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Governo parlamentare

Il primo Gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione Italiana che delinea una forma di governo Parlamentare c.d. “razionalizzata”.
Per “forma di governo” si intende i rapporti che esistono tra i vari organi costituzionali dello Stato, vale a dire in che modo il potere politico è ripartito tra gli organi stessi.
Tale forma di Governo può essere adottata sia da stati monarchici, laddove la funzione di Capo dello Stato è assunta da un Re, designato per via ereditaria e dinastica (Monarchie Parlamentari), sia da Stati Repubblicani, dove la carica di Capo dello Stato spetta invece a un Presidente della Repubblica eletto, con un mandato temporaneo, dal parlamento (Repubbliche Parlamentari).
In Italia, durante i lavori dell’assemblea costituente, fu scelta la forma di governo parlamentare perché provenendo da una dittatura, non si volle dare troppo potere ad una singola persona posta a capo del governo, infatti, il precedente regime monarchico parlamentare fu praticamente svuotato di significato dall’accentramento di tutti i poteri nelle mani del Duce Benito Mussolini, che grazie ad una Costituzione flessibile (modificabile con legge ordinaria), riuscì a rendere la forma di governo monarchica parlamentare in una terribile dittatura.

Nella forma di Governo parlamentare alla base dello Stato e, quindi, al centro del sistema, vi è un unico potere, quello del Parlamento, che è eletto direttamente dal popolo, ed al quale non compete soltanto la Funzione Legislativa (far approvare le leggi), ma anche il compito di esprimere il Governo e di controllarne l’operato.
La Forma di Governo Parlamentare si caratterizza per l’esistenza di un rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento.
Il Governo che detiene il Potere Esecutivo (dare esecuzione alle leggi), costituisce emanazione permanente del Parlamento e deve ottenere, e soprattutto mantenere per tutto il suo mandato, la fiducia da parte di quest’ultimo.
Quando tale fiducia viene a mancare, il Governo è costretto a dimettersi.
Al potere del Parlamento di dare la sfiducia al governo, fa normalmente da contrappeso il potere, attribuito di norma al Capo dello Stato, di sciogliere anticipatamente il Parlamento e di indire elezioni anticipate.
Nella Forma di Governo Parlamentare assume un ruolo decisivo la maggioranza parlamentare costituita dal partito o dalla coalizione di partiti che ha vinto le elezioni, conquistando così la maggioranza dei seggi in Parlamento.
In Italia il popolo, al quale appartiene la sovranità, come definito dall’art. 1 della Costituzione “La sovranità appartiene al popolo …”, elegge soltanto il Parlamento, titolare della funzione legislativa.
Dalla maggioranza politica formatasi in Parlamento si forma, quindi, il Governo, espressione del partito politico – o della coalizione - che ha vinto le elezioni.
Oltre alla funzione legislativa, il Parlamento, in seduta comune ed integrato di 58 delegati regionale, elegge il Presidente della Repubblica, il quale non detiene alcun potere esecutivo, se non quello di essere il Garante della Costituzione, che ha il compito di vigilare sul corretto funzionamento della Forma di Governo.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base della maggioranza espressa dal Parlamento, ed il Governo così formato deve ottenere la fiducia delle Camere e mantenerla per tutta la sua durata.
La rottura del rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo comporta l’obbligo, per quest’ultimo di dimettersi, nel nostro Paese spesso il Governo si dimette per contrasti all’interno della coalizione di partiti che lo sorregge, però in 2 occasioni il Governo ha terminato il suo mandato in seguito ad un voto contrario su una mozione di fiducia da parte del Parlamento.
Ma il Presidente della Repubblica possiede un altro compito, delicato e fondamentale: ha il potere di sciogliere le Camere quando si rende conto che le stesse non esprimano più una maggioranza che consenta la formazione del Governo ed una sua stabilità.
Negli ultimi tempi, anche in virtù del cambiamento del sistema elettorale, quando si vota ci sono 2 coalizioni che indicano il futuro capo del governo.
Non tutte le forme di governo parlamentari sono uguali, infatti, in Germania il capo del governo è eletto dal Parlamento e di conseguenza non vi è una votazione iniziale sulla fiducia al Governo, inoltre, vige il sistema della cosiddetta sfiducia costruttiva, vale a dire che il Parlamento può far cadere il Governo ma già deve aver scelto un nuovo capo del governo, con una nuova maggioranza parlamentare che sostituisca quella precedente, in modo fa evitare le c.d. “crisi al buio”, cioè crisi dalle quali non si possa formare un nuovo governo se non con una nuova elezione parlamentare.

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