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L’idea di Europa Unita
Alla vigilia della II guerra mondiale l’Europa dominava gran parte del mondo economicamente, culturalmente e militarmente, ma l’Europa uscì dalla guerra con un’economia in declino. È sembrato chiaro che con la presenza di superpotenze (Usa, Urss) il potere degli stati nazionali era scarso. È così riemerso quel progetto che alcuni intellettuali manifestavano da tempo: una federazione europea come un organismo sovranazionale che fosse in grado di limitare i poteri degli Stati membri e garantire la pace. Nacque nel 1947 il Movimento federalista europeo con l’idea di costruire gli Stati Uniti d’Europa (anche Churchull affermò la necessità di esso nel ’46) strutturati come organizzazione sovrannazionale dotata di effettivi poteri. Per avere però una sovranità europea bisogna che gli Stati rinuncino a una parte di sovranità nazionale.

Nascita della Comunità Europea

Il processo d’integrazione europea è stato graduale ed è partito da una forma di cooperazione economica, limitata a settori strategici. Questo ha avuto inizio il 18 aprile 1951 quando Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussenburgo hanno firmato a Parigi il trattato istitutivo della Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio, è stata il primo organismo comunitario), i cui obbiettivi erano: garantire la fornitura di carbone e acciaio, regolamentare i prezzi, migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e seguire lo sviluppo dell’industria carbosiderurgica. L’istituzione della Ceca è il primo passo verso l’unità europea perché attraverso essa si è aperta la strada all’integrazione economica dei Paesi europei. L’idea della Ceca era stata proposta da Robert Schuman, nel 1950, per dare vita a un mercato comune tra Francia e Germania. La scelta dell’integrazione graduale, partendo da un integrazione economica limitata, si è rilevata vincente. I Paesi aderenti alla Ceca vollero realizzare anche la Cee (comunità economica europea, che mirava ad arrivare ad un integrazione economica sociale e politica attraverso un mercato comune.) e la Ceea (Comunità europea dell’energia atomica, o Euratom che mirava a creare un mercato comune dell’energia atomica). Entrambi entrarono in vigore il 1 gennaio 1958.

Le finalità della Cee: gli obbiettivi principali della Cee sono:
* Eliminare di ogni misura protezionistica tra i Paesi membri con l’abolizione dei dazi doganali.
* Adottare politiche comuni (Agricola, sociale, commerciale)
* Favorire la libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali.
La realizzazione delle libertà ha dato vita al mercato comune europeo (Mec) pilastro della comunità:

* Libera circolazione delle merci: costruzione di un’unione doganale, abolizione delle barriere esistenti.
* Libera circolazione dei lavoratori: diritto dei lavoratori di spostarsi liberamente nel territorio comunitario per trovare lavoro e impiantare imprese nel territorio comunitario.
* Libera prestazione dei servizi: libertà di stabilimento
* Libertà di circolazione dei capitali: diritto dei cittadini dei paesi membri di acquistare beni immobili e valori mobiliari, o aprire un conto bancario in ambito comunitario.

La comunità verso il mercato unico

Nel 1967 per realizzare una politica comune più coerente i tre organismi comunitari (Ceca, Cee, Ceea) si unificano affidano la direzione a istituzioni comuni (commissione europea, consiglio dei ministri, parlamento europeo) e ampliano le loro finalità alla sfera sociale proponendosi di: rimuovere ogni barriera per un maggior progresso economico/sociale; accrescere l’occupazione e migliorare le condizioni di vita; dar vita a un’unione europea più stretta; salvaguardare la pace e la libertà tra i popoli.
Nel 1973 entrarono nella comunità Danimarca, Irlanda, GB. Nel 1979 viene istituito il Sistema monetario europeo (Sme), un accordo di cooperazione monetaria per stabilizzare i tassi di cambio. Sempre nel 1979 viene eletto il Parlamento Europeo che da impulso a due progetti: ripresa dell’integrazione economica, trasformazione della Comunità in Unione Europea. Nell’1981 aderisce la Grecia. Nell’1985 viene presentato il Libro bianco, insieme di provvedimenti per la realizzazione del mercato unico europeo. Nell’1986 entrarono Spagna e Portogallo, e viene firmato l’atto unico europeo con il quale c’è un ampliamento dei poteri del Parlamento, l’adozione di nuove politiche comuni, e lo slancio verso un integrazione sociale. L’atto unico inoltre cambia il mercato comune con il mercato interno o mercato unico. Il mercato comune è uno spazio senza frontiere interne nel quale viene assicurata la libera circolazione delle merci delle persone dei servizi e dei capitali.

Sono state eliminate le barriere fisiche (dogane, frontiere). Anche le barriere tecniche (aspetti tecnici dei prodotti) sono state superate grazie al principio del muto riconoscimento (beni prodotti in uno Stato sono commercializzabili anche negli altri Stati). I paesi membri si sono impegnati a introdurre un sistema di imposizione fiscale indiretta uniforme per le barriere fiscali. L’atto unico mira a: - creazione di un mercato unico europeo entro il 1992 – realizzazione dell’unione monetaria europea (introduzione moneta unica, istituzione banca centrale europea), - emanazione della Carta sociale europea – attuazione di una politica estera comune.

