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Costituzione Italiana

Storia:

Si può affermare che la nostra costituzione nasce nel 1861, con lo STATUTO ALBERTINO, sebbene sia ancora ben lontana –sia per forma ma soprattutto per contenuto- da essere quella che conosciamo e che è attualmente in vigore.

Lo statuto albertino, dopo l’unificazione, viene dunque esteso a tutta l’Italia.
Esso prevede che le leggi non possano essere approvate senza la collaborazione del sovrano, così come non è possibile attuare la giustizia o costituire un ministero.
L’assemblea del parlamento può inoltre essere sciolta dal sovrano in qualsiasi momento.
Allo stesso tempo il re è al di sopra di qualsiasi responsabilità civile, giuridica o penale.
Il governo –prevede lo statuto- sarà formato da coloro che hanno il più alto censo tributario del regno.

Il suffragio è riservato a pochi.

Durante il fascismo, lo statuto –che poteva essere modificato con leggi ordinarie- subisce ulteriori rimaneggiamenti, e pian piano il regime inizia così a controllare ogni aspetto della vita del cittadino.

La nostra costituzione, così come la conosciamo –assai più democratica-, si sviluppa concettualmente solo nel periodo tra il 1943 e il 1948.
Le tappe che portano dallo statuto alla nascita della costituzione possono considerarsi 4:
1) TRA IL 25 LUGLIO E L’8 SETTEMBRE 1943: in questa prima fase si cerca di ripristinare lo statuto nella sua forma, se non originaria, comunque epurata dalle aggiunte subite durante gli anni della guerra;
2) 4 GIUGNO 1944: lo statuto viene riesaminato alla luce di nuove considerazioni riguardo la monarchia, il fascismo e il rapporto tra i due;
3) GIUGNO 1946: in Italia è presente un governo luogotenenziale;
4) 1946-1948: nascita della COSTITUZIONE elaborata dalla COSTITUENTE.

Caratteristiche:

La Costituzione è una legge scritta che contempla sia le normative dello stato sia i diritti e i doveri del cittadino.

Essa comprende 139 articoli così suddivisi:
ART. 1-12: caratteri generali della legge e dello stato;
ART. 13-54: diritti e doveri dei cittadini;
ART 55-139: principi della Repubblica Parlamentare.

I principi della Repubblica devono essere condivisi da tutti i partiti politici e riguardano le LIBERTA’ INDIVIDUALI e I RAPPORTI SOCIALI, il LAVORO e LA SUA TUTELA, e GLI ORGANI FONDAMENTALI DELLO STATO.

La Costituzione è riconosciuta da tutti i partiti in quanto le sue leggi (immediate o differite) sono frutto di un compromesso tra le varie forze, e tengono conto della LIBERTA’ e DIGNITA’ della persona.


Articoli Principali:

Qui di seguito si riporta il testo degli articoli principali e più importanti della costituzione.

L’Italia è una Repubblica democratica basata sul lavoro”: questo significa che il lavoro è alla base dello sviluppo sociale. Il lavoro è inoltre tutelato in tutte le sue forme.

Titolare della sovranità è il popolo, che la esercita nei limiti della costituzione”: in realtà delegato del popolo è il Parlamento. Il popolo esercita direttamente la sua sovranità solo nei referendum.

Nessuna costituzione può togliere i diritti inalienabili dell’individuo”: tra di essi il diritto alla vita, la libertà di pensiero….

Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e socialmente”: nella Costituzione non mancano neanche note di solidarietà. Quest’articolo afferma che non sono consentite discriminazioni (che possono verificarsi sia quando casi simili sono trattati differentemente che quando casi dissimili sono trattati ugualmente) o esclusioni sociali.

Ordinamento Interno:

COMPITI DELLA REPUBBLICA: Non basta garantire qualcosa perché questa avvenga. Compito principale della Repubblica è perciò quello di creare anche le basi affinché l’attuazione degli articoli della Costituzione sia possibile. Questo non avviene sempre (non sempre infatti le condizioni interne garantiscono lavoro, per esempio), e questo fa capire che –sotto molti aspetti- la costituzione italiana è in parte solo ideale.

REGIONI: Secondo la Costituzione la nazione è una, tuttavia vengono riconosciute anche le autonomie locali. La nostra costituzione riconosce un DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO (per esempio i comuni, che sono corpi intermedi tra cittadino e stato). Si tutelano inoltre le minoranze linguistiche (come ad esempio nel Trentino Alto Adige).

STATO E CHIESA: Secondo la Costituzione questi due enti sono indipendenti. Le leggi che regolano il rapporto tra i due sono frutto di una ampia modificazione dei precedenti “patti lateranensi”. Lo stato è laico (dunque la religione a scuola non è obbligatoria).

Altri Articoli:

ARTICOLO 7: Secondo questo articolo, la Chiesa è un ordinamento giuridico originario, al di sopra dello stato stesso. Questo determina la presenza di un SISTEMA PLURALISTICO, ovvero il fatto che la sovranità non sia esclusiva all’interno del Paese. Questo articolo è stato, a suo tempo, fra quelli maggiormente dibattuti.

ARTICOLO 8: Quest’articolo tratta delle “CONFESSIONI RELIGIOSE”. La chiesa cattolica ha radici antichissime nella cultura italiana. Diverse, rispetto a questa, sono dunque le altre confessioni religiose. Ma esse sono comunque libere. Per questo non tutte le religioni sono uguali di fronte alla legge (il venerdì mussulmano o il sabato ebraico non sono riconosciuti come giorni festivi dalla legge, così come le altre festività non cattoliche), tuttavia esse sono professate LIBERAMENTE. Gli statuti delle religioni non cattoliche non devono comunque essere in contrasto con la Costituzione italiana. I rapporti tra religione e stato POSSONO essere regolati dallo stato in taluni casi.

ARTICOLO 9: Quest’articolo riguarda LA CULTURA E L’AMBIENTE STORICO-ARTISTICO.

ARTICOLO 10: Quest’articolo riguarda gli STRANIERI nel Paese. Esso prevede una serie di norme internazionali, secondo cui tutti i diritti fondamentali sono sempre e comunque da conservarsi.

ARTICOLO 11: Quest’articolo riguarda la GUERRA. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, infatti, il pericolo dei conflitti armati è estremamente più grande, di conseguenza deve essere evitato il più possibile. Questo articolo affronta il tema della guerra da un punto di vista etico e giuridico, determinando un ripudio verso il passato (per esempio verso l’espansione IMPERIALISTA).
In un certo senso esso richiama quanto affermato da Don Milani, il quale indicava la possibilità, per il cittadino chiamato alle armi, dell’obiezione di coscienza.
Le obiezioni previste sono di carattere ideologico, e sono sostituite dal SERVIZIO CIVILE.
Lo Stato consente anche di limitare le proprie libertà per questioni internazionali, se questo è utile per mantenere la pace.
La stessa CEE viene istituita per eliminare le barriere che dividevano l’Europa e permettere un clima di solidarietà.

ARTICOLO 12: Quest’articolo riguarda la BANDIERA.

L’offesa alla bandiera deve essere punita con il carcere.

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