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Rapporto di lavoro - Definizione e fonti normative

Definizione
Il lavoro è definito come ogni attività di impiego di energie fisiche ed intellettuali dell’uomo per la produzione o lo scambio di beni e servizi.
Il lavoratore subordinato è colui che si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.
Il lavoratore autonomo è il professionista o artigiano che si obbliga a compiere verso corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro proprio e senza subordinazione nei confronti di un committente.
Gli elementi di distinzione tra lavoro autonomo e lavoro subordinato sono:
• Posizione del lavoratore;
• L’oggetto della prestazione;
• L’organizzazione d’impresa;
• Incidenza del rischio;

• Il corrispettivo.

Il diritto del lavoro è il complesso di norme che disciplinano il rapporto di lavoro subordinato e che tutelano oltre all’interesse economico, anche la libertà, la dignità e la personalità del lavoratore.
Esso ha per oggetto il rapporto di lavoro subordinato e viene diviso in tre parti:
• Diritto del lavoro in senso stretto;
• Diritto sindacale;
• Legislazione sociale.

Fonti normative in generale
Le fonti del diritto del lavoro sono suddivise in:
• Fonti di diritto internazionale, sono i trattati internazionali, come la Carta Internazionale del lavoro, la Carta sociale europea confluita poi nel Codice europeo di sicurezza sociale, il Patto delle Nazioni Unite sui diritti economici, e le Convenzioni dell’OIL;
• Fonti di diritto comunitario originario, sono i Trattati istitutivi delle Comunità europee; fonti di diritto comunitario derivato sono le norme giuridiche di attuazione, vincolanti (regolamenti, direttive, decisioni) o non vincolanti (raccomandazioni, pareri);
• Fonti statuali, la Costituzione, il Codice Civile, le leggi ordinarie e gli atti aventi forza di legge, le leggi regionali;
• Fonti contrattuali, contratto collettivo di lavoro, contratto individuale di lavoro.

Fonti normative specifiche
• L. 29-4-1949, n. 269 (abrogata):
• Il collocamento era una funzione pubblica gratuita, obbligatoria, disciplinata da norme imperative e gestita dallo Stato mediante gli uffici centrali e periferici del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
• Il datore di lavoro doveva effettuare una richiesta numerica di lavoratori all’ufficio do collocamento.

• L. 112/1935 L. 28-2-1987, n. 56:
• Obbligo del lavoratore di munirsi del libretto di lavoro, di iscriversi nelle liste, di effettuare la c.d. revisione.
• L. 23-7-1991, n.223:
• Il datore poteva effettuare una richiesta nominativa all’Ufficio di collocamento che autorizzava, ricorrendo i presupposti di legge, l’assunzione tramite nulla-osta.
• L. 28-11-1996, n. 608 art. 9bis:
• Facoltà di assunzione diretta con obbligo di successiva comunicazione (entro 5 giorni) alla Sezione circoscrizione per l’impiego.
• D.Lgs. 23-12-1997, n. 469:
• Trasferimento alle Regioni dei compiti e delle funzioni relative al collocamento e alle politiche attive del lavoro.
• Riconoscimento dell’attività di mediazione privata.
• L. 12-3-1999, n. 68:
• Riforma del collocamento obbligatorio.
• D.P.R. 7-7-2000, n. 442:
• Istituzione dell’elenco anagrafico informatico e delle schede professionali (in sostituzione del libretto del lavoro).
• D.Lgs 21-4-2000, n. 181:
• Disposizioni per agevolare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e disciplina dei servizi per l’impiego.
• Cause che determinano la perdita dello stato di disoccupazione.
• D.Lgs 19-12-2002, n. 297:
• Estensione dell’assunzione diretta a tutti i tipi di rapporto di lavoro, eccetto quelli riguardanti gli extracomunitari, i lavoratori italiani da impiegare o trasferire all’estero ed i lavoratori disabili.
• D.Lgs 10-9-2003, n. 276:
• Attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro affidata alle agenzie per il lavoro (operatori privati iscritti all’apposito Albo informatico) e a soggetti quali università, comuni, associazioni.
• Le attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale possono essere svolte, congiuntamente o non, da tutti i soggetti pubblici e dagli operatori privati.

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