Ominide 23 punti

I sistemi elettorali nelle democrazie contemporanee

Cosa sono i sistemi elettorali?
L'insieme delle norme che regolano la trasformazione delle preferenze in voti e dei voti in seggi.

Criteri fondamentali per definire i sistemi elettorali:

1. Esaustitvità: tutti i sistemi conosciuti devono potere essere collocati all'interno di una famiglia.
2. Esclusività: ogni sistema deve appartenere a una sola famiglia.

Dimensioni per classificarli:
1. formula elettorale: meccanismo di trasformazione del voto in seggi
2. dimensioni della circoscrizione: numero di deputati da eleggere
3. soglie elettorali: sostegno minimo di un partito al fine di ottenere un seggio e quindi rappresentanza parlamentare.

La formula elettorale definisce l'appartenenza di un sistema a una determinata classe.
- formule maggioritarie: circoscrizioni uninominali
- formule proporzionali: circ. plurinominali. Vengono distribuiti i seggi in proporzione ai voti ottenuti da ciascun partito.

Circoscrizioni e collegi:
Nei sistemi proporzionali maggioritari ciascuna asseg seggio rispettare un criterio di più ampia è la circoscrizione uguaglianza che limiti il numero più elevata è la proporzionalità di elettori per collegi del sistema.

Soglie di rappresentanza:
L'obiettivo delle soglie di rappresentanza è quello di ridurre la frammentazione del sistema partitico, predisponendo ostacoli che i partiti minori non sono in grado di superare.
Nei sistemi maggioritari esiste una duplice soglia:
- minima: (soglia di rappresentanza) livello necessario per la conquista del seggio.
- Massima: (soglia di esclusione) valore sufficiente per la vittoria.

Partiti maggioritari
Obiettivo fondamentale è l'elezione di un governo.
I principali:
- maggioritario a turno unico (plurality) (Inghilterra)
- maggioritario a doppio turno (majority) (Francia)
- del voto alternativo (Australia)

A turno unico (rapporto diretto tra voto e formazione del governo)
il territorio è diviso in tanti collegi uninominali quanti sono i seggi da assegnare.

All'interno di ogni collegio vince il candidato che ottiene il maggior numero di voti.
Risultano premiati i partiti più forti.
Viene incentivata la formazione di un governo monopartitico attraverso il premio ai partiti più forti e la penalizzazione del terzo partito.
Il sistema è semplice e vi è un legame diretto tra elettore ed eletto, ma è eccessivamente penalizzante per i partiti minori e può essere fonte di un deficit democratico.

A doppio turno(rapporto meno diretto perchè in pochissimi casi si arriva all'elezione con un solo turno)
Viene reintrodotto nel 1958 in sostituzione a quello proporzionale con 2 novità:
- maggiore selettività: viene alzata la soglia per il passaggio al secondo turno (12,5%)
- pausa proporzionale
per essere eletti al primo turno occorre aver raggiunto la maggioranza assoluta (50%+1). se non viene raggiunta da nessuno si passa al ballottaggio al quale sono ammessi coloro che hanno superato la soglia di 12,5%.
con il maggioritario a doppio turno viene consolidato l'assetto bipolare, troviamo un rafforzamento delle componenti moderate e i partiti minori sono sottorappresentati.
È possibile che si verifichi un calo della partecipazione e una forte disproporzionalità del sistema.

Voto alternativo

L'elettore devo porre in ordine di preferenza i candidati.
Il sistema prevede una procedura di conteggi multipli, mediante la quale si giunge alla selezione del candidato con la maggioranza assoluta.
Prevede l'esclusione progressiva di quelli meno votati e la distribuzione delle loro preferenze a quelli rimasti in lizza.
L'elettore ha una scelta ampia e articolata, può esprimersi in maniera completa e il voto ha effetti non solo sul partito ma anche sul candidato.


I proporzionali

L'elemento caratterizzante di tali sistemi è l'assegnazione dei seggi in ampie circoscrizioni elettorali.
Per calcolare i seggi da assegnare ci sono 2 metodi:
1. c.d. del divisore: i voti ottenuti dai partiti vengono divisi per una certa cifra. L'assegnazione dei seggi procede attraverso il confronto delle cifre più alte di ciascun partito.
Incontriamo diversi metodi per l'applicazione del divisore:
- metodo d'hont: il divisore corrisponde al numero dei seggi da assegnare.
- metodo Saint-Lague: (puro) il divisore corrisponde ai num 1 -3- 5- 7 -9 ... (modificato) con i num 1,4-3 -5-7-9-...
L'innalzamento del divisore consente di avere risultati più propozionali e di avvantaggiare i partiti minori.

2. c.d. del quoziente: viene stabilito un quoziente elettorale e si vede quante volte il totale dei voti di un partito entra in questo quoziente.
Anche in questo caso vengono applicati diversi modelli:
- hare
- droop
- imperiali

Voto singolo trasferibile (Irlanda)
Questo sistema non prevede una lista di candidati per ciascun partito sottoposta agli elettori perchè i candidati si presentano in competizione intrapartitica.
I seggi vengono distribuiti attraverso il calcolo del quoziente, i voti in più dei candidati eletti vengono distribuiti agli altri secondo le preferenze dell'elettore.
L'elettore indica quindi la sua gerarchia di preferenze.
Il sistema è personalizzato ma è facile la creazione di clientele e lotte interne ai partiti.

Registrati via email