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LA RESPONSABILITA' PATRIMONIALE DEL DEBITORE

Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal giudice l’inadempimento, promuove il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli espropriare secondo le norme del codice civile. [Art. 2910 Cod. civ.].
Può agire pretendendo l’esecuzione forzata del suo credito in forma specifica, ma nella maggior parte dei casi la sentenza condanna il debitore al pagamento di una somma di denaro. La sentenza dà infatti al creditore il diritto di promuovere l’espropriazione dei beni del debitore (venderli per soddisfarsi sul ricavato). I beni in questione possono essere tutti beni presenti e futuri del debitore [art. 2740 Cod. civ.]. Il patrimonio del debitore costituisce quindi la garanzia generica del creditore.

Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della vendita dei beni del creditore (par condicio creditorum: parità di trattamento tra i creditori) [art. 2741 Cod. civ.], tuttavia la legge preferisce quelli che godono di una causa legittima di prelazione che sono i privilegi, il pegno e l’ipoteca. Se le cose soggette a privilegio, pegno o ipoteca periscono, il creditore perde la possibilità di esercitare il diritto di prelazione; ma se sono assicurate contro i danni, si ha surrogazione reale, cioè l’assicurazione paga l’indennità ai creditori ognuno secondo l’ordine di preferenza che a ciascuno di loro spetta [art. 2742 Cod. Civ.].

Il privilegio è la prelazione che la legge accorda in considerazione della causa del credito [Art. 2745 Cod. civ.]; i creditori assistiti da privilegio sono preferiti agli altri nella distribuzione dei proventi relativi alla vendita forzata dei beni del debitore. I creditori non investiti da cause di prelazione vengono detti chirografari.
Tra i crediti privilegiati, l’ordine di preferenza è stabilito dalla legge. Tuttavia, una legge del 1975 ha modificato profondamente tutta la materia, mirando ad accordare maggiore protezione ai crediti derivanti da rapporti di lavoro e crediti da essi assimilati.
Il privilegio è generale se riguarda tutti i beni mobili del debitore, è speciale se riguarda determinati beni mobili o immobili [art. 2746 Cod. civ.]. Il privilegio generale non costituisce diritto soggettivo e non attribuisce il diritto di sequela. Il privilegio speciale costituisce un diritto reale di garanzia. Quindi il privilegio speciale sui mobili può essere esercitato anche in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi posteriormente al sorgere del privilegio [art. 2747 comma 2].
Se la cosa è mobile e il terzo acquirente è in buona fede, si applica l’art 1153.
Il pegno è preferito al privilegio speciale su mobili, il privilegio speciale sugl’immobili è preferito all’ipoteca [art. 2748 Cod. civ.].

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