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INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA: con la L.n.194 del 22.5.1978 non è più reato. E’ una obiezione di coscienza. L’ordinamento giuridico, oramai secolarizzato, può emanare una legge che consente un intervento sul concepito che contrasta con i principi religiosi. Il conflitto è a livello ideologico. Viene in considerazione la situazione del medico cattolico che ritiene illecita l’interruzione della gravidanza. La legge prevede ipotesi di obiezione di coscienza: il medico può dichiarare la propria obiezione di coscienza all’interruzione della gravidanza e può essere esentato da tale intervento. Sull’argomento è intervenuta la Corte Costituzionale. La legge lascia la facoltà di decidere se interrompere o meno la gravidanza solo alla donna; il padre del concepito, anche se contrario all’interruzione della gravidanza, è solo consultato in fase preliminare dalla moglie. L’esclusione dalla scelta del padre ha sollevato problemi, perché egli poteva avere aspettative precise sul concepito. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione, in relazione al caso di un matrimonio in cui la decisione doveva essere presa di comune accordo tra i coniugi. La donna è l’unica responsabile della scelta, perché è lei che subisce il pericolo fisico e psichico della gravidanza (ratio legis).

Quando una minorenne chiede di essere ammessa all’aborto, il giudice tutelare deve dare il proprio consenso ed è richiesto anche il certificato medico. Anche al giudice tutelare deve essere data la possibilità di sollevare obiezione di coscienza? La Corte Costituzionale sottolinea il fatto che la donna è già stata autorizzata dal medico e il giudice ha la funzione di garanzia della regolarità della procedura, non po’ rifiutare l’interruzione. L’azione del giudice non è tale da coinvolgere la sua coscienza.
Legge sulla vivisezione degli animali, L.n.413 del 1983: i medici ricercatori, gli studenti universitari interessati possono essere esonerati senza conseguenze negative.
Legge sulla fecondazione artificiale assistita: se verrà approvata, tale prevederà la possibilità di obiezione di coscienza da parte del personale medico. La Chiesa cattolica è contraria alla fecondazione artificiale.
Trasfusioni di sangue: è un trattamento sanitario talvolta necessario. I testimoni di Geova non consentono di trasfondere il sangue. Gli ebrei hanno un tipo di macellazione che prevede la morte dell’animale per dissanguamento. I testimoni di Geova hanno interpretato alla lettera il comandamento divino: il sangue è principio vitale, perciò non si può far defluire il sangue di un soggetto nel corpo di un altro soggetto. La libertà personale deve prevalere, ma quando il soggetto è incapace o è minore di età, la situazione cambia. Il problema si è posto per i figli minorenni dei testimoni di Geova, quando i genitori si oppongono alla trasfusione per non contravvenire a un imperativo del proprio credo religioso. Un genitore non può opporsi ad una trasfusione ritenuta necessaria per il minore. Il giudice tutelare interviene a sospendere la patria potestà del genitore sul figlio e il tutore nominato autorizza la trasfusione. Oppure il sindaco dispone coattivamente gli interventi medici. C’è stato il caso di un medico che non aveva eseguito la trasfusione perché il paziente la aveva rifiutata. In seguito alla morte del paziente, i parenti hanno denunciato il medico per omissione di atti dovuti. Poiché il medico aveva rispettato la coscienza religiosa del suo paziente, non poteva essere condannato per omicidio colposo.
Il testimone, chiamato a deporre in sede penale o civile, era invitato a giurare il vero. Giurare = chiamare Dio a testimone. In certe religioni il giuramento non è consentito in maniera così leggera. In origine il giuramento ha un significato religioso. Poi la formula è depurata dal riferimento alla divinità. Si tiene conto di chi è credente e di chi è ateo. In occasione della riforma del codice penale, un intervento legislativo ha sostituito il giuramento con un invito ad un impegno morale.
Obiezione fiscale: alcuni pacifisti si rifiutarono di pagare imposte destinate agli armamenti dello Stato e versarono la relativa parte ad un’opera pia di carattere umanitario. Situazione mai accettata. La materia fiscale non può essere demandata ai singoli cittadini. Una disposizione ha consentito di devolvere una certa percentuale del gettito fiscale a motivi umanitari. Il cittadino può decidere se devolvere l’8 x 1000 alla Chiesa o all’amministrazione dello Stato.

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