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GLI EFFETTI DEL CONTRATTO

La forza vincolante del contratto
Finché il contratto non è perfezionato, le parti conservano la loro libertà di addivenire o meno alla sua stipulazione. Ma dal momento in cui esso è perfezionato le parti sono obbligate ad osservarlo: infatti la legge dice che il contratto ha forza di legge tra le parti art 1372. anzi le parti sono obbligate non solo a riguardo del contenuto ma anche a tutte le conseguenze art 1374. per questo si può dire che una volta perfezionato non è + ammesso il recesso unilaterale, ossia il diritto di liberarsi unilateralmente dagli obblighi assunti: un contratto può essere sciolto x mutuo consenso o per cause ammesse dalle legge.
N.B. l’affermazione del mutuo consenso è superflua perché già nel 1321 la legge aveva affermato che attraverso il contratto è possibile estinguere rapporti giuridici.
Tuttavia un diritto di recesso convenzionale è affidato ad una delle parti, solo se questa facoltà venga esercitata prima dell’esecuzione del contratto art 1373.
Talvolta è la stessa legge che attribuisce il diritto di recedere ad una delle parti qualora si verifichino determinati presupposti: nei contratti di durata non vale più la regola dell’art 1373.

Effetti tra le parti e verso i terzi
Il contratto produce effetti solo fra le parti e non rispetto ai terzi. Ne discende il cd principio della relatività degli effetti del contratto. Esso non può danneggiare o giovare al terzo estraneo. Per questo si parla di principio di intangibilità della sfera giuridica altrui secondo il quale la sfera giuridica di un soggetto non può essere modificata dal negozio altrui.
Posto a deroga del principio della relatività degli effetti del contratto si ritrova il contratto a favore di terzi.
Nel diritto romano questo tipo di contratto era considerato nullo. L’art 1411 ammette in via generale la figura di questo contratto con cui le parti attribuiscono al terzo il diritto di pretendere in proprio l’adempimento di un contratto, benché stipulato da altri, subordinandone la validità alla condizione che lo stipulante abbia un interesse anche se morale all’attribuzione di un tale vantaggio al terzo. È indispensabile che le parti abbia pattuito e voluto l’attribuzione al terzo della titolarità di un diritto.
a) Il terzo acquista il diritto verso il promettente fin dal momento della stipulazione del contratto a suo favore, ma questo acquisto non è definitivo art 1411 comma 2. La stipulazione può essere revocata o modificata finché v’è la possibilità che il terzo possa rinunziarvi. Solo quando il terzo dichiari di volerne approfittare, la facoltà di revoca o di modifica è preclusa art 1411 comma 3. Se invece la prestazione deve essere effettuata dopo la morte dello stipulante, la destinazione del beneficio non ha carattere definitivo e la revoca è sempre possibile se lo stipulante non vi ha rinunciato art 1412 comma 1

b) Causa dell’acquisto del diritto a favore del terzo è contratto a suo favore: perciò il promittente può opporre al terzo tutte le eccezioni fondate su questo contratto ma quelle fondate su altri rapporti tra promittente e stipulante. Art 1413

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