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ELEMENTI DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO

La funzione dell’obbligazione è rivelata dalla necessità di soddisfare un interesse del titolare del diritto (creditore) mediante l’attività di un altro soggetto (debitore) che è obbligato ad effettuare una prestazione o a fornire un servizio per la realizzazione dell’interesse del creditore. La funzione è coerente anche con la funzione stessa del diritto ossia quella di realizzare degli interessi.
Quindi i soggetti dell'obbligazione sono almeno due:
· creditore o soggetto attivo;
· debitore o soggetto passivo.
I soggetti sono di regola determinati all’epoca in cui il vincolo obbligatorio sorge; ma talvolta può accadere che un soggetto sia determinato solo successivamente al sorgere del vincolo.
Nel caso in cui vi sia una pluralità di soggetti sia attivi che passivi, l'obbligazione può essere:
· parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte. Si trova quindi in una situazione meno favorevole, perché così corre il rischio dell’insolvenza del singolo condebitore;
· solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore. Si parla di presunzione generale di solidarietà per definire i rapporti interni tra i condebitori (solido); l'adempimento di uno tra i debitori libera gli altri dall'obbligazione e gli dà diritto a porre in essere l’azione di regresso. Questa caratteristica rafforza il vincolo e la tutela del creditore. Questa è la solidarietà passiva. La solidarietà attiva si ha quando una pluralità di creditori può pretendere l’intera prestazione, ma l’adempimento nei confronti di uno libera il debitore verso tutti. Nell’obbligazione solidale vi sono una pluralità di rapporti collegati dall’interesse comune che hanno i vari debitori e creditori. Caratteristica: inopponibilità da parte degli altri condebitori delle eccezioni personali ad uno di essi. Art 1297
L’obbligazione si dice indivisibile quando ha ad oggetto una prestazione non suscettibile di adempimento parziale o per sua natura (indivisibilità oggettiva) o per volontà delle parti (indivisibilità soggettiva).
Con il termine prestazione viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del comportamento. Quindi la prestazione può essere individuata tramite il risultato che il creditore ha diritto a conseguire (obbligazione di risultato), oppure attraverso il comportamento del debitore che non garantisce la realizzazione di uno specifico risultato (obbligazione di mezzi); Una prestazione può essere:
· fungibile: se per il creditore è irrilevante la persona che materialmente adempie;
· infungibile: se sono rilevanti le qualità personali o l’identità dell'obbligato.
Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:
· possibile, ossia materialmente suscettibile di esecuzione;
· lecita, ossia giuridicamente suscettibile di esecuzione;
· determinata o determinabile in base a criteri fissati dalla legge o dalle parti.
L’oggetto può essere determinato da un terzo arbitratore che deve procedere con “equo apprezzamento”. Le parti possono ricorrere al giudice quando la determinazione sia iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare) nel bene materiale dovuto. In relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si classificano in:
· generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;
· specifiche quando il bene è fisicamente determinato.
In caso di obbligazione generica il debitore deve scegliere cose di qualità non inferiori alla media.
L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in danaro avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento; se il debito pecuniario è espresso in moneta estera, il debitore di regola può pagare anche in moneta nazionale al corso del cambio nel giorno di scadenza [art. 1278 cod. civ.]. Poiché il valore reale o potere d’acquisto della moneta tende a variare nel tempo si pone il problema se, nelle obbligazioni pecuniarie in cui la prestazione deve essere eseguita dopo un certo intervallo di tempo rispetto al momento in cui è sorta, il debitore alla scadenza debba prestare tanti pezzi monetari quanti erano originariamente previsti (a prescindere dal potere d’acquisto). L’art. 1297 cod. civ. codifica il cd principio nominalistico, secondo cui il debitore si libera pagando alla scadenza la medesima quantità di pezzi monetari inizialmente fissata nonostante il tempo passato e l’eventuale svalutazione. Al fine di cautelarsi contro gli effetti delle oscillazioni di valore della moneta le parti possono concordare di ancorare l’importo pecuniario a parametri di indicizzazione al cui variare si modificherà l’entità della somma da corrispondere. A riguardo della liquidazione delle obbligazioni di valuta, ossia quelle obbligazioni aventi fin dall’origine ad oggetto una somma di denaro, essa va effettuata attraverso una triplice operazione: A. quantificazione in termini monetari del valore della prestazione all’epoca in cui è sorta l’obbligazione. B. successiva rivalutazione di detto importo attraverso l’applicazione degli indici ISTAT. C. liquidazione dell’ulteriore danno da ritardo nell’ottenimento della prestazione risarcitoria (cd. interessi compensativi)

Quella agli interessi è una particolare obbligazione pecuniaria avente carattere accessorio rispetto ad un’obbligazione principale pecuniaria. In base alla fonte:
· legali se dovuti in forza di una previsione di legge. L’art 1282 cod. civ. stabilisce che i crediti liquidi ed esigibili producono interessi di pieno diritto.
· convenzionali se dovuti in forza di un accordo tra debitore e creditore.
In base alla funzione:
· corrispettivi, sono quelli dovuti al creditore sui capitali lasciati alla disponibilità di terzi. Rappresentano una sorta di corrispettivo per il godimento che il debitore ha del denaro del creditore.
· compensativi, sono quelli dovuti al creditore di obbligazioni cd di valore. Rappresentano una sorta di compenso del danno del creditore per il manato tempestivo ottenimento della prestazione dovutagli.
· moratori, sono dovuti dal debitore in mora al creditore di obbligazioni aventi ad oggetto una somma di denaro non importa se liquida o meno. Rappresentano una sorta di risarcimento per il ritardo con cui il creditore riceve il pagamento dovutogli.
L’ammontare dell’obbligazione degli interessi si determina in misura percentuale (tasso) rispetto all’entità dell’obbligazione ed in relazione al tempo con riferimento al quale gli interessi sono dovuti. Il tasso può essere:
· legale, in misura pari al 2.5 % in ragione di anno. Qualora le parti non ne abbiano determinato la misura, può essere applicato per tutti i tipi di tassi.
· convenzionale, che viene fissato per accordo fra debitore e creditore. Si richiede la forma scritta per un tasso superiore al legale. Le parti non possono fissare un tasso di interesse superiore del 50 % rispetto al tasso medio praticato dalle banche e dagli intermediari finanziari (cd. tassi usurari).
Sugli interessi scaduti non maturano interessi cd anatocistici salvo che si tratti di interessi primari scaduti e dovuti da almeno 6 mesi, non intervenga: A. una domanda giudiziale appositamente diretta al conseguimento degli interessi anotocistici. B. una convenzione posteriore alla scadenza degli interessi primari che li preveda.
Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il debitore si libera eseguendone una sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal debitore[Art. 1285 - 1291 codice civile] Un'obbligazione che prevede una sola prestazione si dice semplice.
Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare prestando altra cosa.
Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto giuridico e vi rimane connessa in modo da dipendere da quest'ultimo.

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