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La Definizione giuridica di Imprenditore e i suoi elementi

La Definizione giuridica di imprenditore è data dal codice civile (libro V o Del Lavoro). In base all’art.2082 è imprenditore colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.
Se scomponiamo questa definizione, possiamo dire che ricorre la figura dell’imprenditore se ricorrono questi elementi:
a) l’esercizio di un’attività economica;
b) la produzione o lo scambio di beni e servizi;
c) l’organizzazione dell’attività economica;
d) l’esercizio professionale dell’attività economica.

a) L’esercizio di un’attività economica
Si definisce economica l’attività che produce nuova ricchezza sul mercato e si pone come obiettivo l’ottenimento di ricavi per fare fronte ai costi di produzione; l’attività economica è diretta allo scopo di ottenere ricavi superiori ai costi, in modo tale da ottenere un profitto (il c.d. scopo di lucro).

Tuttavia può essere considerata economica anche l’attività che si propone di pareggiare i costi con i ricavi, come avviene per gli enti pubblici economici.
Il conseguimento del profitto da parte dell’imprenditore non è affatto scontato in partenza: dipende da una serie di fattori non tutti prevedibile e dipendenti dalla volontà dell’imprenditore.
L’attività economica è un’attività di rischio, essendo possibile che, invece del profitto sperato, si ottengano in un determinato esercizio solo delle perdite.
Ciò che conta per definire “economica” l’attività è però il suo scopo iniziale e non l’effettivo raggiungimento del risultato sperato. Di conseguenza, non perde la qualità di imprenditore chi, per un certo periodo, non realizza profitti ma perdite.

b) La produzione o lo scambio di beni e servizi
La produzione di ricchezza, che caratterizza l’attività economica, deve avvenire con la produzione di nuovi beni (artigianale o industriale) oppure lo scambio di beni già esistenti sul mercato (commercio e intermediazione di beni in genere).
L’attività dell’imprenditore può avere ad oggetto la fornitura di servizi poiché anche questi ultimi producono ricchezza (es: servizi assicurativi e bancari, di trasporto, turistici, ecc).
E’ essenziale che la produzione o lo scambio di beni e servizi sia destinata al mercato.

Pertanto, non è imprenditore chi si fabbrichi i mobili destinati ad arredare la propria abitazione (autoconsumo).

c) La produzione o lo scambio di beni e servizi
Per svolgere la propria attività l’imprenditore si avvale di un complesso di mezzi materiali (i locali, gli impianti, i mezzi di trasporto, ecc) e spesso anche di persone ( collaboratori e dipendenti). Tutti questi elementi sono tra loro collegati e organizzati in modo unitario in vista dello svolgimento dell’attività economica.
Il codice civile non richiede che l’organizzazione abbia determinate dimensioni; perciò è imprenditore tanto il fruttivendolo dotato di un banco e di una bilancia, quanto l’industriale con più stabilimenti e con centinaia o migliaia di dipendenti.

d) L’esercizio professionale dell’attività economica

Non è imprenditore chi svolge attività economica solo occasionalmente (es chi vende la propria auto, chi vende un appartamento).
L’esercizio dell’attività economica per essere professionale deve essere abituale ( es il concessionario di automobili, l’agenzia immobiliare).
Occorre precisare che abituale non vuol dire continuativo: l’attività economica può essere esercitata solo per un periodo dell’anno (es stabilimenti balneari d’estate), purchè ciò avvenga in modo ripetuto negli anni.
Non è necessario che l’imprenditore svolga unicamente l’attività economica e viva di questo (es l’operaio che, terminato l’orario di lavoro, gestisce un’impresa di pulizie) né che l’attività economica sia la sua occupazione principale.

I professionisti intellettuali
Nella nostra società operano molti professionisti intellettuali o liberi professionisti: a questa categoria appartengono gli avvocati, i notai, i commercialisti, i medici, gli architetti, i geometri e i ragionieri. Dobbiamo chiederci se i professionisti intellettuali sono imprenditori in base all’art 2082 cod. civ.. Se confrontiamo il contenuto della loro professione con l’art 2082, possiamo notare che essi svolgono un’attività produttiva di ricchezza, consistente nella prestazione di servizi, professionalmente e in modo organizzato.
Tuttavia, la legge esclude i professionisti intellettuali dalla categoria degli imprenditori e, pertanto, non li sottopone agli obblighi previsti per questi ultimi.
La ragione di tale esclusione va ravvisata in un privilegio che, da sempre, si ricollega alla categoria dei liberi professionisti.
Tuttavia, se l’esercizio della professione costituisce elemento di un’attività organizzata in forma di impresa (es: medico che gestisce una casa di cura, ingegnere che gestisce un’impresa di costruzioni), il professionista intellettuale è imprenditore.
In questi casi, nei quali il professionista svolge un’attività ulteriore finalizzata all’organizzazione di un processi produttivo, la legge prevede l’applicazione delle disposizioni relative all’attività di impresa.

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