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Costituzione americana

La Costituzione
Essa si ispira alle idee di Montesquieu sulla divisione dei poteri in modo rigoroso. Controlli ed equilibri è la formula con la quale i padri costituenti indicano l’equilibrio tra i poteri che hanno realizzato.
Si ha la tripartizione classica dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

Potere legislativo
Il potere legislativo viene affidato al Congresso degli Stati Uniti composto da due Camere:
- il Senato, composto da due senatori per ogni stato dell’unione. Tutti gli stati sono rappresentati alla pari. I senatori sono eletti per sei anni dalle assemblee legislative dei singoli stati;
- la Camera dei rappresentanti, segue il principio della popolazione ossia c’è un rappresentante ogni 30.000 abitanti. È con cadenza biennale.
Una legge per essere approvata ha bisogno del consenso delle due camere.

In generale il Congresso ha il potere legislativo, fa e approva le leggi, si occupa della politica fiscale, ratifica i trattati internazionali, dichiara la guerra, stabilisce le spese dello stato, tutti i poteri legati alla dimensione legislativa.
Tra i due rami del Congresso vi sono però delle specializzazioni:
- la Camera dei rappresentanti si occupa delle questioni fiscali e finanziarie che colpiscono ogni singolo cittadino;
- il Senato è specializzato in quello che riguarda l’esercito, le forze armate e la politica estera.
Il Congresso effettua anche un controllo sull’operato del Presidente degli Stati Uniti:
- la Camera dei rappresentanti può metterlo sotto accusa per tradimento o per spergiuro (impeachment);
- il Senato si trasforma in camera giudicante.
Il Senato ha inoltre un ruolo di controllo perché deve ratificare alcuni atti del presidente.
Il Presidente può ratificare i trattati internazionali che devono però essere ratificati anche dal Congresso, egli può decidere di mandare le truppe americane per 90 giorni in varie parti del mondo ma allo scadere di questi il Congresso deve approvare questi atti.

Potere esecutivo
Spetta al Presidente degli Stati Uniti, una repubblica presidenziale, dove il capo dello stato e il capo del governo coincidono.
Il presidente degli Stati Uniti:
- viene eletto ogni quattro anni;
- è capo supremo delle forze armate;
- ha il potere di nominare i giudici della fonte costituzionale;
- una legge per diventare operativa deve avere la firma del Presidente il quale può rifiutarsi di firmarla una prima volta rimandandola al Congresso, se questo però riapprova la legge con i due terzi di maggioranza, obbliga il Presidente a firmare;

- sceglie i ministri e nomina i principali capi degli uffici federali.
C’è un sistema in vigore negli Stati Uniti che in parte è stato portato anche in Italia: lo spoil sistem, il sistema delle spoglie, cioè il vincitore prende tutto nel senso che ad ogni cambio di amministrazione presidenziale americana il nuovo presidente appena entrato nelle sue funzioni non solo nomina i ministri ma nomina anche tutti i vertici dell’amministrazione federale dello stato.

Sistema di elezione del Presidente
Il Presidente non viene eletto direttamente dalla popolazione, ma le elezioni sono fatte all’interno di ogni stato e il candidato che vince prende i voti elettorali di quello stato. Sono elezioni indirette in base al quale ogni stato dell’unione ha dei voti elettorali per il presidente, ha un peso elettorale dato dalla somma dei numeri dei rappresentanti che lo stato ha nel Congresso più i due senatori.
Questo sistema è stato pensato per correggere in parte il peso dei piccoli stati, sommando sempre due, il numero dei senatori, anche uno stato con pochi abitanti viene un po’ più rafforzato.
All’interno di ogni stato viene stabilito come si vota e chi ha diritto di voto. Alla nascita degli Stati Uniti votavano solo coloro che pagavano una certa quota di tasse, in alcuni solo i maschi a prescindere dal reddito mentre negli stati del sud i neri non verranno fatti votare fino agli anni ’60 del ‘900.

Il potere giudiziario
Viene assegnato alla Corte suprema composta prima da cinque poi da sette e adesso da nove giudici a vita nominati dal Presidente e che non possono essere rimossi né dal Congresso né dal Presidente. Il giudice intoccabile nelle sue decisioni a garanzia dell’indipendenza della corte suprema che vigila sul rispetto della Costituzione e sulle contese tra stato e stato o tra stati e governo federale.

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