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Il procedimento legislativo

Con questa espressione indichiamo il percorso, stabilito dalla Costituzione, per far nascere una nuova legge; in altre parole andiamo a vedere in che modo lavora il Parlamento.
Possiamo suddividere il procedimento legislativo in varie fasi:

1^ fase – la proposta
La fase della proposta è caratterizzata dalla preparazione del testo legislativo. Secondo la Costituzione possono avanzare proposte di leggi i seguenti soggetti:
1. Ciascun Parlamentare;
2. Il Governo;
3. I cittadini.
Quando la proposta è popolare, cioè è presentata dai cittadini, occorre che sia sostenuta dalla raccolta di 50.000 firme.

2^ fase – la discussione – l’approvazione
La Camera che riceve la proposta di legge la esamina, la discute, la modifica eventualmente, infine la mette ai voti per l’eventuale approvazione. Specifichiamo che ciascun Parlamentare può proporre modifiche al testo. Finito il lavoro in una Camera, il testo di legge passa nell’altra camera dove esso viene esaminato, discusso, eventualmente modificato, infine messo ai voti. Se ci sono modifiche, il testo di legge deve ritornare alla prima Camera affinché queste modifiche siano approvate da tutte e due le Camere.

3^ fase – la promulgazione
In questa fase è competente il Presidente della Repubblica. Infatti la Costituzione gli affida il potere di promulgare le leggi dopo che sono state approvate dal Parlamento. Quindi una nuova legge approvata dalle Camere viene mandata al Presidente della Repubblica. La promulgazione consiste nel controllo sul rispetto della Costituzione: se il Presidente ritiene che la nuova legge rispetti la Costituzione, allora la promulga, cioè la firma; altrimenti lo rinvia al Parlamento, rifiutando la promulgazione.
Il Parlamento che vede ritornare la legge, è libero sia di modificare, accogliendo i suggerimenti del capo dello Stato, sia di confermare la legge esattamente come era prima.
Il Presidente della Repubblica, quando gli viene riproposta la legge così com’era prima, è obbligato a firmarla. Tutto ciò ci fa capire che il potere di promulgazione del Presidente è un controllo sulla Costituzionalità delle leggi. Tuttavia esso non può impedire l’entrata in vigore di una legge, sia perché il Presidente non ha il potere legislativo, sia perché, dopo l’entrata in vigore della legge, può sempre intervenire la Corte Costituzionale ad eliminarla, nel caso sia incostituzionale.

4^ fase – la pubblicazione (l’ultima fase)

Dopo la promulgazione, la legge viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale, un giornale che riporta le nuove leggi. La legge entra in vigore dopo quindici giorni dalla pubblicazione (vacatio legis). Tutto questo serve a far conoscere la nuova legge ai cittadini, in quanto vige il principio per cui la legge non ammette ignoranza.

Dalla descrizione del procedimento legislativo capiamo che esso è abbastanza complesso e che corrono tempi medio-lunghi per avere una nuova legge.
Per questo motivo la Costituzione ha previsto che, in casi di urgenza e di necessità, il Governo può eccezionalmente esercitare il potere legislativo, sostituendosi al Parlamento. Vengono fuori così i decreti legge che contengono norme di 1°grado e che, però devono essere convertiti dal Parlamento.
Inoltre, per disciplinare materie tecniche, che magari richiederebbero lunghe sedute parlamentari, il Parlamento si limita ad approvare una legge dai contorni generali sulla materia (legge delega) in base alla quale, sarà poi il Governo a stabilire i dettagli tecnici attraverso il decreto legislativo.

Durata di una legge
Gli eventi che pongono fine ad una legge sono i seguenti:
1. Abrogazione e sostituzione con nuove norme legislative (legge o decreto);
2. Referendum abrogativo;
3. Eliminazione da parte della Corte Costituzionale.

Il referendum abrogativo
Esso consiste in una consultazione elettorale nella quale i cittadini sono chiamati a scegliere tra il mantenimento in rigore di una legge o la sua abrogazione. Se il popolo si esprime per l’abrogazione, la legge viene eliminata. Questo del referendum è l’unico tipo, insieme alla proposta legislativa popolare, di intervento da parte dei cittadini sul sistema legislativo. In altre Democrazie è ammesso anche il referendum propositivo, cioè i cittadini sono chiamati a decidere sull’entrata in rigore di una legge. In Italia il referendum propositivo non è ammesso, tranne in un caso: una nuova legge Costituzionale che modifica la Costituzione.

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