Ciò che deve essere chiaro è che lo Stato non si appropria della ricchezza altrui per impinguare le proprie casse, come facevano un tempo i sovrani assoluti.

Oggi c'è un organo, il Governo che ogni anno predispone un bilancio, cioè un documento nel quale illustra:

  • le spese che intende sostenere per erogare servizi pubblici;

  • i tributi che ritiene di dover porre a carico dei cittadini per sostenere tali spese.
  • Questo documento viene votato dal Parlamento e solo dopo che è stato approvato il Governo può cominciare a riscuotere tributi e ad affrontare spese.

    Le responsabilità per l'inefficienza che talvolta caratterizza l'erogazione dei servizi pubblici sono da ricondurre ad almeno 3 tipi di soggetti.

    Innanzi tutto dobbiamo aver presente che generalmente i servizi pubblici vengono erogati, o quanto meno predisposti, dal Governo, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni.

    Pertanto, se tali servizi sono resi in modo inefficiente o con sperpero di pubblico denaro, la responsabilità primaria va ricondotta agli organi che governano questi enti.

    Ma poiché gli organi di governo regionali, provinciali e comunali sono elettivi e anche il Governo centrale dipende dalle scelte degli elettori, dobbiamo dedurne che la responsabilità per i disservizi ricade anche su di noi cittadini che, evidentemente, non abbiamo accordato la nostra fiducia alle persone migliori.

    In secondo luogo può influire sulla qualità del servizio, la considerazione che i pubblici dipendenti hanno del loro ruolo nella società. Non è raro che alcuni svolgano le loro funzioni non con il corretto spirito di servizio, ma come esercizio di un pubblico potere. E ciò rende spesso spiacevole il rapporto tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione.

    Ultimo per elencazione ma non per ordine di importanza è l'atteggiamento dei cittadini verso la cosa pubblica. Un atteggiamento non sempre rispettoso che spesso vanifica l'effetto del servizio reso. Pensiamo, per semplicità, al servizio di pulizia delle strade. E' vero che le vie di molte città italiane sono poco pulite. Ma, potremmo chiederci, chi sarà mai a sporcarle?

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