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GLI ORGANI COSTITUZIONALI

Lo Stato, si configura come una persona giuridica e agisce per mezzo dei suoi organi. 5 di questi organi assumono un ruolo prevalente. Sono organi costituzionali, indicati anche come necessari perché la loro mancanza produrrebbe l’arresto immediato dell’attività dello Stato o uno stravolgimento della forma dello Stato rispetto al dettato costituzionale. Secondo una concorde teoria sono:
1.il corpo elettorale;
2.il Parlamento;
3.il Presidente della Repubblica;
4.il Governo;
5.la Corte costituzionale.
Tra di essi è suddivisa la sovranità dello Stato e sono su un piano di parità giuridica e di reciproca indipendenza.

E’ in corso il procedimento di approvazione del disegno di legge che contiene norme sulla riforma dell’ordinamento costituzionale dello Stato. Questa normativa inciderà profondamente sulla composizione del Parlamento e della Corte costituzionale, e sulle funzioni del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei ministri.

Gli organi di rilievo costituzionale

Oltre ai 5 organi, la Costituzione ne prevede altri 5 che vengono indicati generalmente come organi di rilievo costituzionale:
1.Csm il Consiglio superiore della magistratura;
2.2 Cnel il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro;
3.il Consiglio di Stato;
4.la Corte dei conti;
5.il consiglio supremo di difesa.
Non possiedono il carattere della sovranità, ma sono previsti e disciplinati dalla Costituzione e per tale ragione vengono chiamati di rilievo costituzionale.

IL CORPO ELETTORALE

Il popolo è il primo organo costituzionale, da cui deriva la sovranità. La Costituzione menziona il popolo riferendosi al corpo elettorale, ovvero ai cittadini a cui è riconosciuto il diritto di voto. In un sistema autenticamente democratico, il corpo elettorale tende a coincidere con il popolo, escludendo solo le persone che non hanno ancora raggiunto la maggiore età e quelle che si trovano nelle condizione previste dalla legge. In rapporto al modo in cui il popolo può concretamente esercitare questa sua sovranità, possono aversi sistemi a democrazia diretta (quando tutto il corpo elettorale è chiamato a decidere sulle scelte politiche da attuare e i governanti devono limitarsi a darvi esecuzione) e a democrazia indiretta o rappresentativa (quando il corpo elettorale è chiamato a votare per eleggere i proprio rappresentanti ai quali spetterà operare le scelte politiche vincolanti per tutti). Questo è il modello di democrazia prevalente negli ordinamenti contemporanei, ma in essi sono presenti anche strumenti di democrazia diretta (il referendum).

IL DIRITTO DI VOTO

Nel nostro ordinamento sono previsti 2 tipi di lettura elettorale:
-elezioni politiche, dove si eleggono i componenti della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica e i candidati per il Parlamento europeo;
-elezioni amministrative dove si eleggono i Consigli regionali, provinciali e comunali e il Presidente della regione, della Provincia e il Sindaco.
Il primo comma, conferma l’adozione del suffragio universale. La norma riconosce il diritto di voto a tutti.
Il secondo comma sancisce i principi della personalità, uguaglianza, libertà e segretezza.
-Personalità: ogni cittadino deve esercitare in prima persona il proprio diritto di voto e non è ammessa alcuna forma di delega.
-Uguaglianza: i voti espressi hanno tutti lo stesso valore e a nessun elettore può essere concesso più di un voto.
-Libertà: l’elettore deve essere protetto da ogni forma di coazione, minaccia o violenza diretta a condizionarne la volontà.
-Segretezza: nessuno deve essere posto in grado di conoscere il voto espresso dall’elettore. Funzione strumentale rispetto a quello di libertà: solo la garanzia di segretezza consente agli elettori di esprimere liberamente le loro preferenze senza condizionamenti né timori.
Il terzo comma consente agli italiani residenti all’estero, di partecipare alle consultazioni elettorali senza necessariamente tornare in Italia. E’ istituita una circoscrizione estero in 4 suddivisioni:
-Europa, compresi i territori della Federazione russa e della Turchia,
-America meridionale
-America settentrionale e centrale
-Africa, Asia, Oceania, Antartide.
Ogni ripartizione elegge almeno un deputato e un senatore. I restanti seggi sono assegnati alle diverse ripartizioni in proporzione agli italiani che vi risiedono.
Il quarto comma stabilisce i casi in cui la legge ordinaria può limitare il diritto di voto.

