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IMPRENDITORE

L’imprenditore è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.
Requisiti essenziali dell’imprenditore:
- professionalità: implica che l’attività sia abituale, stabile, duratura, svolta sistematicamente; - attività economica: l’attività deve essere diretta alla creazione di nuove utilità, quindi di nuove ricchezze, e deve essere idonea a coprire con ricavi i costi sostenuti; - organizzazione: ha ad oggetto i fattori della produzione, capitale, proprio o altrui, e lavoro; - al fine della produzione o dello scambio: deve trattarsi di un’attività rivolta ad una produzione o allo scambio di beni o di servizi.

Le attività imprenditoriali sono classificate secondo tre criteri: - criterio qualitativo: in base all’attività esercitata si distingue l’imprenditore agricolo dall’imprenditore commerciale;
- criterio quantitativo: in relazione alle dimensioni dell’attività imprenditoriale, si distingue il piccolo imprenditore dall’imprenditore medio-grande;
- criterio personale: in relazione al numero dei soggetti che esercitano e dirigono l’impresa, si distingue l’imprenditore individuale dall’imprenditore collettivo (società).

Imprenditore agricolo
L’imprenditore agricolo è chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e cioè tutte quelle attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, che utilizzano il bosco o le acque dolci o marine.
Il legislatore tutela l’imprenditore agicrolo poichè la sua attività è esposta al rischio ambientale (intemperie); infatti egli è escluso dell’obbligo di tenuta delle scritture contabili e, in casi di crisi aziendale, non è soggetto al fallimento.

Imprenditore commerciale
L’art. 2195 c.c. afferma che gli imprenditori commerciali sono coloro che esercitano:
- attività industriale (attività di trasformazione della materia) diretta alla produzione di beni o di servizi; - attività di intermediazione nella circolazione dei beni consistente nell’attività commerciale in senso stretto; - attività di trasporto;

- attività ausiliarie alle precedenti.

Piccolo imprenditore
Il piccolo imprenditore è chi esercita un’attività professinalmente organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della propria famiglia.
Il piccolo imprenditore è escluso dell’obbligo di tenuta delle scritture contabili e, in casi di crisi aziendale, non è soggetto al fallimento. Inoltre egli è iscritto in una sezione speciale del registro delle imprese ai fini della certificazione anagrafica e della pubblicità notizia.

Il coltivatore diretto del fondo è colui che coltiva il fondo con il lavoro proprio o dei suoi familiari.
La legge afferma che è coltivatore diretto del fondo chi impiega una complessiva forza lavorativa non inferiore a un terzo di quella occorrente per le normali necessità della coltivazione del fondo o per l’allevamento e il governo degli animali.

L’artigiano è chi esercita professionalmente, personalmente e in qualità di titolare l’impresa assumendone la piena responsabilità e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro anche manuale nel processo produttivo. L’impresa artigiana deve essere costituita ed esercitata in forma di società nella quale la maggior parte dei soci svolga in prevalenza lavoro personale e che nell’impresa il lavoro sia predominante sul capitale.

Se in un’impresa artigiana si ricorre a lavoratori dipendenti, questi devono essere personalmente diretti dall’imprenditore artigiano e non devono superare determinati limiti numerici (18 dipendenti per l’impresa che non lavora in serie mentre per l’impresa che lavora in serie il numero massimo di dipendenti varia a seconda dell’attività dell’impresa).

Impresa familiare
È l’impresa in cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell’imprenditore. Possono collaborare anche degli estranei, ma solo se sono subordinati ai membri della famiglia.
In questo tipo di impresa, la legge interviene per proteggere i membri più deboli del nucleo familiare dallo sfruttamento e per attribuire benefici a chi presta continuamente l’attività di lavoro nell’impresa; infatti a questi spetta il diritto:
- al mantenimeto;
- agli utili dell’impresa familiare, ai beni acquistati con essi e agli incrementi dell’azienda;
- a partecipare alle decisioni relative all’impiego degli utili e degli incrementi alla gestione straordinaria, alla cessazione dell’impresa. Le decisioni importanti spettano alla maggioranza dei familiari che partecipano all’impresa, mentre quelle relative la gestione ordinaria spettano al titolare.


STATUTO DELL'IMPRENDITORE COMMERCIALE

Lo Statuto dell’imprenditore commerciale è il regime giuridico al quale è sottoposto l’imprenditore commerciale e serve per migliorare l’organizzazione e la funzionalità dell’impresa.
In particolare, lo Statuto si preoccupa di queste discipline: - capacità di esercitare un'impresa;
- obbligo di iscrizione nel registro delle imprese; - obbligo di tenere le scritture contabili;
La qualità di imprenditore commerciale si acquista esercitando professionalmente una attività di natura non agricola e si perde con la cessazione dell'attività e con la cancellazione dal registro delle imprese.

Capacità di esercitare un'impresa
Per esercitare un’impresa commerciale si deve avere la capacità di agire poiché si deve essere capaci di concludere contratti. I contratti conclusi da incapaci di agire sono annullabili.
Il minore, l’interdetto e l’inabilitato non possono iniziare l’esercizio di un’impresa commerciale ma possono continuarla (se la ricevono per successione o donazione). Devono però essere autorizzati dal Tribunale; nel caso del minore o dell’interdetto, l’esercizio dell’impresa sarà effettuato dal legale rappresentante, mentre l’inabilitato sarà assistito dal curatore.

Il minore emancipato invece, autorizzato dal Tribunale, acquista la piena capacità di agire e di conseguenza può iniziare o continuare l’esercizio di un’impresa commerciale.


Obbligo d'iscrizione nel registro delle imprese

Serve per far conoscere a tutti i dati più importanti dell’impresa. Con la nuova legge sono state apportate delle modifiche: la gestione e la cura del registro dell’impresa è affidata alle Camere di Commercio sotto la vigilanza di un giudice; il registro è suddiviso in sezioni: nella sezione speciale sono iscritti gli imprenditori agricoli e i piccoli imprenditori; la consultazione dei registri è pubblica ed avviene tramite i terminali installati presso le Camere di Commercio che conservano anche il REA (repertorio delle notizie economiche e amministrative) di tutte le imprese iscritte.
L’efficacia dichiarativa dell’iscrizione può essere positiva o negativa per l’imprenditore: è positiva, poiché l’ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione non può essere opposta ai terzi; è negativa per l’imprenditore poiché le notizie non iscritte non possono essere opposte ai terzi.

Obbligo di tenuta delle scritture contabili
Ogni imprenditore commerciale deve tenere, per legge, il libro giornale e il libro degli inventari.
Il libro giornale serve per annotare ogni giorno tutte le operazioni e vanno scritte secondo un ordine cronologico. Il libro degli inventari serve per scrivere l’inventario all’inizio dell’impresa e poi va aggiornato ogni anno scrivendo tutte le attività e le passività dell’impresa. Si chiude con il bilancio (conto delle attività e delle passività) e il conto economico (conto dei profitti e delle perdite).
Le scritture contabili sono soggette a due tipi di formalità principali: - estrinseche: i libri devono essere numerati progressivamente e se previsto anche bollati; - intrinseche: le scritture devono essere senza spazi in bianco, senza interlinee e trasporti in margine, non si possono fare abrasioni e le eventuali cancellazioni devono eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili.
L’imprenditore che non tiene regolarmente le scritture contabili: - non può utilizzarle come mezzo di prova a suo favore; - non può essere ammesso ad alcune favorevoli operazioni finalizzate al recupero economico;
- è assoggettato a sanzioni penali per bancarotta fraudalenta documentale in caso di fallimento.

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