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SOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO – le persone fisiche

Le persone fisiche sono al tempo stesso autori del fenomeno giuridico e destinatari delle regole che il diritto pone. Non tutti gli uomini però sono considerati titolari di una piena capacità giuridica.
La capacità giuridica è l’idoneità a divenire titolari di diritti e doveri la cui acquisizione è subordinata alla nascita (di bambino vivo). [art. 462codice civile]. La capacità giuridica secondo l’art 3 della Cost. non può essere limitata per sesso religione, razza, opinioni politiche o condizioni sociali. Art 22 prevede che nessuno possa essere privato della capacità giuridica, della cittadinanza e del nome per motivi politici. Figure di limitazione della capacità giuridica sono individuabili a riguardo dello straniero il quale è permesso a godere di tutti i diritti civili a condizione di reciprocità, cioè nei limiti in cui lo stato di appartenenza riconoscerebbe gli stessi diritti ad un cittadino italiano.

La capacità di agire ovvero di usufruire dei diritti e di assumere ed adempiere obblighi derivanti dalla capacità giuridica si acquista nel momento in cui un soggetto abbia raggiunto un’adeguata maturità psichica ed in generale con la maggiore età: 21 anni fino al 1975 e da allora 18 anni.
Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia richiesta un età diversa. Gli atti posti in essere da un minore sono annullabili per incapacità legale di una delle parti. Ci sono eccezioni per il matrimonio e per i contratti di lavoro che possono essere stipulati a 15 anni.
Interdizione
Con la maggiore età si presume che un soggetto sia in condizioni di adeguata maturità, ma può anche accedere che un soggetto sebbene legalmente capace sia di fatto in una situazione di incapacità di rendersi conto del valore degli atti che compie.
interdizione ® incapacità assoluta, soggetto privato del tutto della capacità di agire. Il maggiore di età ed il minore emancipato che si trovano in stato di infermità mentale abituale possono essere interdetti su richiesta di un parente entro il IV° grado o dal curatore o dal tutore. L’interdizione giudiziale avviene tramite sentenza di un giudice che accerti lo stato di inidoneità della persona a curare i propri interessi dal momento della pubblicazione obbligatoria. [art. 414 codice civile]. L'interdetto viene legalmente equiparato al minore non emancipato. Viene nominato un tutore che deve sostituire con la propria volontà la volontà dell'interdetto; L’interdetto viene riabilitato con sentenza del giudice.
Il codice penale prevede un altro caso per l’incapacità di agire come pena accessoria ad una condanna per reclusione per un periodo non inferiore ai cinque anni. Si parla di interdizione legale. Essa dura fino all’esaurimento della pena e concerne la disponibilità e l’amministrazione dei beni dell’interdetto.
Gli atti posti in essere da persone interdette sono annullabili, anche se al momento dell’atto avevano piena capacità di intendere e di volere.
Può capitare che una persona non sia interdetta ma non abbia capacità di intendere e di volere ovvero affetto da incapacità naturale; non importa se lo stato sia transitorio o permanente, quello che conta affinché assuma rilevanza l’incapacità naturale è la condizione nel momento dell’atto: ebbene gli atti di testamento, donazione e matrimonio sono direttamente impugnabili e quindi resi invalidi. Per gli atti unilaterali (accettazione di un eredità o rinuncia di credito) per l’invalidità dell’atto occorre che ci sia anche un grave pregiudizio a danno dell’incapace. Per i contratti per l’invalidità dell’atto serve invece la mala fede da parte dell’altro contraente.
Si parla di incapacità relativa quando ci si trova di fronte ad uno stato di infermità mentale non sufficientemente grave da giustificare l'interdizione o a minore emancipato. Minore emancipato è il minore di almeno sedici anni di età che abbia ottenuto dal giudice l'autorizzazione a sposarsi; questo può effettuare atti che non pregiudichino il suo patrimonio (atti di ordinaria amministrazione) ed inoltre può effettuare atti di straordinaria amministrazione attraverso un curatore. Il curatore deve fare una dichiarazione di volontà che accompagni quella del minore. L’inabilitazione viene pronunciata dal giudice nel caso in cui lo stato di infermità mentale non sia sufficientemente grave da giustificare l'interdizione. Sono cause di inabilitazione l’uso abituale di sostanze alcoliche e stupefacenti e qualsiasi imperfezione fisica come sordomutismo. La revoca dell’inabilitazione è disposta quando cessa la causa che vi ha dato luogo. Anche in questo caso viene nominato un curatore il quale integra la dichiarazione di volontà dell'inabilitato per ciò che riguarda gli atti di amministrazione straordinaria.
N.B. Il curatore affianca l'inabilitato mentre il tutore sostituisce l'interdetto.

