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Diritto privato - l'ordinamento giuridico

È il complesso di norme e d’istituzioni mediante cui è regolato e diretto lo svolgimento della vita sociale ed i rapporti tra i singoli individui. Un ordinamento giuridico si dice originario quando la sua organizzazione non è soggetta al controllo di un’organizzazione superiore.
Una collettività si dice organizzata se: ci sono delle regole di condotta; queste regole non sono transitorie ma determinano una struttura; le regole sono osservate.
Le regole servono per dare stabilità al sistema e garantire lo svolgimento ordinato e pacifico delle varie attività. L’ordinamento di una collettività costituisce il suo diritto.

La norma giuridica è la regola che concorre a disciplinare l’organizzazione della vita della collettività. La giuridicità di una norma deriva dall’inserimento di questa nell’ordinamento che contribuisce a formare. La forza vincolante di una norma giuridica non risiede nel suo contenuto ma nel fatto che questa è inserita in un documento dotato di autorità (ordinamento).

Non va mai confusa con la norma morale. Mentre quest’ultima è assoluta, funge dall’imperativo solo quando il singolo n’accetti il comando, la regola giuridica deriva la propria forza vincolante dal fatto di essere prevista da un atto dotato di autorità e si presenta come eteronoma cioè imposta dall’ordinamento.
I fatti produttivi di norme si chiamano fonti, la norma è espressione della volontà dell’organo investito del potere di elaborare regole. Non confondere il testo con il precetto o significato, risultato dell’interpretazione.

Un'altra distinzione alla quale è interessato il diritto è quella fra diritto positivo e diritto naturale.
Il diritto positivo (dal latino positum, che significa posto, stabilito) è l'insieme delle norme giuridiche vigenti, in un determinato momento storico, in uno Stato, e come tale trova un'espressione sinonimo nel già visto ordinamento giuridico o, più semplicemente, in diritto.
Il diritto naturale, invece, è l'insieme delle norme giuridiche rispondenti alle aspirazioni di giustizia e di uguaglianza sentite da un popolo in un determinato momento storico; molte di queste norme sono recepite dal Legislatore (ossia dall'organo preposto all'emanazione delle leggi: legislatore per eccellenza è il Parlamento), divenendo con ciò diritto positivo. Va da se che il diritto positivo deve cercare di sintonizzarsi il più possibile sulla lunghezza d'onda del diritto naturale, per cui un ordinamento giuridico è tanto più evoluto quante più norme del diritto naturale avrà calato nei propri ingranaggi.

La legge è un documento normativo (contenente norme giuridiche). In caso di inosservanza si ricorre alla sanzione; quando una norma è suscettibile di attuazione forzata la sua inosservanza produce in capo al trasgressore un danno che è detto sanzione. Per questo l’ordinamento giuridico prevede accanto alle norme primarie o di condotta una serie di norme di risposta o secondarie da far scattare in caso di inosservanza della legge. La difesa dell’ordinamento viene effettuata tra l’altro anche mediante misure preventive La sanzione può operare in modo :
· Diretto ® in tale caso la sanzione stessa realizza il risultato previsto dalla legge;
· Indiretto ® quando si serve di mezzi diversi per reagire alla violazione della norma.

Caratteri della norma giuridica :
· Generalità ® ovvero la norma non deve essere dettata per singoli consociati ma per categorie generali di individui;
· Astrattezza ® la norma deve rifarsi a situazioni ipotetiche (fattispecie).
Più importante è diventata perciò l’esigenza del rispetto del principio di eguaglianza per esprimere il connotato dell’astrattezza, principio cui ogni norma deve attenersi; tale principio può essere visto sotto due profili :
· Profilo formale previsto dal comma 1 dell’art. 3; A parità di condizioni deve corrispondere un trattamento uguale.
· Profilo sostanziale previsto dal comma 2 dell’art. 3. Si tratta di un programma per il legislatore ordinario sollecitato ad assumere misure idonee ad attenuare le differenze di fatto economiche e sociali che discriminano le condizioni di vita dei singoli.

In alcuni ma rari casi è permesso il ricorso all’equità: se l’applicazione di una norma comporta conseguenze che urtano contro il senso di giustizia, è ammesso al giudice il ricorso all’equità, in altre parole a comportarsi come avrebbe fatto il legislatore se avesse previsto il caso e non secondo le proprie concezioni personali.

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