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La rappresentanza commerciale (gli ausiliari dell'imprenditore) – un istituto specifico all'impresa commerciale (2203-2213) – non applicabile all'impresa agricola. Nello svolgimento della propria attività, l'imprenditore può avvalersi, e di regola si avvale, della collaborazione di altri soggetti. La rappresentanza commerciale pone una serie di modifiche/specificazioni, volte ad agevolare la conclusione dei contratti. L'impresa è tanto più efficiente quanto più può concludere contratti in modo agevole. Tre figure: institore, procuratore, commesso: sono destinati ad entrare abilmente in contatto con i terzi ed a concludere affari per l'imprenditore (non per via di una procura, ma automaticamente).

l'institore – davanti ai terzi è un alter ego dell'imprenditore. Salvo l'alienazione di immobili ha (quasi) qualsiasi potere. Nel linguaggio comune è il direttore generale dell'impresa o di una filiale o di un settore produttivo. Di regola è un lavoratore subordinato porto al vertice della gerarchia del personale. Anche in mancanza di espressa procura. L'institore può compiere in nome dell'imprenditore tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa. Nei confronti dei terzi sono solidalmente responsabili sia l'institore che il preponente.

il procuratore – sono degli ausiliari subordinati, di grado inferiore rispetto all'institore; ha un potere rappresentativo più limitato (è procuratore ad es il direttore del settore di pubblicità). Può compiere in nome dell'imprenditore tutti gli atti pertinenti al suo settore (es di pubblicità), ma non ha potere decisionale né di rappresentanza di altri settori.

il commesso - hanno un potere rappresentativo che è legato alla loro funzione all'interno dell'impresa. Sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi.

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