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Il diritto e i suoi soggetti

Il diritto studia come l’uomo si dà delle regole obbligatorie per vivere in modo coordinato e pacifico in collettività. La parola “diritto” ha due diversi significati: oggettivo e soggettivo. Per diritto in senso oggettivo s’intende l’oggetto del diritto, l’insieme delle norme giuridiche.
Per diritto in senso soggettivo s’intende il potere che la legge attribuisce alle persone, di agire o di pretendere che altri tengano un certo comportamento per tutelare il proprio interesse.
Le norme giuridiche costituiscono l’ordinamento giuridico ed hanno tre caratteristiche, sono:
- obbligatorie: poiché lo Stato ne impone il rispetto;
- generali: perché si rivolgono a un numero indeterminato di soggetti che si trovano nella stessa situazione;

- astratte: perché sono applicabili a un numero infinito di situazioni concrete identiche o simili tra di loro.
Quando le norme sono infrante, si ricorre alla sanzione, la quale ha quattro funzioni:
- funzione preventiva: è una conseguenza sfavorevole che induce a rispettare la norma stessa per evitare la sanzione;
- funzione riparatoria: cerca di porre rimedio tramite il pagamento di una somma di denaro nei confronti del danneggiato;
- funzione punitiva;
- funzione rieducativa: serve a far capire al soggetto l’errore commesso e a favorire il suo reinserimento nella società.
Le sanzioni sono applicate correttamente quando è commessa delle violazioni dagli apparati dello Stato.
Le norme giuridiche sono destinate ai soggetti del diritto, ovvero a tutti coloro che sono destinatari di diritti e obblighi giuridici. Questi vengono distinti in due categorie: le persone fisiche, ovvero i singoli soggetti, e le persone giuridiche o organizzazioni collettive, ovvero un gruppo di persone che si organizzano mettendo insieme un patrimonio per realizzare un fine comune.
Ad ogni persona viene attribuita, dalla nascita alla morte, la capacità giuridica, ossia la possibilità di essere titolari di diritti e di obblighi. Diritti e obblighi che possiamo assumerci solo al compimento di diciotto anni, ovvero l’età prevista in Italia per diventare maggiorenni e per ottenere la capacità di agire con la quale, in oltre, possiamo compiere autonomamente atti giuridici.
In oltre ogni persona ha dei diritti inviolabili e tra i più importanti vi sono il diritto alla vita e all’integrità fisica, il diritto al nome, all’identità e all’immagine (ogni essere umano è identificato all’anagrafe) e il diritto alla riservatezza dei propri dati personali.
Inoltre per il diritto sono importanti anche i luoghi in cui viviamo che sono divisi in:
- residenza: luogo in cui la persona vive in modo continuo;
- domicilio: luogo in cui una persona ha la sede principale dei propri affari o interessi (luoghi di lavoro);
- dimora: luogo in cui una persona si trova in modo temporaneo (ad esempio un luogo di vacanze).
Però, la capacità di agire in alcuni casi può essere limitata, e in quel caso viene definita incapacità di agire. Gli incapacità possono essere:
- incapaci assoluti: chi non può compiere nessun atto giuridico come i minorenni fino al compimento dei 18 anni;
- interdetti giudiziali: sono quelle persone che seppur maggiorenni si trovano in una situazione di abituale infermità mentale accertata dal giudice con una sentenza di interdizione al quale viene nominato un tutore;
- interdetti legali: sono tutte quelle persone condannate a sentenze penali molto gravi.
È incapace relativo chi può compiere solo alcuni atti, cioè i minori emancipati, coloro che hanno compiuto 16 anni e che sono stati autorizzati a contrarre matrimonio in gravi circostanze come lo stato di gravidanza. Sono incapaci relativi anche gli inabilitati, cioè quelle persone che si trovano in una situazione di abituale infermità non così grave da essere dichiarati interdetti. In entrambi i casi il giudice nomina un curatore.
I soggetti del diritto danno vita a rapporti continui tra di loro e molti di questi vengono regolati dal diritto. In questi casi i rapporti vengono chiamati rapporti giuridici. Il rapporto giuridico è una qualsiasi relazione tra due o più parti regolata dal diritto oggettivo, ossia dalle norme giuridiche. Il ché determina degli obblighi e dei diritti a loro carico. Così le parti possono trovarsi in due tipi di situazione detta situazione giuridica, situazione attiva quando si può pretendere che altre persone tengano un certo comportamento a lui favorevole così che si può esercitare il diritto soggettivo, mentre nella situazione passiva si subisce l’obbligo giuridico ovvero il tenere un certo comportamento nei confronti di altri.

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