Il rappresentante legale viene nominato quando un soggetto è legalmente incapace di agire. Per i minorenni sono i genitori che se assenti sono sostituiti da un tutore, nominato dal giudice tutelare. Sia i genitori che il tutore non possono compiere atti di straordinaria amministrazione senza l’intervento del giudice.
All’incapacità relativa si ovvia per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione facendo ricorso alla figura dell’assistenza affidata al curatore. Egli non si sostituisce come in caso di rappresentanza legale all’emancipato e all’inabilitato ma integra la loro volontà. Il curatore è nominato dal giudice tutelare.
La legittimazione è l’idoneità giuridica dell’agente ad essere soggetto del rapporto che si costituisce con il compimento dell’atto. Il legittimato è colui che ha il potere di disposizione rispetto ad un particolare diritto.

La sede della persona
Il luogo in cui la persona vive e svolge la propria attività ha importanza per l’ordinamento giuridico. Esso prende in considerazione il domicilio (luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi interessi e affari), la residenza (luogo in cui la persona ha dimora abituale e provata con qualsiasi mezzo) e la dimora (luogo in cui la persona attualmente si trova). Mentre residenza e dimora corrispondono a situazioni di fatto ben definite, la valutazione del domicilio non sempre è agevole dato che esso prescinde dalla presenza della persona nel luogo considerato. Si parla infatti di domicilio legale e volontario. E anche di domicilio speciale se x determinati atti si può stabilire un luogo diverso da quello in cui è la sede principale dei propri affari (domicilio generale)

Cittadinanza è la situazione d appartenenza di un individuo ad un determinato Stato; nessuno può esserne privato. La cittadinanza si acquista per:
- nascita, se uno dei genitori è cittadino italiano, a prescindere dal luogo di nascita
- adozione, se l’adottante o uno di essi ha cittadinanza italiana
- nascita nel Territorio, per genitori apolidi o per rinuncia alla cittadinanza dei genitori
- al coniuge di cittadino italiano, se ne faccia richiesta o dopo almeno sei mesi di permanenza nel territorio o sia unito in matrimonio al cittadino italiano da almeno 3 anni
- al cittadino CEE dopo 4 anni
- a qualsiasi straniero che risieda almeno 10 anni
è ammessa la doppia cittadinanza

La posizione della persona nella famiglia
Il rapporto che lega le varie persone della famiglia dà luogo ad una serie di diritti e doveri.
La parentela è il vincolo che unisce le persone che discendono dalla stessa persona o stipite. Essa si misura in linee e gradi. Linee rette uniscono le persone di cui l’una discende dall’altra. Linee collaterali uniscono quelle persone che pur avendo uno stesso stipite non discendono l’una dall’altra. I gradi invece si contano calcolando le persone e togliendo lo stipite.

L’affinità è il vincolo che i coniugi e i parenti dell’altro coniuge. Si tiene conto della parentela con cui l’affine è legato al coniuge. I coniugi non sono parenti nè affini ma la relazione tra loro si chiama coniugio.

Cessazione della persona fisica
La personalità giuridica della persona fisica si estingue con la morte, dove questa è accertata per cessazione di ogni attività celebrale. Si considera persona scomparsa il soggetto che si è allontanato dal suo domicilio o residenza, e di cui non si hanno notizie. Il tribunale della persona scomparsa può nominare un curatore quale rappresentante per amministrare il patrimonio del soggetto. L’assenza si ha quando la scomparsa si protrae per almeno due anni; il tribunale ordina l’apertura dei testamenti e si procede con l’assegnazione dell’eredità ma i beni non entrano nel patrimonio disponibile dell’erede. L’assenza non scioglie il matrimonio. La morte presunta viene dichiarata dopo 10 anni di assenza o un termine più breve nel caso di guerre, calamità. Gli eredi possono disporre dei beni il coniuge può risposarsi, tuttavia se il soggetto si ripresenta ha diritto a riavere il prezzo dei beni alienati e il nuovo matrimonio del coniuge è invalido.

Le vicende più importanti della persona fisica sono documentate in appositi registri tenuti nell’ufficio di ogni comune. I registri di stato civile sono quattro: nascita, cittadinanza, matrimonio e morte; sono pubblici e svolgono proprio una funzione pubblicitaria.

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