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Fonti di diritto comunitario


Fonti primarie

Le fonti primarie del diritto comunitario europeo sono essenzialmente costituite dai Trattati istitutivi delle comunità europee e dai successivi trattati di modifica. Di fatto un trattato consiste nell’incontro delle volontà di due o più Stati diretti a disciplinare rapporti intercorrenti tra di essi.
Le norme primarie stabiliscono le procedure per l’adozione degli atti da parte delle Istituzioni europee che si pongono pertanto al secondo livello del sistema giuridico comunitario e costituiscono il Diritto comunitario derivato, che a sua volta si divide in: atti vincolanti e atti non vincolanti per gli Stati membri.

Atti vincolanti

Gli atti vincolanti presentano alcuni caratteri comuni:
- Obbligo di motivazione, consistente nell’estrinsecazione delle ragioni di fatto e di diritto alla base della loro emanazione;

- Obbligo di indicare la disposizione o le disposizioni del Trattato in forza delle quali l’istituzione comunitaria ha adottato l’atto, così da consentire di verificarne il rispetto;
- Efficacia del tempo, con eventuale indicazione della data di entrata in vigore.

Gli atti vincolanti previsti nella legislazione comunitaria sono : i regolamenti, le direttive, le decisioni.

I Regolamenti

Un regolamento è un atto legislativo di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri. La portata generale consiste nel fatto che il regolamento non si rivolge a destinatari determinati ma a tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. E’ obbligatorio in tutti i suoi elementi nel senso che le disposizioni contenute devono essere rispettate nella loro interezza; infine la diretta applicabilità sta a significare che l’atto entra in vigore direttamente senza bisogno di un atto di ricezione o di adattamento da parte dei singoli ordinamenti statali. Essi producono dunque effetti immediati negli ordinamenti nazionali, al pari delle norme interne degli Stati membri. Espresse le suddette caratteristiche risulta logico capire che le istituzioni comunitarie ricorrono al regolamento quando vogliono adottare disposizioni uniformi in tutti gli Stati membri in relazione ad una determinata materia.
I regolamenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’ Unione Europea ed entrano in vigore il ventunesimo giorno successivo alla pubblicazione ovvero alla data in essi stabilita.


Le Direttive

La direttiva è un atto che vincola lo Stato o gli Stati membri cui è rivolta per quanto riguarda un obiettivo da raggiungere, cioè impone un obbligazione di risultato. Diversamente dai regolamenti quindi, la Comunità non mira a uniformare il diritto con questo atto, ma esclusivamente al raggiungimento di un determinato risultato, lasciando agli organi nazionali la scelta delle modalità per conseguirlo. In questo senso le nazioni facenti parte dell’Unione cui la direttiva è rivolta, devono adottare le misure volte a dare attuazione alle sue disposizioni entro il termine previsto dalla direttiva stessa. Dette misure possono consistere nell’adozione di nuove norme giuridiche o nella abrogazione o modifica di norme esistenti, incompatibili con gli obiettivi imposti dalla direttiva. La stessa assumerà il grado della fonte interna che la recepisce, quindi le direttive non hanno portata generale né applicabilità diretta; come i regolamenti vengono pubblicate sulla GUUE, ed entrano in vigore il ventunesimo giorno successivo alla pubblicazione; le direttive rivolte solo ad alcuni Stati acquistano efficacia nel momento in cui sono notificate ai destinatari.

Le decisioni

La decisione è vincolante in tutti i suoi elementi per i destinatari designati. Ha quindi carattere vincolante ma non portata generale, rivolgendosi solo a destinatari individuati, che possono essere sia Stati che persone fisiche o giuridiche. Le decisioni più rilevanti sono quelle emanate dalla Commissione in materia di concorrenza, le quali possono anche comportare sanzioni pecuniarie a carico delle imprese, in questo caso la decisione ha titolo esecutivo(si veda ad esempio il caso del colosso informatico che ha subito pesanti multe in questo ambito). Acquistano efficacia al momento della notifica ai destinatari o dalla data successiva espressamente indicata dall’atto.

Atti non vincolanti

L’art. 249 TCE individua, all’ultimo comma, quali atti non vincolanti le raccomandazioni e i pareri.

Le raccomandazioni

Come detto non hanno valore vincolante, ma esprimono solamente il punto di vista delle Istituzioni europee su un determinato argomento. Lo scopo delle raccomandazioni è di sollecitare i destinatari a tenere un determinato comportamento, che corrisponda agli obiettivi e alle finalità della Comunità.

I pareri

Simili alle raccomandazioni, non hanno potere vincolante ed esprimono un giudizio delle Istituzioni comunitarie riguardo una determinata materia. Apparentemente possono sembrare persino di livello inferiore rispetto alle raccomandazioni, tuttavia questo è un errore comune in quanto entrambe hanno lo stesso valore nella gerarchia giuridica, i pareri però a volte possono avere un elevato valore giuridico in quanto tenute in grande considerazione dalle autorità nazionali e internazionali in sede di verifica della compatibilità delle disposizioni comunitarie rispetto a quelle del singolo ordinamento. Raccomandazioni e pareri possono essere emessi nei confronti di Paesi membri, istituzioni comunitarie oppure singole persone fisiche e giuridiche.

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