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I partiti politici: i partiti sono associazioni che hanno un’ideologia e interessi comuni e che attraverso un’organizzazione stabile esercitano un’influenza sull’indirizzo politico dello stato. Essi rappresentano il principale canale di collegamento tra la società civile e le istituzioni dello stato. Gli elementi costitutivi d un partito sono due: il programma e l’organizzazione. Il programma consiste nel coinvolgere e coalizzare individui che esprimono le stesse idee e gli stessi interessi, mentre l’organizzazione assume importanza stabilendo un collegamento più intenso tra i fondatori e i gruppi aderenti che si creano tra la popolazione.
I partiti come organizzazioni private: nonostante la loro rilevanza pubblica, i partiti non sono organi dello stato, ma organizzazioni private. Essi nascono come organizzazioni volontarie a cui chiunque può liberamente aderire. Per il diritto italiano i partiti sono soggetti privati che rientrano nella categoria delle associazioni non riconosciute. La loro forza dipende dal fatto che una volta conquistata la maggioranza dei voti alle elezioni, gli atti politici che propongono, sono fatti propri dal Parlamento e quindi dal Governo. In questo modo i partiti fungono da filtro tra la società e lo stato.

Finalita’ e funzioni pubbliche dei partiti: anche se associazioni private, i partiti si pongono il fine di concorrere a determinare la politica nazionale e internazionale. Per perseguire questo fine svolgono cinque funzioni pubbliche: 1) l’inquadramento degli elettori, cioè la loro formazione ideologica e politica; 2) la selezione dei candidati alle elezioni e alle maggiori cariche pubbliche; 3) l’inquadramento degli eletti che devono seguire le direttive del partito di appartenenza; 4) il raccordo tra elettori ed eletti nell’intervallo tra una elezione ed un’altra; 5) reclutamento della classe dirigente. In definitiva i partiti, pur essendo solo associazioni di fatto, sono i principali soggetti del meccanismo politico-costituzionale.
Rilevanza costituzionale dei partiti: nelle democrazie contemporanee i partiti hanno ricevuto un certo riconoscimento costituzionale come strumenti essenziali per lo svolgimento della vita democratica. Tale fenomeno è affrontato diversamente da paese a paese. Nella Costituzione della Germania, il processo di istituzionalizzazione dei partiti è molto accentuato al punto che si giunge ad accennare anche il loro ordinamento interno. Nella Costituzione francese il riferimento ai partiti è invece molto meno evidente, limitandosi a indicarne l’importanza al momento del voto. In Italia, le vicende della resistenza antifascista, hanno portato a una Costituzione che pone grande rilievo costituzionale ai partiti.
La costituzione italiana e i partiti: secondo la Costituzione italiana, i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Questo è quanto cita l’art. 49 della Costituzione e da esso si evidenziano alcuni principi fondamentali: a)si presuppone la presenza di più partiti. Questo porta al rifiuto del partito unico come è stato nel periodo fascista; b) è fondamentale la libertà di associazione in partiti. Non può esservi obbligo di adesione all’uno o all’altro partito. L’unico partito la cui ricostruzione è vietata è quello fascista, in quanto partito antidemocratico e totalitario; c) metodo democratico significa nel rispetto del principio di democrazia pluralista. Le scelte devono essere fatte a maggioranza e devono essere rispettate dalla minoranza.
Il finanziamento pubblico dei partiti: il finanziamento dei partiti riguarda le spese per il mantenimento delle sedi, per la propaganda e per la campagna elettorale. Per i partiti il problema è trovare il modo di recepire i fondi necessari. Alcuni sostengono che i partiti svolgono una funzione pubblica e che quindi devono ricevere un finanziamento statale, per evitare finanziamenti occulti da parte di enti economici pubblici o privati. Altri sostengono che i partiti non sono organismi pubblici e che i loro costi dovrebbero essere sostenuti dagli aderenti e dai simpatizzanti. Nel 2001 è stata approvata una legge che aumenta il finanziamento ai partiti e il rimborso elettorale. Il contributo è per i partiti che ottengono almeno l’1% dei voti.
