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Costituzione Italiana - I principi fondamentali

Appunto sui Principi Fondamentali della Costituzione

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I principi fondamentali della Costituzione
La nascita della costituzione. L’assemblea costituente, eletta il 2 giugno 1946, aveva il compito di elaborare un nuovo testo costituzionale. Essa era composta da 556 membri, ristretti a 75 deputati che si articolavano in:
1. Diritti e doveri dei cittadini.
2. Organizzazione costituzionale dello Stato.
3. Rapporti economico-sociali.
Il 1° gennaio 1948 la costituzione entrò in vigore.
La struttura della costituzione. Essa è composta da 139 articoli e si compone di varie parti:
1. Principi fondamentali: sovranità popolare, diritti inviolabili, diritto al lavoro, ripudio guerra…
2. Parte I, diritti e doveri dei cittadini: rapporti civili, etico sociali, economici, politici ecc…
3. Parte II, ordinamento della Repubblica: competenze del parlamento, presidente della repubblica, governo, magistratura, autonomie locali (potere riconosciuto dallo Stato agli enti pubblici territoriali di emanare norme giuridiche e di svolgere funzioni proprie), garanzie costituzionali.
4. Disposizioni transitorie e finali: insieme di norme che consentono il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento.
I caratteri della costituzione. La costituzione è la legge fondamentale dello Stato che regola i rapporti tra i cittadini e stabilisce le norme per l’organizzazione dello Stato stesso. Essa è:
1. Votata: votata da un’assemblea democraticamente eletta dal popolo.
2. Compromissoria: perché alla sua formazione hanno collaborato forze politiche differenti, ma tutte unanimi nel ricercare un patto democratico a tutela dei diritti umani.
3. Lunga: non si limita a disporre l’organizzazione dello Stato e a garantire libertà civili e politiche ma riconosce altri diritti riguardo ai rapporti etici, sociali ed economici.
4. Rigida: le norme costituzionali non possono essere cambiate da leggi ordinarie ma solo da leggi di revisione costituzionale.
5. Democratica: perché il popolo partecipa alla vita dello Stato e esercita la sovranità.
6. Programmatica: perché consiste in un programma che le forze politiche hanno il compito di attuare in modo da farne una costituzione sostanziale.
L’attuazione della costituzione.
1. I primi anni ’50: pochi mesi dopo l’entrata in vigore della costituzione si accese lo scontro tra la sinistra e il fronte cattolico e alle elezioni dell’aprile del ’48 le sinistre furono estromesse dal governo. Sono ricordati come in attuazione del dettato costituzionale in quanto i governi di centro attuarono un cauto riformismo (politica indirizzata a modificare solo alcuni aspetti della struttura economica e sociale di uno Stato).
2. Seconda metà anni ’50: i principi astratti nella costituzione trovarono una propria attuazione attraverso l’istituzione della Corte Costituzionale (1956 la cui funzione fondamentale è di controllar e la legittimità costituzionale, ossia se sono in contrasto con i principi della costituzione, delle leggi ordinarie, in tal caso sono dichiarate illegittime e cancellate dall’ordinamento giuridico.
3. Anni ’60: presero avvio i governi di centro-sinistra, si affermò il consumismo, mentre i servizi sociali continuarono a essere trascurati. Nazionalizzazione dell’energia elettrica (nascita Enel), introduzione obbligo scolastico sino ai 13 anni e scuola media unica.
4. Anni ’70: approvazione dello Statuto dei lavoratori (nato in seguito alla lotta dei sindacati, contiene i diritti dei lavoratori e le regole dei sindacati), l’introduzione della legge per l’istituzione del referendum abrogativo e l’istituzione delle regioni a statuto ordinario (con poteri e autonomia particolari, Sicilia, Sardegna, Trentino, Friuli, Valle d’Aosta). Ci furono anche importanti riforme (fisco, diritto di famiglia, sanità) e diversi provvedimenti legislativi.
5. Anni ’80: i governi del pentapartito posero come tema essenziale del loro programma le riforme istituzionali (modifiche ai principi costituzionali relativi all’ordinamento della repubblica) mirate a eliminare i limiti del bilanciamento dei poteri dello Stato (instabilità di governo: governo sostenuto da maggioranza incerta che può venire a mancare da un momento all’altro, anche senza finire la legislatura; bilanciamento dei poteri: meccanismo costituzionale che tende a realizzare un equilibro tra i poteri. Nel ’83 fu nominata una commissione parlamentare per le riforme istituzionali.
6. Anni ’90: Il Presidente della repubblica (Scalfaro) proponeva di formare un’assemblea costituente o di trasformare le camere in organi costituenti. Nacque la lega nord che mira alla trasformazione dell’Italia in Stato federale. Nel ’92 dopo “Tangentopoli” ha bloccato i dibattiti e l’unica riforma di rilievo effettuata è stata quella della modifica del sistema elettorale in senso maggioritario. Nel ’96 è stata eletta una commissione bicamerale (deputati e senatori, in progetto di modificare la seconda parte della costituzione). Per il decentramento (trasferimento di funzioni legislative o amministrative dallo Stato alle Regioni) è stata avviata la riforma della pubblica amministrazione.
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