Il territorio è lo spazio, delimitato da confini, all'interno del quale lo Stato esercita la propria sovranità.

Se, per conquista militare o per qualsiasi altra ragione, lo Stato perde tutto il proprio territorio, cessa di esistere. Esso, privato di un ambito entro il quale esercitare il proprio potere sovrano, non ha più alcuna funzione e non c'è nulla che ne motivi la sopravvivenza.

Ciò spiega la ragione per la quale tutti gli Stati, nessuno escluso, sono pronti a ricorrere alle armi e a sacrificare la vita dei propri cittadini pur di difendere i propri confini. Difendendo i confini e il territorio in essi compreso lo Stato difende se stesso e la propria sopravvivenza.

Il territorio dello Stato comprende:

  • la terraferma;

  • le acque territoriali;

  • lo spazio aereo che sovrasta la terraferma e le acque territoriali;

  • il sottosuolo sia terrestre che marino.
  • La terraferma, come tutti sappiamo, è il suolo, cioè la parte solida del territorio.

    Le acque territoriali sono costituite da una fascia di mare, solitamente non più ampia di dodici miglia, sulla quale si estende la sovranità dello Stato. Le navi che vi entrano, entrano nel territorio dello Stato e sono soggette alle leggi di questo.

    Lo spazio aereo che sovrasta il suolo e le acque territoriali è soggetto anch'esso alla sovranità dello Stato che può vietare a qualsiasi velivolo di entrarvi. Tale potere, tuttavia, si arresta al limite dell'atmosfera, cosicché i satelliti possono orbitare liberamente intorno al globo.

    Il sottosuolo è soggetto alla sovranità dello Stato solo fin dove arriva la concreta possibilità di sfruttamento. Nessun Paese può pretendere, ad esempio, di estendere la propria sovranità fino al centro della Terra.

    Le navi e gli aerei costituiscono il cosiddetto territorio flottante dello Stato. La disciplina a cui sono soggetti, però, è diversa a seconda che siano militari o civili.

    Le navi e gli aerei militari costituiscono territorio dello Stato di cui battono bandiera, anche se si trovano in un porto o in un aeroporto straniero. Ciò comporta, ad esempio, che se un marinaio italiano commettesse un delitto su una nave miliatare italiana ancorata nel porto di Marsiglia, verrebbe giudicato dalle nostre autorità secondo le nostre leggi come se il fatto fosse accaduto in Italia.

    Le navi e gli aerei civili, invece, sono territorio dello Stato di cui battono bandiera fin quando si trovano in cieli o in acque internazionali.

    Cessano di esserlo nel momento in cui entrano nelle acque territoriali o nello spazio aereo di un altro Stato. Ciò comporta, riprendendo l'esempio precedente, che se un marinaio commettesse un delitto a bordo di una nave civile italiana ancorata nel porto di Marsiglia, verrebbe arrestato dalle autorità locali come se avesse commesso il fatto sulla banchina o in un bar del porto.

    Le sedi diplomatiche (ambasciate e consolati) per un'antica consuetudine internazionale, sono protette dalla cosiddetta immunità territoriale. Questa consiste in una serie di privilegi il più noto dei quali è il divieto, per le autorità dello Stato ospitante, di introdursi nel palazzo sede dell'ambasciata, senza l'autorizzazione del diplomatico che vi dimora.

    Questa particolare condizione viene talvolta indicata come extraterritorialità, ma si tratta di una qualificazione non del tutto esatta. Entrare in un'ambasciata o in un consolato non significa entrare in un Paese straniero. Le sedi diplomatiche, sebbene soggette ad un regime giuridico particolare, rimangono pur sempre territorio dello Stato ospitante.

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