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COSTITUZIONE ITALIANA

Le tappe

4 marzo 1848 Carlo Alberto re di Savoia concede lo Statuto Albertino, che il "nonno" della costituzione.
Umberto di Savoia (luogotenente generale del Regno)decide di dare la possibilità al popolo di nominare un’assemblea costituente a suffragio universale. Ciò avviene il 2 giugno 1946 giorno nel quale si decide anche la forma di governo da dare al nuovo stato: monarchia o repubblica.

2 giugno 1946 con un referendum gli italiani votano i componenti dell’assemblea costituente

1946-1948 hanno luogo i lavori preparatori dell’assemblea:

•Capo provvisorio dello Stato: Enrico De Nicola
•Nomina di 75 deputati, componenti della commissione, che avevano il compito di preparare il progetto da presentare all’assemblea
•È composta da vari partiti: Partito comunista, Partito socialista, Democrazia cristiana, Partito d’azione e numerosi furono i contrasti tra loro

marzo 1947 iniziano i lavori dell’assemblea costituente

27 dicembre 1947 la Costituzione è promulgata dal capo dello Stato dopo aver ricevuto l’approvazione dell’assemblea costituente

1° gennaio 1948 la Costituzione entra in vigore
Struttura della Costituzione (134 articoli)

Principi fondamentali art. 1-12
PARTE I
Diritti e doveri dei cittadini art. 13-54
a. Rapporti civili art. 13-28
b. Rapporti etico-sociali art. 29-34
c. Rapporti politici art. 35-47
d. Rapporti economici art. 48-54
PARTE II
Ordinamento della Repubblica art. 55-139
a. Il Parlamento art. 55-82
b. Il Capo dello Stato art. 83-91
c. Il Governo art. 92-100
d. La Magistratura art. 101-113
e. Regioni, Province, Comuni art. 114-133 art. 115-124-128-129-130 abrogati
f. Garanzie Costituzionali art. 134-139
Disposizioni transitorie e finali I – XVIII

Com’è la Costituzione?


1. votata: approvata da un organo rappresentativo del popolo (assemblea costituente)
2. scritta: si usava fare così già dal XVIII secolo per distinguere le leggi nate da una volontà collettiva da quelle ordinarie;
si basa su principi democratici, antifascisti e antitotalitari;
patto/compromesso costituzionale: tutte le correnti politiche hanno dovuto trovare un punto di convergenza tra loro
3. lunga: spiega in modo completo e dettagliato i diritti dei cittadini, le garanzie di tali diritti, le funzioni degli organi istituzionali e i loro limiti
4. rigida: per evitare il mutamento dei principi di libertà e democrazia;
la revisione è possibile solo attraverso una procedura elencata nell’articolo 138;
Corte costituzionale: verifica la conformità delle nuove leggi con i principi costituzionali
5. sociale: lo Stato è intervenuto anche in campo economico-sociale
Principi fondamentali (sono quegli articoli che non possono essere oggetto di revisione costituzionale)
Questa parte della costituzione non può essere oggetto di revisioni costituzionali
art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

ANALISI DEL “PRINCIPIO DEMOCRATICO”

