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Capacità giuridica e capacità d'agire (2)

L’ordinamento giuridico, per disciplinare la convivenza pacifica in una determinata società, si rivolge agli individui che operano ed entrano in reciproche relazioni secondo specifiche norme giuridiche attive e passive.
Il complesso delle situazioni giuridiche costituisce la soggettività giuridica e il loro titolare, quale protagonista attivo e passivo della vita del diritto, è detto soggetto di diritto. Il soggetto del diritto è, pertanto, il destinatario delle norme giuridiche.
L’ordinamento giuridico italiano prevede per le persone due diversi tipi di capacità: la capacita giuridica e la capacità di agire.
La capacità di un soggetto di diritto ad essere potenzialmente destinatario delle norme che attribuiscono situazioni attive e passive è definita capacità giuridica. Essa consiste, cioè nella possibilità di essere titolari di diritti e di obblighi giuridici.
Le persone fisiche acquistano la capacità giuridica al momento della nascita e la perdono soltanto alla momento della morte.
Tutti gli esseri umani nati vivi acquisiscono la capacitò giuridica, senza distinzione alcuna.
Non è necessario il requisito della vitalità (cioè continuare a vivere una volta nati), ma basta essere stati vivi anche solo un istante. Addirittura in alcuni casi può avvenire che la legge attribuisca diritti ai concepiti i quali, però, ne diverranno titolari effettivi solo dopo la nascita.

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