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I rapporti di lavoro

Il diritto di lavoro è nato e si è sviluppato per promuovere un diverso e sempre più avanzato atteggiamento delle normative nazionale nei confronti del lavoratore, che ha da tempo cessato di venir considerato quale semplice fattore economico della produzione, assumendo il ruolo e la dignità di persona, destinatario di diritti soggettivi irrinunciabili e tutelati dalla legge.
Si tratta di un processo che ha coinvolto anche l'Italia. Non si è trattato, però, di una evoluzione semplice e lineare. La storia del diritto del lavoro italiano degli ultimi 50 anni ha avuto come obiettivo lo sforzo costante di rendere effettiva la tutela costituzionale del lavoro. Oltre ai principi enunciati nella costituzione, che sono di natura programmatica (dispongono per il futuro), ci sono una serie di leggi speciali per tutelare aspetti particolari del mondo del lavoro: licenziamenti individuali o collettivi, lavoro femminile e minorile, lavoro a domicilio, sicurezza e prevenzione degli infortuni e malattie professionali, libero esercizio dei diritti sindacali e delle altre libertà personali sul posto di lavoro. Gran parte di queste norme si ritrovano nella legge n. 300 del 1970 (statuto dei lavoratori).

Le leggi più recenti hanno invece in comune il superamento di un unico modello di rapporto di lavoro stabile (perché a tempo indeterminato), e il suo affidamento ad altri modelli contrattuali più agili e confacenti alle varie e transitorie esigenze delle imprese (lavoro flessibile).

RAPPORTO DI LAVORO
L'articolo 2094 del c.c. (codice civile) stabilisce che è prestatore del lavoro subordinato chi si obbliga in cambio di una retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale e manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore. In forza di questo contratto il lavoratore è impegnato ad erogare le proprie energie lavorative, è inserito in modo continuativo nelle scritture delle imprese ed è soggetto sul piano gerarchico all'imprenditore. Il diritto del lavoratore subordinato è quello di percepire una retribuzione e di avere una serie di garanzie sul luogo di lavoro.

LAVORO AUTONOMO
Il contratto di lavoro autonomo, detto anche contratto d'opera, si ha quando il lavoratore si obbliga, verso corrispettivo, a compiere un'opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.
La costituzione garantisce ai lavoratori i seguenti diritti:
(Articolo 36) diritto alla retribuzione: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunciare.

(Articolo 39) diritto di sindacato: L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
(Articolo 40) diritto di sciopero: il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.

COSTITUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
Il rapporto di lavoro si costituisce con la stipulazione del contratto individuale di lavoro.
All'atto di assunzione il datore di lavoro non è vincolato rispetto alla scelta del lavoratore e alla durata del rapporto di lavoro.
Negli ultimi anni il mercato del lavoro è stato oggetto di profonde innovazioni che hanno modificato le modalità di assunzione ed introdotto nuove forme contrattuali. Questo processo si è articolato in tre fasi:
-La fine del monopolio pubblico del collocamento del lavoro;
-Lo snellimento delle procedure di avviamento al lavoro;
-La creazione di agenzie di mediazione per il lavoro;
-L'introduzione di nuove e più elastiche tipologie contrattuali.

CONTRATTO DI LEASING

E' il contratto in base al quale un soggetto (concedente) attribuisce ad un altro (utilizzatore) il diritto di utilizzare un bene determinato in cambio del pagamento di un canone periodico, e con facoltà di acquistare alla scadenza del contratto il bene stesso previo pagamento di un prezzo di riscatto (maxi-canone).
Distinguiamo due tipi di leasing:
Leasing finanziario: è molto diffuso; si ha quando la società concedente si impegna ad acquistare da un fornitore i macchinari, oggetto del contratto, secondo i criteri tecnici impartiti dall'utilizzatore.
Leasing operativo: è un contratto che vede come protagonisti due soggetti: il produttore e l'utilizzatore. Per quanto riguarda la proprietà dei beni, questa è sempre del produttore fino a quando l'utilizzatore non ha pagato l'ultima rata, mentre l'utilizzatore risponde per il rischio di danneggiamento e di distruzione.
Il leasing può essere anche:
Immobiliare: che ha per oggetto beni immobili
Leas-back: che consiste in una forma di finanziamento che ha per oggetto la cessione di un bene immobiliare rimanendo utilizzatore di questo, pagando un canone di locazione periodico, con facoltà di riacquisto.

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