Ominide 6600 punti

Lo Stato liberale

Lo Stato liberale garantiva un nucleo di libertà inviolabili anche dalla supremazia dello Stato (tanto che si parla di "libertà dello Stato"). Oltre a ciò, suoi elementi caratteristici sono: il principio rappresentativo, la divisione poteri, il principio di legalità e di uguaglianza.
Con lo Stato liberale si affermò un rapporto nuovo fra Stato e cittadini: veniva posto al centro l'individuo, al quale era riconosciuta una sfera di autonomia e di libertà, soprattutto economica, che lo Stato non poteva invadere, ma anzi doveva garantire soprattutto attraverso il mantenimento dell'ordine sociale e della sicurezza interne ed esterna. Nello Stato liberale i pubblici poteri dovevano astenersi dall'intervenire direttamente nella sfera di libertà riconosciuta ai singoli e dovevano limitarsi a garantire la libera inziativa economica e le condizioni perché essa potesse affermarsi; per questa ragione lo Stato liberale é anche definitio "minimo". Una particolare tutela era riconosciuta alla proprietà privata, considerata base della convivenza sociale e perno di ogni reale libertà.

Nello Stato liberale, il re, che nel sistema precedente era tale "per grazia di Dio e manifestazione della Sua volontà in Terra", diventava titolare del potere "per grazia di Dio e volontà della Nazione". Accanto al monarca nacquero o acquistarono forza i Parlamentari nazionali che erano, almeno in parte, elettivi, secondo il principio del suffragio ristretto, cioé dell'attribuzione del diritto di voto ai cittadini con il reddito più alto.
La separazione dei poteri dello Stato, prefigurata nello Stato di diritto, venne perfezionata con l'attribuzione del potere legislativo al Parlamento, esecutivo al Governo e giurisdizionale alla Magistratura. In una prima fase, il re non era del tutto escluso dai poteri, ma li condivideva.
Il rispetto del principio di legalità comportava che gli atti della Pubblica Amministrazione fossero conformi alla legge, che garantiva le libertà dei singoli e disciplinava il funzionamento e l'organizzazione dello Stato. Nel pensiero liberale l'organizzazione statale avrebbe dovuto funzionare impersonalmente e meccanicamente secondo l'astratta volontà di una legge generale e uguale per tutti, espressione di una volontà maturata all'interno degli organi rappresentativi dello Stato attraverso la libera discussione. In realtà l'assetto istituzionale finì per tutelare prevalentemente gli interessi della borghesia.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email