Nel primo comma sono evidenziati due elementi costitutivi di ogni Stato: la forma di governo e la forma di stato. Con il termine “Repubblica” si indica la forma di governo e ciò esclude la monarchia. La forma di governo dipende da colui che è il capo dello Stato:
•carica dinastica: è una carica vitalizia in quanto un uomo è sovrano dalla nascita e l’unico caso in cui il capo di stato può cambiare è l’abdicazione
•carica elettiva: è una carica a termine (7 anni in Italia) è può avvenire:
•per elezione del popolo (repubblica presidenziale)
•per elezione del parlamento (repubblica parlamentare)
La forma di stato indica invece se lo stato in questione è una democrazia o un assolutismo. Possiamo dire che il nostro è uno stato democratico poiché i tre poteri sono tra loro ben suddivisi e la sovranità appartiene al popolo:
•p. legislativo è in mano al parlamento, i cui membri sono votati direttamente dai cittadini che abbiano compiuto 18 (camera dei deputati) e 25 (senato) anni
•p. esecutivo è in mano al governo, i cui membri sono votati dai membri del parlamento e quindi indirettamente anche dai cittadini
•p. giudiziario è in mano alla magistratura, chiunque laureato in legge può entrare a far parte di questo organo istituzionale per merito partecipando ad un concorso pubblico.
Per quanto riguarda il lavoro, oltre ad essere il fondamento dello stato e come tale deve essere tutelato (connesso ad art.4), esso rappresenta l’unica distinzione tra persone su come esse partecipano alla vita pubblica, cioè su come esse lavorano per la comunità. Da questa ideologia ebbero vita i partiti socialisti e comunisti denominati anche “Partiti del lavoro”. Nella nostra Costituzione viene esplicitamente detto che lo Stato si mantiene grazie al lavoro di tutti e che ognuno di noi è degno di rispetto poiché contribuisce al bene della società lavorando.
Il termine “popolo” indica comunque un gruppo di cittadini dello Stato e quindi non tutti.
art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

ANALISI DEL “PRINCIPIO PLURALISTA”
Lo Stato garantisce tutti i diritti inviolabili dell’uomo sia esso preso in considerazione come singolo individuo che come organizzazione o gruppo di persone, in quanto è uno dei firmatari di alcuni patti su questo argomento:

•Dichiarazione universale dei diritti umani (9 dicembre 1948): approvato dall’assemblea ONU e firmata da quasi tutti gli Stati questo documento non prevede sanzioni per le trasgressioni.
•Patto sui diritti civili e politici e Patto sui diritti sociali (1966): sono stati rettificati dall’Italia e prevedono sanzioni per le eventuali trasgressioni.
Alcuni dei diritti garantiti dallo Stato sono: la libertà di opinione (art.21) e le formazioni sociali (scuola, classe, squadra, sport, famiglia, associazioni, partiti politici, mafia, sindacati, consigli).
La solidarietà espressa nella seconda parte dell’articolo significa partecipare alle esigenze altrui…
•con soldi (essere solidali economicamente)
•con attività sociali (essere solidali socialmente)
•aderendo ai partiti, distribuendo volantini, raccogliendo firme, andando a votare e non rimanendo indifferenti alla politica (essere solidali politicamente)
Il fatto che in questo articolo la parola “cittadino” sia sostituito con il termine “uomo” significa che questo è valido anche per coloro che non sono cittadini dello Stato italiano.
art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

ANALISI DEL “PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA FORMALE E SOSTANZIALE DI FRONTE ALLA LEGGE”

•Principio di uguaglianza formale
•Principio di uguaglianza sostanziale
La pari dignità sociale significa “essere degno” del rispetto degli altri ovvero tutti siamo uguali in dignità e diritti.
art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

ANALISI DEL “PRINCIPIO DEL DIRITTO AL LAVORO”
Il fatto che vengano nominati i “cittadini” significa che comunque i diritti sono riconosciuti solo alle persone che possiedono la cittadinanza italiana ed è quindi un diritto limitato. È inoltre detto che lo stato “riconosce e promuove il diritto al lavoro” e lo fa mediante gli uffici di collocamento e i bandi di concorso. Il lavoro deve essere considerato come valore preminente e assoluto e non come un privilegio in base alla casta sociale di appartenenza. Lo Stato deve tuttavia impegnarsi affinché ogni cittadino trovi un’occupazione che risponda alle proprie esigenze e che gli fornisca un sostentamento autonomo (condizioni indispensabili per una libertà).
Nel secondo comma si enuncia il dovere di svolgere attività che promuovano la società. Il progresso spirituale della società è dato da professioni in ambito culturale e scientifico. Per riassumere i principi descritti in questo articolo sono:
•Diritto al lavoro
•Lo Stato promuove questo diritto
•Possibilità di scelta
•Utilità
art. 5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

