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Diritto commerciale

Il diritto commerciale prende in considerazione e disciplina tutti quei fatti che ruotano intorno all’attività economica.
L’impresa viene definita dall’ articolo 41 della costituzione che dice:
L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

L'imprenditore e l'impresa
L’articolo 2082 definisce l’imprenditore e dice che:
chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”.

Da questa definizione si possono trarre i requisiti minimi per definire l’impresa:
1) Esercizio di un’ attività finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi;
2) Esercizio di un attività economica;
3) Esercizio professionale di tale attività;
4) Organizzazione di uomini e mezzi.

1) Esercizio di un’attività finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi, cioè che un esercizio di un’ attività deve avere come scopo quello di produrre e di dare beni o servizi, non può essere a proprio interesse.
2) Esercizio di un attività economica: l’ attività deve in qualche modo tendere a realizzare dei ricavi per sostenere gli eventuali costi dell’ impresa. Per l’imprenditore non ci può essere solo un profitto ma ci posso essere anche rischi dove l’imprenditore potrebbe perdere tutti i suoi capitali.
3) Esercizio professionale di tale attività: l’attività svolta dall’ imprenditore deve essere caratterizzata dalla professionalità quindi deve essere stabile e abituale.
4) Organizzazione di uomini e mezzi: per gestire bene un impresa c’è bisogno di organizzazione fatta di persone e beni che svolgono l’ attività economica in modo organizzata, a volte non c’è neanche bisogno di persone (es. edicola), è importante anche dire che anche le dimensioni dell’ impresa contano.

Le categorie di imprenditori
Possiamo individuare diverse categorie di imprenditori che vengono classificate con tre criteri:
1) Criterio qualitativo: cioè che si basa sull’ attività svolta (imprenditore commerciale ed imprenditore agricolo).

2) Criterio quantitativo: che tiene conto delle dimensioni dell’ impresa (piccolo imprenditore).
3) Criterio personale: che fa riferimento al numero di persone che svolgono quella determinata attività (impresa individuale e impresa collettiva).

L'imprenditore agricolo
L’imprenditore agricolo è definito dall’ articolo 2135 c.c. che dice: “è imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse” da questo si può dedurre una distinzione tra:
1) Attività agricole essenziali: che sono coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamenti di animali.
2) Attività agricole connesse: che sono una serie di attività connesse ad un’ attività agricola principale.
Attività agricole essenziali
- Coltivazione del fondo: è l’attività di sfruttamento delle risorse naturali della terra.
- Selvicoltura: coltivazione del bosco diretta alla produzione di legname.
- Allevamento di animali: allevamento di bestiame.
- Attività agricole connesse
Affinché una determinata attività possa considerarsi connessa è necessaria la presenza di due elementi di collegamento:
- Connessione soggettiva: il soggetto che la esercita deve essere un imprenditore agricolo.
- Connessione oggettiva: l’ attività connessa deve essere collegata e accessoriata rispetto a quella principale.

L'imprenditore commerciale
L’imprenditore commerciale è colui che esercita una delle attività indicate nell’articolo 2195 c.c. (es: attività industriale; attività di trasporto; attività bancaria; ecc…).

Piccolo imprenditore
Il piccolo imprenditore viene definito dall’articolo 2083 c.c. e dice che “sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccolo commercianti e coloro che esercitano un’ attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della propria famiglia”.

Impresa individuale e impresa collettiva
L’impresa individuale ha come capo una sola persona e su di essa grava il rischio dell’impresa.
L’impresa collettiva, invece, ha come capo più persone tra le quali il rischio dell’impresa viene ripartito.

Gli ausiliari dell'imprenditore
Nello svolgimento della sua attività, l’imprenditore ha normalmente bisogno di servizi forniti da altre persone.
Possono collaborare con l’imprenditore sia lavoratori subordinati, cioè soggetti assunti affinché lavorino all’interno dell’ azienda alle sue dipendenze e sotto la sua direzione oppure lavoratori autonomi che si obbligano a compiere per conto dell’ imprenditore un’ opera o un servizio senza alcun vincolo di subordinazione.
Alcune figure tipiche di lavoratori subordinati posso essere:
1) Institori;
2) Procuratori;
3) Commessi.
Tali soggetti sono caratterizzati dal fatto di avere la rappresentanza dell’ imprenditore.
- Institore: è colui che è stato preposto dal titolare all’ esercizio dell’ intera impresa commerciale (es: direttore generale o rappresentate generale).

- Procuratore: è colui che ha il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’ esercizio dell’ impresa.
- Commessi: sono soggetti privi di poteri generali cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi.

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