Convenzione di Schengen e abolizione delle frontiere

Dall’1985 Germania Francia e benelux firmano l’accordo di Schengen. Nel 1990 l’accordo si concretizza con la Convenzione di Schengen a cui aderisce anche l’Italia che ne entrerà a far parte nel 1998 per ritardi legislativi.
L’accordo consiste nel:
- Passaggio della frontiera senza controllo.
– Cittadini di altri Paesi comunitari con normali controlli di identità alle frontiere (è sufficiente la carta d’identità).
– Cittadini di Paesi terzi è necessario visto o permesso di soggiorno.

Organizzazione dell’UE

L’amministrazione dell’Unione è affidata a:

* Consiglio dell’unione europea o consiglio dei ministri: si riunisce a Bruxelles è formato da un ministro, che rappresenta il governo, per ciascun paese, e la sua composizione varia a seconda dell’argomento trattato. La presidenza spetta a turno, ogni sei mesi, a ciascuno degli Stati membri. Le decisioni in tema di politica fiscale e su natura costituzionale vengono prese all’unanimità, negli altri casi è sufficiente una maggioranza qualificata. I voti sono ripartiti secondo il peso demografico e economico. Il consiglio ha tre poteri: - emana gli atti normativi; - definisce e approva le politiche comunitarie; - ratifica i trattati.

* La commissione europea: è l’organo esecutivo, e ha sede a Bruxelles. È composto da 20 membri nominati dal governo di ogni stato membro. I commissari e il presidente sono scelti tra i cittadini in base alle loro competenze. La composizione della commissione dipende dall’estensione e dalla popolazione dello stato (piccoli 1 rappresentante, grandi 2). La commissione ha un mandato di 5 anni (4 sino al 1995). Essa: - vigila sulla corretta applicazione dei trattati; -può avviare le procedure di infrazione; - propone gli atti normativi al Consiglio; - applica gli atti normativi; - gestisce i fondi comunitari.

* Il parlamento europeo: istituto nel 1958, ha sede a Stransburgo. Esso viene eletto ogni 5 anni dai cittadini degli stati membri a suffragio universale e diretto(prima del 1979 i suoi membri erano scelti tra quelli dei parlamenti nazionali). Attualmente i seggi sono 626. I parlamentari si organizzano secondo la tendenza politica e ogni paese per eleggerli adotta il sistema proporzionale. Il parlamento esercita i controllo sulla commissione (può votare mozioni di censura), partecipa alla funzione legislativa, ha poteri consultivi nei confronti della commissione e del consiglio e ha poteri di codecisionalità e parere conforme per gli atti normativi.

* La corte di giustizia: ha sede a Lussemburgo, è composta da 15 giudici, 1 per ogni stato membro, e da 8 avvocati generali nominati di comune accordo che restano in carica per 6 anni. Essa assicura il rispetto dei trattati e controlla che gli atti comunitari rispettino i fondamenti dei trattati. Può annullare gli atti della Commissione del consiglio e dei singoli governi nazionali se ritenuti incompatibili con il diritto comunitario. Le sue delibere sono segrete e le sentenze hanno efficacia esecutiva (si realizzano concretamente, con forza).

La corte dei conti europea: sede a Lussemburgo, è l’organo contabile dell’ UE. È composta da 15 membri nominati dal consiglio che rimangono in carica per 6 anni. Ha il compito di esercitare il controllo esterno sulla gestione del bilancio e sulla gestione finanziaria della comunità.

Organi sussidiari dell’UE

* Consiglio Europeo: composta dai Capi di Stato e di Governo + ministri degli affari esteri. Presieduto dal capo di stato del paese che detiene la presidenza. Ha il compito di definire gli orientamenti di politica generale.

* Banca europea per gli investimenti (Bei): sede a Lussemburgo facilita gli investimenti e lo sviluppo degli stati membri.

* Comitato economico sociale (Ces): sede a Bruxelles ha funzioni consultive, formato da 222 membri

* Comitato delle regioni: sede Bruxelles, ha funzioni consultive.

* Comitato dei rappresentanti permanenti (coreper): formato dagli ambasciatori degli stati membri. Collabora con il consiglio.

Diritto comunitario

I paesi che fanno parte dell’UE hanno accettato di sottostare al diritto comunitario limitando la loro potestà legislativa. Le regole emanate dalle istituzioni comunitarie diventano parte integrante degli ordinamenti degli stati membri e comportano diritti e obblighi per gli stessi e per i singoli cittadini. In casi di contrasto è il diritto comunitario a prevalere su quello nazionale. La commissione e il consiglio attuano i trattati in modo diretto emanando:
(Atti vincolanti)
* Regolamenti: sono atti normativi direttamente applicabili e hanno portata generale e astratta (la norma è astratta perché prevede una situazione teorica alla quale si possono riferire i casi concreti) come una legge nazionale.
* Decisioni: sono atti giuridici mediante i quali le istituzioni comunitarie regolano in maniera vincolante singoli casi.
In modo indiretto con:
* Le direttive: sono atti a carattere vincolante, ma devono essere recepite da un atto normativo dello Stato membro, pena il deferimento alla Corte di Giustizia, da parte della Commissione che vigila sull’attuazione delle direttive.
Sono atti non vincolanti:
* I Pareri: vengono emanati quando gli organi comunitari vogliono esprimere un giudizio su una certa situazione o su determinati comportamenti all’interno della Comunità o in uno Stato membro.
* Le raccomandazioni: non impongono specifici obblighi giuridici ma consigliano ai destinatari un determinato comportamento per riavvicinare le legislazioni.

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