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Il fallimento

Il fallimento è una procedura concorsuale ad esecuzione forzata sul patrimonio dell’imprenditore commerciale che si trova in stato di insolvenza.

Procedura fallimentare

Fasi della procedura fallimentare:
l'apposizione dei sigilli e l’inventario: il curatore provvede all’apposizione dei sigilli per far si che i beni non vengano rimossi o distrutti e redige l’inventario con cui si accerta dell’entità e della consistenza del patrimonio; il curatore subentra nell’amministrazione dei beni del fallito e può anche essere autorizzato a continuare per un certo periodo l’esercizio dell’impresa se dall’interruzione deriva un danno grave e irreparabile.

accertamento del passivo: serve a individuare i creditori aventi diritto ad essere soddisfatti sulla ripartizione dell’attivo; vengono anche determinati l’ammontare di ciascun credito vantato e gli eventuali diritti di prelazione;

liquidazione dell’attivo: i beni del fallito vengono tramutati in danaro ai fini del soddisfacimento dei creditori; questa fase avviene entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario;

ripartizione dell’attivo: si provvede ad attribuire il ricavato della liquidazione dell’attivo ai singoli creditori secondo il seguente ordine tassativo di preferenza: creditori prededucibili, creditori ammessi con prelazione sulle cose vendute, creditori chirografari.

Altre procedure concorsuali

concordato preventivo: si differenzia dal fallimento poiché l’imprenditore continua l’esercizio dell’impresa e l’amministrazione dei beni anche se controllato da un commisario giudiziale nominato dal Tribunale;

amministrazione controllata: è la procedura che si applica per il debitore, in temporanea difficoltà, che ha comprovate possibilità di risanare l’impresa;
liquidazione coatta amministrativa: è la procedura che avviene per gli enti pubblici economici (banche, società cooperative);

amministrazione straordinaria: è la procedura che si applica per le grandi imprese.
I requisiti per l’applicazione di questa procedura sono: numero dei dipendenti superiore a 200 unità; esposizione debitoria per un ammontare pari o superiore ai 2/3 dell’attivo dello stato patrimoniale;

effettive prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali.

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