolo di fonte fondamentale.

La Costituzione francese del 1791 è la carta costituzionale approvata il 3 settembre 1791 in ottemperanza a quanto previsto dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789. Formalmente è monarchica; sostanzialmente essa mette capo ad un regime dualistico, re-assemblea, nel quale l'equilibrio pende a favore dell'Assemblea.
La nuova Costituzione venne alla luce solo dopo l'avvento al potere della corrente giacobina: alquanto tardi, e con sensibili varianti, rispetto al progetto originario nel giugno 1793. Questa costituzione era rigida, cioè non poteva essere modificata se non da appositi organi e con una speciale procedura.
Questa Costituzione giacobina si presentava con un preambolo diverso da quello del 1789, ispirato alle idee di Rousseau. La sovranità nazionale venne sostituita dalla sovranità popolare.
La successiva Costituzione è nota come la "costituzione dell'anno III" (22 agosto 1795). Essa è opera delle vittime scampate alla tirannide giacobina degli anni precedenti. La nuova costituzione è dominata dalla paura degli estremismi. è caratterizzata da un contenuto "negativo" volto a controllare e dividere il potere e da una dichiarazione di doveri accanto a quella dei diritti.
La prima Costituzione italiana è quella della Repubblica bolognese. Questa, nel dicembre 1796, ha già pronto un piano di Costituzione, il quale avrebbe dovuto consentire di conciliare i principi ispiratori della Rivoluzione francese con l'antico ordinamento comunale italiano. Tale progetto di uno Stato democratico moderato stava per essere attuato, quando la Repubblica bolognese venne soppressa per cedere il posto ad una formazione politica più estesa, la Repubblica cisalpina padana.
Nella sua prima stesura, il nuovo testo costituzionale aveva conservato molte analogie con quello bolognese. Il testo della costituzione venne dettato dai rappresentanti della nazione protettrice, cioè dallo stesso Napoleone.
Il 26 aprile 1797 gli organi costituzionali cisalpini erano già stati costituiti e davano inizio alla loro attività. Elaborata, in pochi mesi, da una commissione di nomina governativa, la nuova Costituzione rappresenta un'ulteriore incarnazione di quella francese dell'anno III. Venne promulgata l'8 luglio 1797.

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