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Origine dello stato e i suoi elementi

Gli uomini hanno sempre cercato di organizzarsi in società con diritti e doveri in modo da poter raggiungere nuovi fini. Lo stato non è sempre esistito, ma si è evoluto da organizzazioni più piccole, come famiglie o tribù.
Lo stato è l’organizzazione di un popolo sopra un territorio, sotto un unico potere. Da qui scaturiscono 3 elementi:
il popolo: è l’elemento personale, cioè un gruppo sociale organizzato;
il territorio: è l’elemento materiale, cioè il luogo dove si stabilisce il gruppo sociale;
la sovranità: è l’elemento formale, cioè il potere a cui si sottopone il gruppo sociale.
Il popolo è l’insieme delle persone che appartengono allo stato e che vengono chiamate cittadini. Coloro che appartengono a stati esteri vengono definiti stranieri o apolidi se non hanno alcuna cittadinanza.

Chi è cittadino di uno stato fa parte del popolo anche se non vive abitualmente all’interno del suo territorio, mentre non è cittadino ne uno straniero ne un apolide che abita regolarmente nello stesso territorio.
La popolazione di uno stato invece, rappresenta tutte le persone che si trovano sul suo territorio, inclusi stranieri e apolidi. Quindi il concetto di popolo è di rilevanza giuridica, mentre quello di popolazione è puramente statistico.
Il termine nazione indica l’insieme delle persone appartenenti e non ad uno stesso stato legate da una comunanza di sangue, lingua, religione o costume.
Vi sono stati uninazionali i cui cittadini appartengono ad un’unica nazione come ad esempio l’Italia (anche se vi sono piccole minoranze, come gli immigrati), e vi sono stati plurinazionali, i cui cittadini provengono da diverse nazioni, ad esempio la Svizzera (in cui convivono francesi, tedeschi, italiani).
La cittadinanza
La cittadinanza è l’appartenenza di una persona a uno stato. È di grandissima importanza perché comporta una serie di diritti e obblighi.
Il cittadino ha il godimento sia dei diritti civili che di quelli politici, mentre lo straniero gode dei diritti civili e in alcuni caso dei diritti politici. Il cittadino gode della protezione diplomatica e del diritto di incolato (non può essere espulso dal proprio stato).
l’estradizione (cioè la consegna di un cittadino alle autorità di uno stato straniero) non è ammessa se non esiste un apposito trattato tra gli stati mentre lo straniero non può essere estradato solo per reati politici.
La cittadinanza si acquista: per nascita
- per diritto di sangue, il figlio legittimo o riconosciuto di padre e madre cittadini.
- per diritto di luogo, chi è nato in Italia da genitori ignoti o apolidi.
Per opzione: lo straniero o l’apolide discendente da padre o madre o avo che siano stati cittadini italiani per nascita ottiene la cittadinanza se:
-presta servizio militare per lo stato italiano
-assume pubblico impiego alle dipendenze dello stato
-al raggiungimento della maggiore età
diventa cittadino lo straniero nato in Italia che abbia risieduto legalmente e senza interruzione fino alla maggiore età se dichiara di voler acquisire la cittadinanza.

Per matrimonio il coniuge di cittadino italiano acquista la cittadinanza quando risiede da almeno sei mesi in Italia dopo 3 anni dal matrimonio. Precludono l’acquisto della cittadinanza:
- la condanna per delitti contro la personalità dello stato
- la condanna a una pena non inferiore a 3 anni di reclusione per un delitto non colposo.
- la condanna a una pena superiore ad 1 anno inflitta da un’autorità straniera
- la sussistenza di comprovati motivi inerenti la sicurezza dello stato
Per naturalizzazione la cittadinanza può essere concessa con decreto del presidente della repubblica su proposta del ministro dell’interno:
- allo straniero o apolide che risiede legalmente in Italia da un determinato numero di anni

A causa delle diverse norme vigenti nei vari stati può verificarsi che una persona abbia una doppia cittadinanza. Ad esempio possiedono doppia cittadinanza tutti coloro che nascono da padre italiano in uno stato dove la cittadinanza si acquista iure loci (come in brasile o argentina) ovvero con diritto di luogo e non di sangue. Dalla doppia cittadinanza possono derivare anomalie e vantaggi. La perdita della cittadinanza può avvenire per rinuncia.

