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Gli incapaci di agire

Vengono definiti incapaci i soggetti sprovvisti della capacità di agire, ovvero sprovvisti della capacità di poter disporre delle proprie situazioni giuridiche. Il codice civile indica i presupposti che danno luogo all’incapacità. L’incapacità è generalmente disposta per tutelare le persone che non sono in grado di rendersi conto del significato e delle conseguenze delle proprie azioni. Questi soggetti vengono privati della capacità di compiere atti giuridici al fine di impedire che possano danneggiarsi. Gli atti da loro compiuti sono ritenuti invalidi, salvo in alcuni casi.
Vi sono due tipi d’incapacità: assoluta e relativa.
L’incapacità di agire viene detta assoluta quando impedisce il compimento di qualsiasi atto, anche quello apparentemente più innocuo (per esempio la vendita o l’acquisto di beni mobili di scarso valore economico).
L’incapacità di agire viene invece detta relativa quando vieta al soggetto soltanto il compimento degli atti considerati importanti (per esempio atti di straordinaria amministrazione come acquisto e vendita di beni immobili).
Sono incapaci assoluti i minorenni e gli interdetti, sono invece incapaci relativi gli inabilitati e i minori emancipati.
Gli interdetti sono quei soggetti che, pur essendo maggiorenni, si trovano in uno stato di infermità mentale da renderli incapaci di badare ai propri interessi. L’interdizione viene disposta dal Tribunale viene così definita giudiziale che non va confusa con l’interdizione legale del condannato, disposta automaticamente dalla legge, con finalità punitive.
Vengono definiti inabilitati, dopo sentenza del Tribunale, i maggiorenni con infermità mentale il cui stato non sia talmente grave da far luogo all’interdizione. Possono anche essere inabilitati coloro che per prodigalità o per uso abituale di sostanze alcoliche o stupefacenti espongano sé stessi a lo propria famiglia a gravi pregiudizi economici. Anche i sordomuti o i ciechi fin dalla nascita che non hanno ricevuto un’educazione sufficiente per provvedere alla cura dei propri interessi vengono definiti inabilitati.
Sono emancipati i minorenni con più di sedici anni che abbiano, debitamente autorizzati dal Tribunale per gravi motivi, contratto matrimonio.
Gli incapaci sono assistiti nell’amministrazione dei loro beni e nella cura dei loro affari da particolari soggetti che agiscono sotto controllo del Tribunale e del giudice tutelare. Gli emancipati e gli inabilitati pur potendo compiere da soli atti di minore importanza patrimoniale, devono essere assistiti da un curatore tutte le volte che gli atti incidano in maniera rilevante sul patrimonio.
Gli incapaci assoluti non partecipano in nessun modo al compimento degli atti giuridici ma vengono completamente sostituiti dai rappresentanti legali che agiscono al loro posto. Tuttavia l’attività giuridica degli incapaci assoluti può quindi avvenire anche a loro insaputa a anche contro la loro volontà, purché sia compiuta nel loro interesse. Il controllo esercitato dai giudici mira a proteggere l’interesse degli incapaci.
La rappresentanza degli interdetti spetta al tutore, quella del minorenne è attribuita dalla legge ad entrambi i genitori.

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