I partiti politici in italia: fattori quali l’allargamento del suffragio universale, le vicende del partito fascista, la successiva formazione della Repubblica e l’adozione del sistema proporzionale, sono stati fondamentali nel portare l’Italia verso una situazione di multipartitismo.
La destra, la sinistra e il centro: questi termini hanno cominciato ad essere utilizzati da circa due secoli per designare i seggi occupati fisicamente dai gruppi politici rispetto al presidente dell’assemblea. Le originarie collocazioni assunsero un valore ideologico, per cui la destra venne identificata con le forme moderate di liberismo, con un concetto elitario e conservatore della politica, riservata originariamente alla borghesia. Il termine destra storica è legato all’ascesa del partito liberale moderno che si riconosceva nella politica di Cavour. La sinistra storica si identifica con il partito democratico di Gioberti e si distingue per il metodo di coinvolgimento dell’elemento popolare rispetto alla politica incentrata sulla classe dirigente della destra. I partiti di sinistra furono i primi ad essere sostenuti dalle masse e furono i fautori del suffragio universale e di una politica finalizzata all’emancipazione della classe lavoratrice. Concetti come conservatorismo e progressismo sono i fili conduttori dei due schieramenti. Nel primo si manifestano e si affermano valori tradizionali come la patria, l’unità e l’identità nazionale, tipici dell’esperienza storica della destra. Nel secondo si manifesta il concetto di progresso, che è la caratteristica trainante della sinistra.
Negli anni recenti, dopo il crollo dei regimi fascisti e comunisti, la contrapposizione tra le due ideologie è basata sulla volontà di intervento dello stato nell’economia da parte degli enti pubblici per quanto riguarda la sinistra e da una politica di non intervento, ma di libertà assoluta del mercato, per quanto riguarda la destra. In Italia il tentativo di conquistare un elettorato che non si riconosce nella destra o nella sinistra tradizionali, ha fatto nascere numerose formazioni politiche che si collocano al centro dello schieramento politico. Il partito che storicamente ha rappresentato il centro in Italia, assumendo un’importanza fondamentale nella nostra storia politica, è stato la Democrazia Cristiana.
I partti liberali: questi movimenti di ispirazione liberale e repubblicana si sono affermati durante il Risorgimento e fino all’introduzione del suffragio universale, hanno goduto della maggioranza in Parlamento. Con l’avvento della Repubblica si sono formati tre partiti dell’area liberal-democratica: il partito liberale, il partito repubblicano e il partito radicale, che però non hanno mai avuto un rilevante peso elettorale. Con la crisi politica dei primi anni Novanta si è assistito alla dissoluzione di diversi partiti e alla nascita di una nuova formazione, Forza Italia, nella quale sono confluiti molti militanti dell’area liberale, repubblicana, cattolica e in parte socialista.
I partiti socialisti e comunisti: dopo la II Guerra Mondiale i principali partiti della sinistra sono tornati ad essere il partito comunista e il partito socialista. Il partito comunista si rifaceva alla dottrina marxista-leninista di stampo sovietico. La sua forza elettorale è aumentata nel corso degli anni toccando il suo picco storico negli anni Settanta. Dagli anni Ottanta è cominciato un lento declino, anche a seguito del crollo dei paesi comunisti dell’est europeo. Nel 1990 il partito comunista ha dato origine a una nuova formazione politica, il partito democratico della sinistra, abbandonando il riferimento al comunismo. Chi non condivise quella scelta decise di fondare un nuovo partito di ispirazione comunista, chiamato partito della rifondazione comunista. Successivamente il PDS ha dato origine a una nuova formazione politica, i democratici di sinistra, o DS. Per quanto riguarda il partito socialista, dopo la II Guerra Mondiale è stato a lungo alleato del partito comunista, formando l’opposizione di regimi centristi. Sotto la guida di Bettino Craxi il partito raggiunse un notevole successo negli anni Ottanta. L’inchiesta di “mani pulite” e il successivo scandalo portarono alla conseguente frammentazione del partito in vari tronconi con scarsa forza elettorale.
