Le elezioni delle Camere

Il Parlamento è eletto a suffragio universale diretto, principio in base al quale hanno diritto di voto tutti i cittadini della Repubblica senza alcuna distinzione (universalità) e senza alcun tipo di mediazione (direttamente).
L'età per poter essere eletti deputati (elettorato passivo) è fissata a 25 anni. La <<capacità di votare>> (elettorato attivo), invece, riguarda tutti coloro che hanno raggiunto la maggiore età, dal 1975 fissata a 18 anni.
I requisiti richiesti ai cittadini per eleggere i componenti del Senato e per diventare senatori sono diversi. Si può votare per il Senato al compimento dei 25 anni di età, mentre per essere eletti senatori occorre aver compiuto i 40 anni.

I sistemi elettorali
L'insieme delle regole che disciplinano il modo in cui avvengono le elezioni si definisce sistema elettorale. Ogni Paese sceglie il modo in cui eleggere i componenti del Parlamento, ma in teoria si possono distinguere due principali sistemi: proporzionale e maggioritario. Con il sistema proporzionale i membri del Parlamento rispecchiano, in proporzione, la volontà espressa dagli elettori. Ciò costituisce un vantaggio perché anche i piccoli partiti ottengono dei rappresentanti alle Camere, ma anche uno svantaggio, determinato dalla presenza di molti gruppi politici, che rende più difficile il raggiungimento di un accordo sulla formazione del Governo. Il sistema maggioritario, invece, premia il partito che ottiene più voti degli altri, in modo da garantire maggiore stabilità al Governo. In tal modo, però, i piccoli partiti tendono a scomparire dall'attività parlamentare.

La nostra Costituzione non si occupa dei sistemi per eleggere i componenti delle due assemblee, questione che è regolata dalle leggi ordinarie. La ragione è semplice: la procedura elettorale deve poter essere agevolmente adeguata ai diversi contesti storici e politici, fissarla in norme costituzionali ne avrebbe determinato un inevitabile e inopportuno irrigidimento. E' da tenere sempre ben presente che le modifiche alla nostra Costituzione richiedono un procedimento lungo e impegnativo.

Il sistema elettorale per Camera e Senato
Le elezioni di entrambi i rami del Parlamento sono avvenute con il sistema proporzionale fino al 1993, quando è stato introdotto un sistema misto: i seggi venivano assegnati per il 75% con il sistema maggioritario e per il 25% con quello proporzionale. Con tale procedura si è votato nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Nel dicembre del 2005 il Parlamento ha approvato una nuova riforma elettorale per sancire il ritorno al proporzionale, seppur con l'aggiunta di complessi meccanismi di correzione in senso maggioritario.

Per le elezioni della Camera dei deputati il territorio nazionale viene suddiviso in 27 circoscrizioni, che corrispondono nella maggior parte dei casi ai confini di una regione; fanno eccezione la Lombardia (tre circoscrizioni), il Piemonte, il Veneto, il Lazio, la Campania e la Sicilia (due circoscrizioni). A ciascuna circoscrizione viene attribuito un determinato numero di membri del Parlamento da eleggere (seggi) in relazione alla sua popolazione. I partiti in lizza possono concorrere da soli o collegati a una coalizione.
La ripartizione dei seggi per la Camera dei deputati coinvolge solo le coalizioni che hanno superato il 10% dei voti validi sul piano nazionale e al loro interno i partiti che abbiano superato il 2% o rappresentino minoranze linguistiche, nonché la lista che ha ottenuto più voti tra quelle che non hanno raggiunto il 2% (vale a dire il <<miglior perdente>>). I partiti che si presentano al di fuori di una coalizione devono conseguire almeno il 4% per poter essere rappresentati alla Camera. Alla coalizione (o alla singola lista) che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi a livello nazionale viene attribuito un premio di maggioranza affinché raggiunga, a meno che non l'abbia già ottenuta, la quota di 340 deputati (circa il 54% dei seggi).
Per il Senato il meccanismo è simile. Il riparto dei seggi è su scala regionale. Le circoscrizioni elettorali sono 20 e sono costituite dalle regioni, in ognuna delle quali concorrono alla distribuzione dei seggi le coalizioni con almeno il 20% dei voti, le forze che concorrono da sole con almeno l'8% dei voti e i partiti facenti parte di una coalizione con il 3%. E' previsto un premio di coalizione regionale: la coalizione che ha più voti in ogni singola regione avrà almeno il 55% dei seggi. In tal modo, il premio di maggioranza sarà attribuito in alcune regioni al centrodestra e in altre al centrosinistra.
Come si vota? Gli elettori possono apporre un solo segno sul simbolo della lista prescelta e non hanno la possibilità di esprimere la preferenza per una determinata persona, ma solo per un partito. La scelta dei candidati da far entrare in Parlamento è, in tal modo, affidata alle segreterie di partito, attraverso l'ordine di presentazione nella lista che le stesse redigono.
Infine, i partiti o i gruppi politici tra loro collegati che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale in cui delineano le proprie posizioni su questioni fondamentali: politica estera, economia, infrastrutture, salute e così via. Tale programma, che va sottoscritto per intero da tutte le forze della coalizione, che non possono limitare la propria approvazione solo ad alcuni temi, deve contenere anche nome e cognome della persona da loro indicata a capo della coalizione.

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