CONSUETUDINE
La consuetudine è una fonte non scritta del diritto. Consuetudine significa parola di comportamento osservata spontaneamente da tutti i consociati (elemento oggettivo o materiale); in modo costante ed uniforme nel tempo, con la convinzione della sua obbligatorietà (elemento psicologico e soggettivo).
L’uso può essere
Locale se trova applicazione esclusivamente in alcune zone agricole, in fiere o mercati;
generale se trova applicazione su tutto il territorio dello Stato
speciale se regola rapporti particolari quali quelli concernenti ad esempio la vendita di vino, bestiame, legname.
Inoltre esistono diversi tipi di usi:
gli usi secundum legem concernono materie che sono già regolate da leggi o regolamenti; sono efficaci perché espressamente richiamati. Quest’uso accade quando ad esempio in tema di distanze da rispettare nella piantagione di alberi presso il confine o alla determinazione della misura della provvigione spettante al commissario qualora le parti no l’abbiano stabilita. La consuetudine ha in questo caso scopo di integrazione; INTEGRA IL CONTENUTO DELLA LEGGE O DEL REGOLAMENTO.

Gli usi contra legem non hanno efficacia; infatti una data legge può essere abrogata esclusivamente da una legge posteriore e non da uso.
Gli usi praeter legem(al di fuori della legge) riguardano materie non regolate né da leggi né da regolamenti; servono a colmare le lacune esistenti che il legislatore non ha cercato di evitare emanando apposite norme legislative. Tali tipi di usi sono efficaci anche se manca un richiamo specifico.
La pubblicità delle norme generalmente avviene per mezzo della apubblicazioen. Le leggi, i decreti, i regolamenti e tutti gli atti che devono essere noti ai cittadini sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale mentre le leggi regionali sui bollettini ufficiali regionali ed i regolamenti comunitari sulla Gazzetta Ufficiale dell’ Unione Europea.

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