I partiti cattolici: il partito popolare italiano fu fondato nel 1919 da don Sturzo e dopo la II Guerra Mondiale prese il nome di Democrazia Cristiana. Tra le sue funzioni ci fu anche quella di costituire una barriera contro il comunismo. In Italia la DC è stato a lungo il partito di maggioranza, anche se il suo peso è andato man mano sfumando. I voti che raccoglievano provenivano da vari strati della popolazione, come quelli della piccola e media borghesia, delle classi contadine e della classe operaia anticomunista. L’inchiesta di “mani pulite” nei primi anni Novanta rappresentò un tracollo per il partito e portò alla sua dissoluzione.
I partiti della destra moderata: di quest’area fanno parte essenzialmente Alleanza Nazionale, che è il frutto della trasformazione nel 1994 del Movimento sociale italiano. Alleanza nazionale si è allontanato dai principi neofascisti, accettando il gioco democratico e passando da forza antisistema, a forza di governo.
I partiti della destra estrema: fa parte di quest’area politica ciò che è rimasto dell’MSI dopo la nascita di Alleanza Nazionale. Nato nel 1949 l’MSI si richiamava ai principi della dottrina fascista. E’ stato sempre un partito antisistema e quindi è sempre rimasto inevitabilmente all’opposizione.
I partiti regionalisti: esse rappresentano minoranze etniche linguistiche di particolari regioni del paese. Tra questi vanno citati il partito popolare del Sud Tirolo e l’Unione Valdostana. Essi si sono manifestati già dopo la nascita della Repubblica. In tempi più recenti, sul finire degli anni Ottanta, è nata la Lega Nord, come critica al sistema tradizionale dei partiti e all’immigrazione da aree meno sviluppate economicamente, in quelle del Nord Italia. Questo partito si è radicato specialmente nelle regioni settentrionali, dove ha raggiunto un discreto successo elettorale. La Lega Nord si propone come fine fondamentale la trasformazione dello stato da regionale a federale.
I partiti ecologisti: i movimenti ecologisti hanno creato diverse formazioni politiche aventi come programma l’attuazione di un modello di sviluppo moderato, che preservi la natura da trasformazioni non sostenibili. Da questi movimenti sono nate le liste Verdi.
La crisi del sistema dei partiti tradizionali: il sistema tradizionale dei partiti è entrato in crisi all’inizio degli Novanta con lo scandalo e la successiva inchiesta di “mani pulite”. A far crollare il sistema furono una serie di referendum abrogativi promossi in contrasto con la volontà dei grandi partiti. Dai primi anni Novanta si è avuto un ricambio notevole della classe politica e un inizio di cambiamento del sistema dei partiti, che è ancora in atto.
Il nuovo sistema dei partiti: dalla crisi degli anni Novanta è nato un sistema nuovo, formato da due grandi schieramenti politici. Il Popolo delle Libertà, sostenuto da una coalizione di centro-destra e l’Ulivo, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra. Esse però non sono state ancora capaci di adottare programmi comuni, per cui spesso anche al loro interno sono nati contrasti che in vari casi ne hanno paralizzato l’attività. Di positivo c’è che grazie all’esistenza di due grandi coalizioni, viene garantita la possibilità di alternanza al governo, fatto che prima non era stato possibile.
Analisi del sistema dei partiti: il sistema dei partiti è l’insieme dei partiti che operano in un paese e delle relazioni che intercorrono tra loro. E’ possibile individuare tre differenti sistemi di partiti.
Pluripartitismo semplice o bipartitismo: in esso esistono due partiti dominanti. Dei due uno è più riformista, mentre l’altro è più conservatore. I pregi sono una stabilità governativa e una possibilità dell’alternanza. I difetti, la mancanza di partiti ch rappresentino tutte le sfumature politiche e il fatto che questi due blocchi hanno sostanzialmente programmi simili. Viene utilizzato negli Stati Uniti.
Pluripartitismo moderato: è caratterizzato dalla presenza di più partiti. E’ di fatto un sistema bipolare dove i partiti si contendono la vittoria alle elezioni. E’ utilizzato in Germania, Francia e Italia.
Pluripartitismo estremo: è caratterizzato dalla presenza di più partiti, di cui uno o più, ricoprono posizioni estreme sia a destra che a sinistra. Si forma così una vasta area di centro che isola gli estremi. L’alternanza di governo risulta difficile, così come l’instabilità di governo diventa una prassi difficilmente evitabile.

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