Il territorio
Il territorio è lo spazio nel quale lo Stato esercita il suo potere sovrano (comprende suolo, atmosfera, sottosuolo e mare territoriale).
lo stato fa valere la sua sovranità entro limiti chiamati confini, che possono essere naturali (montagne e corsi d’acqua), artificiali (cippi o reti metalliche) o geografici (un parallelo o un meridiano).
La sovranità si estende nello spazio aereo fino all’altezza in cui si può esercitare, nel sottosuolo entro i limiti dell’interesse pubblico e nel mare nella zona adiacente la costa.
Si ha l’extraterritorialità quando una cosa, situata in uno stato, viene considerata giuridicamente come situata in un altro. (es. sede onu a new york non soggetta a leggi usa)
si ha immunità quando lo stato limita i propri poteri nei confronti di persone o cose che si trovano sul suo territorio. (es. ambasciate).
La sovranità
La sovranità è l’elemento formale dello stato. È il potere d’imperio originario, esclusivo e incondizionato che spetta allo stato su tutti coloro che ne fanno parte. La sovranità è:
- originaria, perché sorge insieme allo stato (es. regioni, province e comuni hanno potere d’imperio ma è derivato e non originario).
- esclusiva, perché compete soltanto allo stato.
- incondizionata, perché all’interno dello stato non incontra alcun limite giuridico.
Le funzioni dello stato
La sovranità dello stato si esplica attraverso tre funzioni, funzione legislativa, amministrativa e giurisdizionale.
- la funzione legislativa provvede all’emanazione di norme giuridiche, cioè di regole di condotta imposte coattivamente a tutti coloro che sono soggetti alla sovranità dello stato.
- la funzione amministrativa provvede ad applicare e far applicare le regole di condotta, è svolta dallo stato e dagli enti pubblici territoriali e non.
- la funzione giurisdizionale provvede ad accertare il contenuto delle norme di fronte a casi concreti mediante la risoluzione delle controversie.
Queste tre funzioni si esplicano attraverso l’emanazione di atti che assumono denominazione ed efficacia giuridica diverse:
- l’atto legislativo è la legge
- l’atto amministrativo è il decreto o il regolamento
- l’atto giuridico è la sentenza.
I compiti dello stato sono:
- la difesa dall’esterno
- la tutela dell’ordine interno
- l’amministrazione della giustizia
- il progresso civile, intellettuale, fisico ed economico della collettività.
L’importanza del progresso è cresciuta negli stati moderni tanto che oggi si parla di Stato sociale per evidenziare l’importanza che ha assunto l’attività statale riguardo al progresso.
In Italia a partire dal 1980 si è avvertita la necessità di una riforma dello stato sociale per razionalizzare la spesa pubblica, eliminare gli sprechi, offrire servizi più efficienti e ridurre il debito pubblico.
Si ritiene che molti servizi possano essere svolti dai privati (come trasporti e telecomunicazioni), si assiste così alle cosiddette privatizzazioni. La privatizzazione si effettua trasformando un ente pubblico in privato in grado di offrire adeguate garanzie agli investitori e alla collettività.
Forme di Stato
Lo stato è unitario quando un unico popolo è organizzato in un unico territorio sotto un’unica sovranità.
Gli enti come regioni, provincie e comuni non hanno sovranità.
Lo stato è accentrato quando le attività che rientrano nelle funzioni statali sono riservate in misura larghissima agli organi centrali dello stato; sono quindi limitati i poteri spettanti agli organi locali (regioni, province e comuni).
Si parla di stato regionale quando lo stato decentra le sue funzioni attribuendo agli enti locali un’ampia sfera di poteri (funzione legislativa, molto limitata –funzione amministrativa, in maniera estesa- funzione giudiziaria, nessuna). Italia e Spagna sono stati regionali.
Altri paesi hanno preferito dare origine ad uno stato federale cioè uno stato formato da più stati, ciascuno dei quali ha un proprio popolo, un proprio territorio ed una propria sovranità. Ciascuno di tali stati membri esercita quindi, nel proprio territorio, la funzione legislativa, amministrativa e giudiziaria. (es. negli usa ogni stato ha la propria polizia e i propri giudici e solo in alcuni casi interviene la polizia federale F.B.I).
Settori esclusivi che spettano allo stato federale sono:
1)la difesa militare
2)la politica estera (i rapporti con gli altri stati)
3)le questioni economiche generali;
4)la materia costituzionale.

