Diritto di voto- articolo 48

 
Diritto di voto legato al principio democratico tramite un'attinenza diretta.
Ruolo essenziale affidato alla legge nel delineare le deliberazioni che vanno prese a completamento della costituzione.
Il diritto di voto è il diritto di esprimere un'opinione che in concorso con altre opinioni sullo stesso argomento produce una deliberazione, producono determinati effetti in base alle opinioni espresse dai votanti. Diritto che riunisce le opinioni dei votanti per avere degli effetti giuridici. La deliberazione dei votanti può essere volta in 2 direzioni:
• prendere una decisione, esempio al referendum, in cui la decisione degli elettori presa attraverso il voto produce un innovamento immediato.
• Votare per decidere chi decide. Elezione parlamento, giunta regionale, presidente di regione o sindaco. Dalla deliberazione dei votanti non nasce un effetto giuridico che li vincola, ma nasce un ulteriore organo pubblico che può decidere.
Art 48 non dà la definizione del voto, dice quali sono le caratteristiche del voto. 1 comma e 3 comma sono molto importanti. Il secondo comma è frutto di riforme costituzionali, legge costituzionale numero 1 del 2000, riguarda i cittadini all'estero e l'equilibrio del voto.
Sono elettori uomini e donne che hanno raggiunto la maggiore età, rimanda alle regole privatistiche e del diritto comune sul raggiungimento della maggior età e sulla piena maggior età per compiere rapporti civili.
Problema interpretativo- perché sono elettori tutti i cittadini?
Gruppo di articoli solo per i cittadini mentre i diritti inviolabili sono per tutti, anche i non cittadini.
Voto nelle elezioni amministrative a chi ha 5 anni di residenza protratta nello stato medesimo - 5 anni decisi dalla convenzione europea del 92, sottoscritta dall' Italia. Ma non fu ratificata perché l'articolo 48 è perentorio, sono elettori i cittadini, coloro che non hanno la cittadinanza italiana non possono votare. Il diritto di voto non è solo un diritto ma anche un dovere civico, comma 3. Si discusse se sia un dovere o un dovere civico, e se chi non votasse fosse punito.
Se il voto può essere considerato non solo un diritto ma anche un dovere, è essenziale per il funzionamento delle istituzioni. Un dovere non sanzionato per non eliminare la libertà. Se noi lo rendiamo un dovere, in realtà come fa a rimanere un diritto? Ci sono diritti che sono anche doveri. Esercizio della libertà può essere anche il non votare. Non si prevede una sanzione penale per chi non votava ma c'era la previsione che nel certificato penale si portava la menzione di "non ha votato", tutto ciò è stato eliminato nel 1993. Oggi il fatto che il voto sia un dovere civico, è volta al contrario, lo stato ha il diritto di promuovere il diritto di voto.
Principio di maggioranza: comporta che si voti tra due cose, ma non è sempre facile riportare la decisione a 2 cose. È possibile che uno dica che non gli va bene nessuna decisione nel campo, e quindi non votare.
C'è un caso, referendum abrogativo dell'articolo 75, per l'approvazione delle leggi ordinarie. Se la maggioranza degli aventi diritto al voto non vota esso non è valido. Il voto è un dovere civico, il voto è importante perché possa funzionare lo stato e i poteri pubblici.
L'idea che non si possa estendere il voto agli stranieri è infondata.
Un cittadino tedesco viene a risiedere in Italia, vota immediatamente per le elezioni del comune per il quale risiede.
Un cittadino statunitense, extra-Eu, è in Italia da 30 anni e non vota per nessuna elezione.
 
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