ANALISI DEL “PRINCIPIO DEL DECENTRAMENTO”
Questo articolo enuncia oltre all’unità e all’indivisibilità dello Stato, un decentramento antartico che, se da una parte permette la delegazione di alcuni poteri agli enti locali, dall’altra costituisce un ostacolo per la creazione di una Stato federale. Gli enti locali (comuni province, regioni) godono di ampia autonomia in ambito governativo (autogovernarsi), giuridico (emanazione norme giuridiche e propri regolamenti) e in altri settori di competenza specifica.
1970 autonomia delle regioni
art. 6 La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
ANALISI DEL “PRINCIPIO DELLA TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE”
Lo Stato ha emanato apposite leggi che tutelino le minoranze linguistiche attualmente riconosciute in Italia, esse sono quella francese (Valle d’Aosta e Piemonte), albanese (Puglia), tedesca (Alto Adige), slovena (Venezia Giulia) e greca (Calabria). Nelle regioni in cui sono state riconosciute le minoranze etniche viene riconosciuto il diritto ad avere due lingue ufficiali (bilinguismo). Questo viene visto come un impegno per eliminare gli ostacoli discriminanti nei confronti dei cittadini.
art. 7 Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modifiche dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

ANALISI DELLA LACITA' STATO
La Chiesa ha il dovere di non interferire negli affari dello Stato e viceversa (Stato e Chiesa sono autonomi e non ammettono interferenze) ma c’è da sottolineare che su alcune leggi parlamentari interviene direttamente la conferenza episcopale (v. aborto).
art. 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Questo articolo proclama la tolleranza religiosa anche di fronte alla legge. Questo principio è molto evidente per esempio nella dichiarazione dei redditi quando si può scegliere se destinare l’8‰ (=parte delle tasse) allo Stato, alla chiesa cattolica o ad altre confessioni religiose. Lo Stato italiano ha intrapreso un processo di dialogo e equiparazione per ora soltanto con chiese cristiane come i valdesi, gli avventisti e i battisti.

APPROFONDIMENTO SU ARTICOLI 7/8

1929 Concordato lateranense (firmato da Gasparri e Mussolini con Pio IX) che garantiva l’indipendenza territoriale della Santa Sede (“questione romana”)
Emanazione della legge 1159 che dichiara la presenza di altre religioni giuridicamente inferiori
18 febbraio 1984 accordo di Villa Madama che modifica il concordato lateranense
•La religione cattolica non è più la religione di Stato
•La Chiesa è indipendente dallo Stato ma tra loro avvengono collaborazioni e aiuti
•La Chiesa resta libera di svolgere la sua missione pastorale
•Il clero non riceve alcun sostentamento dallo Stato ma si mantiene con i contributi dei fedeli
•L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole è facoltativo
•Ai fini civili il matrimonio cattolico non è valido se non viene ratificato in comune
Oggi molte religioni hanno ottenuto lo stesso riconoscimento sul territorio italiano
art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

ANALISI
È l’unico articolo che tratta della tutela ambientale. Lo Stato si impegna a sviluppare e promuovere la cultura e la ricerca, strumenti di progresso civile e sociale, e a difendere e tutelare l’ambiente e il patrimonio storico (documenti storici) e artistico (sculture, quadri e chiese) mediante lo stanziamento di fondi. Con questo articolo si dice anche che quello che viene rinvenuto appartiene allo Stato che poi lo cederà ad un museo. Questo articolo è attuato solo in parte in quanto la tutela ambientale è ancora un problema molto diffuso a causa dell’inquinamento e del dissesto idrogeologico.
art. 10 L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello Straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

ANALISI
Nella Costituzione italiana non esiste una legge che regoli il diritto d’asilo.
art. 11 L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
art. 12 La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
PARTE I – Diritti e doveri dei cittadini
a. Tutte le libertà: libertà di pensiero, libertà di espressione, libertà di stampa, …
b. I diritti riguardanti scuola, famiglia e salute: diritto di matrimonio, diritto di studio,…
c. Sono il diritto di voto il diritto di formare nuovi partiti politici
d. Sono tutti i diritti riguardanti la proprietà privata e il lavoro
I doveri dei cittadini sono invece:
1. dovere di difendere la propria patria
2. dovere di contribuire al sostentamento economico dello Stato

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