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Decentramento produttivo

Parlando del decentramento produttivo occorre anzitutto definire che cosa esso sia: decentrare, dunque, vuol dire scorporare, ossia affidare a terzi pezzi del processo produttivo necessari per la produzione di un bene o di un servizio, sia verso l'esterno facendo ricorso ad es al lavoro a domicilio o altra azienda, sia verso l'interno portando terzi all'interno della propria azienda.
Le ipotesi più importanti di decentramento riguardano il distacco e il trasferimento d'azienda.

Distacco d'azienda
Per quanto attiene il primo esso consiste nell'invio di un lavoratore cd. distaccatario presso un'altra azienda, per un periodo di tempo limitato (il che permette di evitare la somministrazione di manodopera che è illecita), per la realizzazione di una certa attività al fine di far fronte ad esigenze straordinarie (di tipo organizzativo, produttivo, economico...) del distaccante.

Peculiare in tale caso è il fatto che il lavoratore distaccato rimane dal punto di vista contrattuale vincolato al distaccante, pur essendo sottoposto al potere direttivo e disciplinare di un altro soggetto. Vi sono poi delle direttive comunitarie che regolano il distacco nell'ambito dell'Unione Europea.

Trasferimento d'azienda
Venendo ora a trattare del trasferimento d'azienda occorre anzitutto definire la nozione di trasferimento e poi quella di azienda.
Partendo dalla prima con trasferimento si intende qualunque atto che comporti un mutamento della titolarità dell'azienda o di un ramo di essa.
Per azienda poi non si intende il complesso di beni o servizi destinati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa come ex art.2555 cc., ma si intende un complesso economico dotato di autonomia funzionale, che pur non dovendo necessariamente essere presente sin dall'inizio, deve esserlo però al momento del trasferimento. stesso discorso per il ramo d'azienda che è semplicemente un'articolazione del complesso economico dotato di autonomia funzionale.
Venendo ora a trattare le conseguenze del trasferimento occorre subito concentrarsi sulla posizione dei lavoratori interessati dal trasferimento: essi hanno pieno diritto alla conservazione del posto di lavoro, tant'è che se il trasferimento comporta un notevole mutamento delle loro condizioni lavorative possono recedere dal rapporto di lavoro con gli effetti della giusta causa. Per le unità produttive con più di 15 dipendenti la legge richiede dei precisi obblighi di consultazione sindacale 25 giorni prima dell'atto di trasferimento. La violazione della suddetta procedura comporta condotta antisindacale reprimibile ex art. 28 Statuto dei Lavoratori.

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