Immaginiamo di spiegare a un nostro amico che, avendo lavorato per tutta l'estate presso uno stabilimento balneare come aiutante di spiaggia, abbiamo diritto di essere pagati. Non c'è dubbio che in questo caso stiamo utilizzando la medesima parola non per indicare un complesso di norme giuridiche, ma per dire qualche altra cosa. Nel caso specifico vogliamo comunicare che ci troviamo nella posizione di poter pretendere (anche ricorrendo a un giudice) che ci venga corrisposta la paga concordata.

Facciamo un altro esempio: supponiamo di comunicare ad un'amica che un'auto ha urtato il nostro scooter parcheggiato lungo il marciapiede e che, pertanto, abbiamo diritto al risarcimento del danno. Anche in questo caso stiamo spiegando che ci troviamo nella posizione di poter pretendere qualcosa: in particolare possiamo pretendere (anche ricorrendo al giudice) di essere risarciti dal proprietario dell'auto investitrice.

Nel linguaggio giuridico viene chiamato:

  • diritto oggettivo: l'insieme delle norme giuridiche;

  • diritto soggettivo: il potere attribuito a un soggetto di far valere davanti al giudice una propria pretesa.

  • Sono diritti soggettivi, per esempio: il diritto di riunione, di associazione e di manifestazione del pensiero; il diritto all'integrità fisica e al nome; il diritto di proprietà, il diritto al risarcimento del danno ingiusto e così via.

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