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Le maggioranze e la definizione di parlamentare

Il metodo democratico comporta che si decida a maggioranza. Normalmente la maggioranza adottata è quella dei presenti, cioè la maggioranza semplice. In alcuni casi, pero', la Costituzione richiede maggioranze più elevate:
• la maggioranza assoluta, cioè la metà più 1 dei componenti;
• la maggioranza qualificata, cioè i 2/3 o i 3/5 dei componenti.

La necessità che vi sia un accordo più ampio si pone sulle questioni di forte interesse per tutti i cittadini, quali l'elezione del Presidenti della Repubblica o di una parte dei membri di organi costituzionali, come la Corte costituzionale o il Consiglio superiore della Magistratura, oppure nel caso di modifiche o integrazioni alla Costituzione.
Normalmente i parlamentari dichiarano il proprio voto, cioè ricorrono allo scrutinio palese, tranne che per i casi in cui sia espressamente previsto dai regolamenti lo scrutinio segreto, per esempio quando si delibera su persone o si tratta di leggi costituzionali o elettorali o su diritti inviolabili della persona.

Nella definizione del ruolo dei parlamentari, la Costituzione guarda al loro rapporto con il corpo elettorale, con la forza politica cui aderiscono e garantisce loro importanti tutele.

Ciascun parlamentare è tenuto a decidere per il bene del Paese e non in linea con gli interessi dell'elettorato che rappresenta (non sussiste quindi mandato imperativo).
L'indipendenza e l'autonomia di giudizio sono pero' resi più difficili dal rapporto tra il parlamentare e il gruppo a cui questi aderisce; ogni eletto deve infatti accettare lo statuto del gruppo cui si iscrive e spesso viene condizionato nelle proprie scelte a causa dell'obbligo di manifestare apertamente le proprie scelte (voto palese).

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