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Commento ai primi tre articoli della Costituzione della Repubblica italiana

Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

L'art.1 sancisce (stabilisce) che l’Italia ha come forma di governo quella repubblicana democratica. Repubblicana poiché gli organi di direzione politica vengono eletti (rimanendo in carica per un tempo determinato), democratica perché il potere è esercitato direttamente dal popolo. Il popolo è soggetto (vincolato, tenuto, obbligato) al rispetto dei principi e dei diritti sanciti dalla Costituzione. L'art.1 afferma che il lavoro è il fondamento sociale su cui si basa la repubblica. L’articolo pone quindi i lavoratori al centro della vita politica, economica e sociale del Paese. Ogni cittadino gode del diritto – dovere di praticare una attività lavorativa.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
L’art. 2 afferma che esistono alcuni diritti di cui ogni essere umano ha diritto di godere. Sono quei diritti che ogni uomo possiede per nascita come per esempio il diritto di libertà, di uguaglianza e quindi il diritto alla vita, al rispetto della persona (fisica) e della sua dignità. Tali diritti non sono quelli che sono stati creati dallo Stato. Tutte le componenti che costituiscono la Repubblica Italiana, come le Regioni, le Province, i Comuni, riconoscono e garantiscono (assicurano) il godimento di tali diritti ad ogni uomo, anche se cittadino non italiano. Essi spettano al singolo e alle associazioni che esso costituisce e quindi alla famiglia, ai partiti, alla scuola, ai sindacati ecc…

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
L’art. 3 stabilisce che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge senza distinzioni di razza sesso lingua religione ecc… Ogni legge che stabilisca diversamente sarà dichiarata incostituzionale. La Repubblica ha il dovere di rimuovere (eliminare) tutti gli ostacoli di ordine politico, economico e sociale che possano limitare l’uguaglianza e la libertà dell’individuo.

Questo articolo consente di colmare, attraverso l’emanazione di opportune leggi eventuali differenze, legate a particolari condizioni personali, sociali o culturali che possono esistere fra alcune categorie di cittadini consentendo di ristabilire quell’uguaglianza che altrimenti non potrebbe sussistere. Un esempio è costituito dalle leggi che tutelano le lavoratrici madri o i soggetti diversamente abili.

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