I SISTEMI ELETTORALI NELLE MODERNE DEMOCRAZIE

Gli obbiettivi di un buon sistema elettorale sono:
- consentire una sicura guida politica del paese;
- garantire che l’Assemblea eletta rispecchi fedelmente l’orientamento politico degli elettori
Il 1° risultato: + è minore il numero di partiti presenti in Parlamento.
Il 2° risultato: se si ha una molteplicità di partiti si può consentire realmente agli elettori di scegliere quello che più riflette il proprio orientamento.
Il sistema proporzionale plurinominale: prevede la suddivisione del territorio nazionale in zone dette circoscrizioni. Gli elettori residenti in ciascuna circoscrizione possono eleggere un certo numero di candidati che andranno a ricoprire altrettanti seggi in Parlamento. Ogni partito presenta una lista di candidati contrassegnata da un simbolo. L’elettore vota il simbolo del partito prescelto e può esprimere la propria preferenza indicando il nome di uno o più candidati presenti nella lista. Le elezioni avvengono in un unico turno.
-Proporzionale perché i partiti conquistano, in ciascuna circoscrizione, un numero di seggi proporzionale al numero di voti ottenuti. La distribuzione però si complica perché le percentuali non sono mai nette, ciò da luogo al problema dei resti che ogni ordinamento risolve con propri complessi meccanismi di ripartizione.
-Plurinominale perché in ciascuna circoscrizione viene eletta una pluralità di candidati. Con questo si ha una sicura democraticità, garantendo anche alle minoranze di avere una rappresentanza in Parlamento commisurata alla loro forza elettorale. Ma favorisce la dispersione del voto degli elettori tra numerose formazioni politiche, difficilmente una di esse riesce a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi necessaria per guidare il paese.
Il sistema maggioritario secco a collegio uninominale: detto all’inglese, prevede la ripartizione del territorio nazionale in zone dette collegi, in ciascuno dei quali può essere eletto un solo candidato.
-Maggioritario: perché tra tutti i concorrenti in un medesimo collegio si aggiudica il seggio in palio il candidato che ottiene maggior numero di voti.
-Secco o a turni unico: perché è previsto un solo turno elettorale.
-A collegio uninominale: perché ciascun collegio può eleggere un solo candidato.
Negli ordinamenti che adottano tale sistema sono presenti di solito pochi partiti. Si riteneva quindi che gli elettori spontaneamente abbandonassero le formazioni prive di una ragionevole possibilità di successo nei vati collegi e concentrassero le loro preferenze sui candidati dei partiti maggioritari.

I SISTEMI “CORRETTI”

Tra i due sistemi, si collocano altri che introducono delle correzioni, all’uno o all’altro.
Il sistema maggioritario corretto con il doppio turno: detto alla francese, fondamentalmente si tratta di un sistema maggioritario a collegio uninominale. Nel 1° turno tutti i partiti scendono in lizza presentando i propri candidati in collegi uninominali. In ogni collegio risulteranno eletti colore che avranno raggiunto + 50% dei voti. Se ciò non avviene, si passa al secondo turno, detto ballottaggio. Dal secondo turno sono esclusi quei candidati che ne primo turno hanno ottenuto una bassa percentuale di voti. Sia i partiti esclusi, sia quelli che si sono ritirati, possono invitare i proprio elettori a far confluire i loro voti sul partito a essi più affine. Gli effetti:
-la semplificazione dell’attività politica in Parlamento dove, per il meccanismo selettivo, accedono solo pochi partiti;
-la permanenza sulla scena politica delle formazioni minori che, anche se non sono presenti nelle aule parlamentari, rimangono attive nel paese e hanno la possibilità di dare voce alle minoranze che rappresentano.
Il sistema proporzionale corretto: vengono introdotte tecniche come:
-lo sbarramento: prevede che le liste che restano al di sotto di una certa percentuale non ottengano alcun seggio in Parlamento (Germania).
-Il premio di maggioranza: prevede che il partito che ha raccolto i maggiori consensi ottenga in premio un numero più alto di seggi rispetto a quelli che gli spetterebbero in base ai voti ricevuti.
Entrambi consentono la permanenza nel paese del pluripartitismo ma contemporaneamente semplificano la vita parlamentare favorendo la formazione di maggioranze stabili.

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