Il regime degli stati
La forma di organizzazione che uno stato assume in base alle proprie ideologie prende il nome di regime. Qui si distinguono i regimi democratici e autoritario-totalitari.
Democrazia significa ‘governo del popolo ’, i principi fondamentali del regime democratico sono i diritti di libertà dei cittadini, la libertà di pensiero, il suffragio universale e l’alternanza (possibilità delle minoranze di trasformarsi in maggioranze). Nella democrazia diretta gli atti del governo sono compiuti dal popolo. Nella democrazia indiretta gli atti di governo sono compiuti da organi rappresentativi del popolo.
Al contrario i regimi autoritari si fondano sul concetto si formano sul principio di autorità. Essi restringono le libertà personali e non riconoscono la libertà di pensiero e quella di associarsi in partiti. Possono essere di forme diverse regime militare, di partito o dittatura personale.
Il regime di partito prende il nome di regime totalitario perché lo stato limita al massimo l’autonomia individuale. Il principio autoritario viene spinto all’estremo e viene imposta alla società un’ideologia ufficiale.
In un regime ad economia liberista si mette in primo piano l’individuo che agisce per le proprie finalità. Si limita l’intervento dello stato nel campo economico e si riconosce la proprietà privata.
In un regime ad economia collettivista si mettono in primo piano le finalità collettive alle quali vengono subordinate le azioni dell’individuo. Gli strumenti di lavoro diventano pubblici.
In un regime ad economia mista si riconoscono l’iniziativa e la proprietà privata ma in armonia con le finalità collettive.
Forme di governo
Aristotele distingueva tre forme pure di governo: la monarchia(governo di una sola persona), l’aristocrazia(governo di pochi privilegiati) e la democrazia(governo del popolo), queste degenerando diventano la tirannide, l’oligarchia e la demagogia. La moderna dottrina invece, riconosce due sole forme di governo: monarchia e repubblica.
Nella monarchia il potere sovrano viene attribuito direttamente al capo dello stato che lo esercita per diritto proprio e non come rappresentante del popolo.
Nella repubblica il capo dello stato esercita il suo potere come rappresentante del popolo.
Nella repubblica presidenziale il capo dello stato è anche capo del governo e nomina i ministri;
Nella repubblica parlamentare il capo dello stato è eletto dal parlamento e non è capo del governo.
Lo stato nell’età moderna
Tutti gli avvenimenti politici e sociali avvenuti dalla metà del 700 (lotta per l’indipendenza, rivoluzione francese ecc) hanno portato all’avvento dello stato moderno, in cui il cittadino diventa titolare di diritti privati e pubblici tutelati dalle carte costituzionali.
Nello stato moderno la sovranità non spetta più al monarca ma allo stato stesso, che è soggetto di diritto.
Lo stato costituzionale
Lo stato si dice costituzionale quando ha una costituzione, la quale attua il principio della divisione dei poteri e riconosce l’uguaglianza giuridica dei cittadini e il riconoscimento dei loro diritti individuali.
La costituzione è un documento solenne e la natura giuridica di legge fondamentale dello stato, contiene i diritti e i doveri che regolano i rapporti tra cittadini e stato. Ci sono costituzioni:
-concesse, quelle che il monarca ha dato al popolo con atto suo proprio;
-votate, quelle che il popolo si è scelto per mezzo di uno speciale corpo legislativo.
Le costituzioni si distinguono anche in:
-flessibili, quando possono essere modificate con procedura legislativa ordinaria;
-rigide, quando per essere modificate devono sottostare ad un procedimento aggravato.
-lunghe, quando dedicano ampio spazio ai diritti e ai doveri dei cittadini;
-brevi, quando dedicano solo pochi articoli ai diritti e ai doveri dei cittadini.
Nello stato costituzionale si trovano, accanto al capo dello stato altri organi fondamentali (parlamento, governo e corte costituzionale). Questo significa pluralità degli organi costituzionali.
Secondo il politico e scrittore francese Montesquieu è impossibile che vi possa essere libertà sei i vari poteri non sono distinti, quindi le tre funzioni dello stato (legislativa, amministrativa e giurisdizionale) devono essere affidate ad organi diversi e indipendenti. Questo è il principio della divisione dei poteri.
Riconoscimento dell’uguaglianza giuridica di tutti i cittadini significa che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge ed hanno uguali diritti e doveri, salvo eccezioni stabilite dalla legge stessa.
Si parla di stato rappresentativo perché i cittadini partecipano al funzionamento dello stato mediante l’elezione di organi rappresentativi che compongono gli organi legislativi.
-nella rappresentanza giuridica il rappresentante compie gli atti per conto del rappresentato;
-nella rappresentanza politica il rappresentante dichiara una volontà sua propria.
Stato di diritto significa che i rapporti tra stati e cittadini sono regolati da norme giuridiche alle quali sono soggetti non solo i cittadini ma anche lo stato.
I partiti politici sono associazioni formate da cittadini il cui scopo è di influire sull’indirizzo politico generale dello stato.

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