TERMINE DELLA PRESCRIZIONE

la durata della prescrizione( il periodo di tempo necessario affinchè la prescrizione si compia)è stabilita inderogabilmente dalla legge. Si distingue tra:
a) prescrizione ordinaria: si realizza col decoroso di dieci anni; questo termine è applicabile in tutti i casi in cui la legge non dispone diversamente( art.2946 codice civile). Per i diritti reali su cosa altrui, il periodo di prescrizione è di venti anni;
b) prescrizioni brevi: sono quelle i cui termini più brevi sono giustificati dalle peculiarità di alcuni rapporti. In particolare si prescrivono in cinque anni:
- il diritto al risarcimento del danno( tuttavia per l'azione di risarcimento di danni prodotti dalla circolazione dei veicoli, il termine prescrizionale è di due anni)
- il diritto a prestazioni periodiche ( crediti per pigioni, annualità di rendite e pensioni, interessi);
- l'azione di annullamento e l'azione revocatoria;
- i diritti che derivano da rapporti sociali.
Si prescrivono in un anno:
i diritti derivanti dal contratto di mediazione, trasporto ed assicurazione;
l'azione di rescissione
c)prescrizioni presuntive: il decorso del tempo determina la nascita, a favore del debitore, di una presunzione legale di pagamento, e quindi di estinzione della obbligazione. Le ipotesi previste dalla legge sono varie, ma hanno in comune la circostanza di disciplinare una serie di rapporti che, nella vita di tutti i giorni, sorgono e si estinguono senza particolari formalità:il fondamento di questa disciplina va, dunque, ricercato in un'esigenza di tutela del debitore chiamato a dimostrare l'avvenuto pagamento. Ad esempio si presumono pagati in sei mesi i conti di albergo. La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Se, pertanto, il diritto deriva da un contratto sottoposto a condizione sospensiva o a termine iniziale, la prescrizione incomincia a decorrere dal giorno in cui la condizione si è verificata o il termine è scaduto. La prescrizione non decorre e, se ha cominciato a decorrere, resta sospesa, quando l'inerzia del soggetto è giustificata da una causa espressamente determinata dalla legge, la quale è di ostacolo all'esercizio del diritto.
I casi di sospensione sono tassativi(cioè sono solo quelli previsti dalla legge) e riguardano particolari rapporti esistenti tra le parti( esempio, resta sospesa la prescrizione tra il tutore e il minore o l'interdetto, tra il curatore e l'emancipato o l'inabilitato ecc..) oppure una condizione personale del titolare del diritto ( esempio, la prescrizione resta sospesa nei confronti dei militari in servizio e delle persone al seguito delle forze armate, in tempo di guerra). La sospensione opera come una parentesi nel periodo di prescrizione; infatti il periodo di tempo in cui sussiste l'impedimento non si computa agli effetti della prescrizione e, cessata la causa di sospensione, la prescrizione riprende il suo corso ed il tempo eventualmente trascorso prima della sospensione si cumula con quello successivo.
Si ha interruzione della prescrizione, invece, quando viene meno l'inerzia del soggetto, il quale compie un atto di esercizio del diritto(messa in mora del debitore), oppure quando colui contro il quale il diritto può essere fatto valere lo riconosce. A differenze della sospensione, l'interruzione annulla il periodo di tempo trascorso anteriormente; pertanto, se dopo il fatto interruttivo riprende l'inerzia del titolare del diritto, inizia da quel momento un nuovo periodo di prescrizione.

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