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La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Carta UE) è stata proclamata Nizza, il 7 dicembre 2000, dai Capi di Stato o di Governo dei 15 Paesi che all'epoca, facevano parte dell'Unione. La Carta UE non ha ancora valore giuridico: è una dichiarazione politica solenne, che sancisce i diritti e i doveri dei cittadini dell'Unione. La Carta UE enuncia i diritti e le libertà che l'Unione europea vuole tutelare e in particolare, la Carta UE supera la tradizionale ripartizione fra i diritti civili e politici, da una parte, e i diritti economici e sociali, dall'altra: tutti i diritti sono ugualmente garantiti. La Carta UE raggruppa i diritti esistenti in un unico testo, e affianca ai diritti umani, già presenti nei precedenti trattati comunitari, una serie di diritti nuovi, che nascono dall'evoluzione della società. La Carta UE mette i diritti del cittadino europeo di fronte alle nuove realtà della scienza, della tecnologia, della globalizzazione e dei flussi migratori. La Carta UE inizia affermando che «la dignità umana è inviolabile" e che "essa deve essere rispettata e tutelata» (art. I Carta UE). Ma cosa significa "dignità"? La dignità di una persona dipende dalla sua nobiltà morale, dalle sue qualità e dalla sua stessa natura, e la dignità esige il rispetto da parte di tutti. Sono purtroppo numerosi i casi in cui la dignità della persona è stata calpestata e, di fatto, annullata. Basti pensare alla tragedia della Shoah (in ebraico "sterminio»), durante la Seconda guerra mondiale: più di 5 milioni di ebrei (insieme a zingari, omosessuali e handicappati) furono uccisi nei campi di sterminio nazisti, in nome di una presunta "inferiorità razziale»

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