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In Gran Bretagna si affermava il regime parlamentare.
Nel parlamento si fronteggiavano due partiti, i "whigs" (liberali) e i tories (conservatori). Per impedire che la monarchia inglese si trasformasse in una mo- narchia cattolica poichè stava per salire al trono un cattolico, i due partiti whigs e tories chiesero l’intervento dell’olandese Guglielmo d’Orange, che infatti salì al trono. Questa sorta di guerra fu definita «pacifica e gloriosa rivoluzione», appunto perchè senza spargimenti di sangue e soprattutto perchè per la prima volta il re fu incoronato dal parlamento.
In seguito la Gran Bretagna fu governata dagli Hannover, di origine tedesca: il disinteresse per l’attività del governo mostrato dai due sovrani Giorgio I e Giorgio II diede maggiori poteri al governo stesso, che cercò anche d’influire sulle elezioni. Poi ci fu l’ascesa al trono di Giorgio III che pose fine al governo dei whigs. Con Giorgio III la dinastia degli Hannover divenne definitivamente inglese.

Mentre in Francia si affermava l'assolutismo, in Inghilterra si affermava il liberalismo. Il maggior rappresentante del liberalismo fu il filosofo John Locke, egli sosteneva che gli uomini nascono con dei diritti naturali (alla vita, alla proprietà, alla libertà e all’uguaglianza), e che li garantiscono formando un «unico corpo politico», cioè uno Stato, una società, che nasce per un accordo tra i cittadini.

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