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Condominio: definizione

Quando si applica la disciplina del condominio? nei casi in cui ci sono 4 o più condomini essi hanno il diritto di chiedere all’autorità giudiziaria di essere nominati amministratore. se invece, il numero dei condomini è pari a due, non si applica la disciplina di comunione, bensì di condominio. che disciplina si applica, invece, al server di rete? ci sono 20 computer collegati, il server è parte comune dei computer perciò è la disciplina del collegamento funzionale tra beni, ogni parte che essenziali per lo sfruttamento dei beni la si applica. quindi, non si tratta del condominio.
libro terzo della proprietà, capo ii del condominio negli edifici art. 1117 - parti comuni dell'edificio - sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo (regalo alla libertà all’autonomia privata di modificare la conseguenza che l’ordinamento giuridico ne trae dal fatto che talune parti sono necessaria all’uso comune, stabilisce un effetto non una causa):

1) il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune;
2) i locali per la portineria e per l'alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune; riguarda gli impianti
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e simili fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini. riguarda i locali
si tratta di un elenco esemplificativo. infatti, non perché non sia elencato anche il pianerottolo, o il solaio ecc.. essi non ne fanno parte. si potrebbe dire, infatti affermare, che sono oggetto di proprietà comune tutte le parti dell’edificio strutturalmente e funzionalmente suscettibili di uso comune. ci sono, tuttavia altri casi in cui la legge trae la dignità, la qualità di un rapporto umano una conseguenza giuridica. si tratta del 219, in cui i coniugi rifiutano il regime di comunione legale.
art. 219 - prova della proprietà dei beni - il coniuge può provare con ogni mezzo nei confronti dell'altro la proprietà esclusiva di un bene. i beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi.Legislatore, non segue l’ego bensì la via della rilevanza e della dignità dei beni, dei rapporti, delle attività, dei soggetti.
es.: proprietà esclusiva della facciata, senza specificazione, il proprietario può utilizzarla nel modo che ritiene può opportuno, nonostante sia parte comune dell’edificio.
es.: un impresa vende a privati tot. ville e si riserva la proprietà al centro di esse, di un suolo di tot. ettari senza specificazione. l’impresa potrà, quindi, farne un campo da golf, un paro giochi ecc.. tuttavia, la diversa specificazione del bene in questione implica l’aumento di valore o la diminuzione degli altri immobili. per questo motivo, sorgono conflittualità.Prendendo in considerazione i super condomini o qualsiasi villaggio residenziale, che se è pur vero che le norme giuridiche hanno il carattere dell’universalità e dell’astrattezza, ma non si astraggono dalla situazione di beni funzionalmente collegati fra loro. nel caso all’interno di un condominio, un appartamento sia succeduto a pi eredi, chi partecipa all’assemblea condominiale? nelle disposizioni di attuazione si afferma che o gli interessati raggiungono un accordo fra loro oppure il presidente dell’assemblea del condominio lo sceglie attraverso un sorteggio.

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